La tesi propone un’indagine dell’abuso di potere come modello di incriminazione – espresso o surrettizio – nell’ambito delle organizzazioni di tipo privato (in primo luogo, l’impresa commerciale) caratterizzate dall’esercizio di poteri di gestione funzionali al conseguimento di determinati obiettivi ed interessi. La categoria dell’abuso di potere è definita, nei suoi tratti essenziali, rilevanti per l’indagine, attraverso un confronto con le teorie, di impronta sociologica e criminologica, che riguardano l’impresa privata e il potere c.d. burocratico. L’indagine prosegue con la disamina dogmatica delle figure incriminatrici che presidiano i modi di esercizio legale del potere di fonte privatistica nel contesto dell’impresa. La prassi giurisprudenziale è criticamente analizzata nell’ottica di identificare, in relazione a determinati campi sistematici, forme surrettizie di incriminazione di ampie categorie di comportamenti gestionali, connotati dalla distorsione funzionale del potere rispetto ad interessi di volta in volta definiti nel caso di specie. L’indagine si conclude con una riflessione critica più generale, tesa a rivalutare per determinati contesti di attività (anzitutto, l’esercizio di attività economiche in forma organizzata) moduli di incriminazione fondati su un riconoscibile disvalore oggettivo di azione.

Governo dell’impresa e regolazione penale. Appunti per una critica dei paradigmi di incriminazione

2019

Abstract

La tesi propone un’indagine dell’abuso di potere come modello di incriminazione – espresso o surrettizio – nell’ambito delle organizzazioni di tipo privato (in primo luogo, l’impresa commerciale) caratterizzate dall’esercizio di poteri di gestione funzionali al conseguimento di determinati obiettivi ed interessi. La categoria dell’abuso di potere è definita, nei suoi tratti essenziali, rilevanti per l’indagine, attraverso un confronto con le teorie, di impronta sociologica e criminologica, che riguardano l’impresa privata e il potere c.d. burocratico. L’indagine prosegue con la disamina dogmatica delle figure incriminatrici che presidiano i modi di esercizio legale del potere di fonte privatistica nel contesto dell’impresa. La prassi giurisprudenziale è criticamente analizzata nell’ottica di identificare, in relazione a determinati campi sistematici, forme surrettizie di incriminazione di ampie categorie di comportamenti gestionali, connotati dalla distorsione funzionale del potere rispetto ad interessi di volta in volta definiti nel caso di specie. L’indagine si conclude con una riflessione critica più generale, tesa a rivalutare per determinati contesti di attività (anzitutto, l’esercizio di attività economiche in forma organizzata) moduli di incriminazione fondati su un riconoscibile disvalore oggettivo di azione.
9-gen-2019
Italiano
DI MARTINO, ALBERTO
PADOVANI, TULLIO
GIUNTA, FAUSTO
GARGANI, ALBERTO
MORGANTE, GAETANA
Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento "S. Anna" di Pisa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/149058
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:SSSUP-149058