Introduzione Il muscolo scheletrico rappresenta la principale riserva proteica del corpo e può essere compromesso in varie affezioni metaboliche e di alterato turnover proteico, quale il cancro. Benchè una severa perdita di massa sia generalmente presente in quadri neoplastici avanzati, in alcuni casi può essere già evidente in una fase di malattia iniziale. L’autofagia è stata recentemente descritta come uno dei possibili fattori responsabili del processo catabolico. Materiali e Metodi 50 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per neoplasia colorettale e 25 pazienti operati per patologia benigna non infiammatoria, in assenza di segni clinici di miopatia, sono stati sottoposti a biopsia muscolare su cui sono state eseguite analisi di carattere morfometrico ed istochimico. Sono state, inoltre, eseguite analisi biochimiche e molecolari al fine di valutare l’assetto proteico e lo stato di attivazione del processo autofagico e la loro correlazione con l’outcome clinico dei pazienti. Risultati Nei pazienti neoplastici abbiamo riscontrato la presenza di una miopatia subclinica, caratterizzata dalla presenza di fibre muscolari con un’anomala localizzazione del nucleo cellulare al centro della fibra, significativamente maggiore rispetto ai controlli. L’analisi dell’assetto proteico ha dimostrato valori sierici di albumina e prealbumina significativamente più bassi nei pazienti oncologici, mentre l’analisi molecolare ha documentato elevati livelli di p62 nelle fibre muscolari dei pazienti affetti da carcinoma colorettale, rispetto ai controlli. La valutazione dell’outcome clinico ha dimostrato una correlazione inversa tra la percentuale di miofibre anomale e l’insorgenza di metastasi linfonodali, mentre bassi livelli sierici di prealbumina ed alti livelli di p62 nelle fibre muscolari sono risultati correlati con un aumentato rischio di ripresa di malattia Conclusioni I pazienti affetti da carcinoma colorettale presentano una miopatia subclinica già all’insorgenza della malattia, caratterizzata dalla presenza di fibre con alterata posizione del nucleo nella cellula. In assenza di infiammazione sistemica e tissutale, i pazienti oncologici presentano bassi livelli sierici di albumina e prealbumina, come espressione di un alterato turnover proteico, nonché elevati livelli di p62 nelle fibre muscolari, a dimostrazione dell’attivazione del processo autofagico che risulta tuttavia compromesso. Tali dati suggeriscono, pertanto, un verosimile ruolo protettivo per le anomalie nucleari descritte, mentre un alterato turnover proteico ed una compromissione del normale flusso autofagico, in concomitanza dell’insorgenza della neoplasia, costituiscono un potenziale fattore predittivo negativo in termini di ripresa di malattia ed evoluzione verso uno stato cachettico.

Subclinical myopathy and colorectal cancer: identification and role of new muscle damage and regeneration biomarkers

GRUPPO, MARIO
2015

Abstract

Introduzione Il muscolo scheletrico rappresenta la principale riserva proteica del corpo e può essere compromesso in varie affezioni metaboliche e di alterato turnover proteico, quale il cancro. Benchè una severa perdita di massa sia generalmente presente in quadri neoplastici avanzati, in alcuni casi può essere già evidente in una fase di malattia iniziale. L’autofagia è stata recentemente descritta come uno dei possibili fattori responsabili del processo catabolico. Materiali e Metodi 50 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per neoplasia colorettale e 25 pazienti operati per patologia benigna non infiammatoria, in assenza di segni clinici di miopatia, sono stati sottoposti a biopsia muscolare su cui sono state eseguite analisi di carattere morfometrico ed istochimico. Sono state, inoltre, eseguite analisi biochimiche e molecolari al fine di valutare l’assetto proteico e lo stato di attivazione del processo autofagico e la loro correlazione con l’outcome clinico dei pazienti. Risultati Nei pazienti neoplastici abbiamo riscontrato la presenza di una miopatia subclinica, caratterizzata dalla presenza di fibre muscolari con un’anomala localizzazione del nucleo cellulare al centro della fibra, significativamente maggiore rispetto ai controlli. L’analisi dell’assetto proteico ha dimostrato valori sierici di albumina e prealbumina significativamente più bassi nei pazienti oncologici, mentre l’analisi molecolare ha documentato elevati livelli di p62 nelle fibre muscolari dei pazienti affetti da carcinoma colorettale, rispetto ai controlli. La valutazione dell’outcome clinico ha dimostrato una correlazione inversa tra la percentuale di miofibre anomale e l’insorgenza di metastasi linfonodali, mentre bassi livelli sierici di prealbumina ed alti livelli di p62 nelle fibre muscolari sono risultati correlati con un aumentato rischio di ripresa di malattia Conclusioni I pazienti affetti da carcinoma colorettale presentano una miopatia subclinica già all’insorgenza della malattia, caratterizzata dalla presenza di fibre con alterata posizione del nucleo nella cellula. In assenza di infiammazione sistemica e tissutale, i pazienti oncologici presentano bassi livelli sierici di albumina e prealbumina, come espressione di un alterato turnover proteico, nonché elevati livelli di p62 nelle fibre muscolari, a dimostrazione dell’attivazione del processo autofagico che risulta tuttavia compromesso. Tali dati suggeriscono, pertanto, un verosimile ruolo protettivo per le anomalie nucleari descritte, mentre un alterato turnover proteico ed una compromissione del normale flusso autofagico, in concomitanza dell’insorgenza della neoplasia, costituiscono un potenziale fattore predittivo negativo in termini di ripresa di malattia ed evoluzione verso uno stato cachettico.
26-gen-2015
Inglese
cachessia/cachexia; neoplasia colorettale/colorectal cancer; miopatia/myopathy
MILITELLO, CARMELO
ZANOVELLO, PAOLA
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/171603
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-171603