Caratterizzato da un QI tra una e due deviazioni standard sotto la media (APA, 2000) e difficoltà nel funzionamento adattivo, il Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) è una condizione clinica spesso associata a disturbi di tipo psichiatrico e problemi comportamentali, accompagnata da effetti negativi nella vita quotidiana. Sulla base della curva normale di distribuzione dell’intelligenza, si può stimare una prevalenza del 13.6%, tuttavia tale dato non viene sempre confermato in letteratura e la prevalenza del FIL sembrerebbe essere inferiore (e.g. Ninivaggi, 2009). Nonostante la prevalenza del FIL, così come i problemi ad esso associati (per esempio le difficoltà cognitive e di apprendimento, che possono risultare in fallimenti e abbandono scolastico, i problemi emotivi e comportamentali, l’aumentato rischio di problemi psichiatrici o comportamenti disadattavi evidenti nell’intero arco di vita) siano tutt’altro che trascurabili, la ricerca sul FIL sia a livello nazionale che internazionale è ancora carente. Per questo motivo il FIL continua ad essere un fenomeno poco conosciuto, non solo in letteratura, ma anche nella pratica clinica ed educativa. L’obiettivo della presente tesi di dottorato è stato quello di esplorare il FIL, ponendo particolare attenzione sui profili cognitivi e le abilità scolastiche. Nello specifico, gli studi che verranno di seguito presentati hanno considerato bambini e ragazzi frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado. I dati sono stati raccolti attraverso l’analisi di cartelle cliniche presso diversi Servizi e Strutture sanitarie per l’età evolutiva e si riferiscono a bambini e ragazzi valutati a fini di screening o diagnostici. Lo studio descritto nel capitolo 2 è stato condotto con l’obiettivo di indagare il profilo cognitivo del FIL e, in particolare, di verificare se tale condizione presenta un profilo specifico alla WISC-IV, con punti di forza e debolezza peculiari. Sono stati considerati i profili WISC-IV di 204 bambini e ragazzi che avevano ottenuto un QI totale tra 70 e 85. I risultati hanno evidenziato la presenza di un profilo “altalenante”, caratterizzato da differenze significative tra gli indici della WISC-IV (Comprensione Verbale, Ragionamento Percettivo, Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione). L’indice di Memoria di Lavoro si caratterizza per i punteggi più bassi, mentre le prestazioni migliori sono relative all’indice di Ragionamento Percettivo. Gli indici di Comprensione Verbale, Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione si collocano nel range borderline (tra una e due deviazioni standard sotto la media), mentre l’indice di Ragionamento Percettivo si caratterizza per un punteggio medio di 88. Ulteriori analisi hanno evidenziato come tale profilo sembri essere relativamente indipendente dall’età del bambino e dal livello di funzionamento intellettivo generale (ovvero, al confine tra la disabilità intellettiva – QI tra 70 e 75 - o più alto – QI tra 76 e 85), supportando l’ipotesi che il FIL sia caratterizzato da un profilo specifico alla WISC-IV. Un secondo studio (capitolo 3) è stato condotto con lo scopo di indagare la variabilità inter-individuale, in termini di possibili sottogruppi caratterizzati da profili cognitivi uniformi, all’interno della condizione di FIL. I dati sono stati analizzati mediante analisi dei cluster, che hanno evidenziato la presenza di tre diversi sottogruppi, differenti tra loro per profili WISC-IV, ma non per QI totale. Nello specifico, un sottogruppo risulta caratterizzato da punteggi nel range borderline negli indici di Comprensione Verbale e Memoria di Lavoro, mentre la Velocità di Elaborazione si colloca al confine tra il range borderline e la norma (IVE = 86), e le abilità di Ragionamento Percettivo risultano preservate (IRP = 95.6). Un secondo sottogruppo include i bambini caratterizzati da prestazioni nel range borderline negli indici di Comprensione Verbale, Ragionamento Percettivo e Memoria di Lavoro, mentre la Velocità di Elaborazione risulta preservata (IVE = 92.4). Il terzo sottogruppo, infine, si caratterizza per carenze negli indici di Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione, che si collocano nel range borderline, ma prestazioni non borderline negli indici di Comprensione Verbale e di Ragionamento Percettivo (rispettivamente, 89.3 e 91.1). Ulteriori analisi di tipo esplorativo, hanno evidenziato alcune differenze tra i sottogruppi relative allo status socio-economico e alla presenza di disturbi in comorbidità. Un terzo studio (capitolo 4) ha avuto l’obiettivo di indagare le abilità scolastiche di 133 bambini e ragazzi con FIL, confrontando le loro prestazioni in lettura e calcolo con quelle di un gruppo, appaiato per età cronologica, di 73 bambini e ragazzi con difficoltà e disturbo degli apprendimenti e un QI superiore a 85. I risultati hanno messo in luce somiglianze e differenze tra i due gruppi. Il gruppo con FIL ha ottenuto prestazioni inferiori in compiti di comprensione del testo e nel calcolo scritto, mentre non sono emerse differenze statisticamente significative tra i due gruppi negli indici di accuratezza e velocità di lettura, nel calcolo a mente e nel recupero di fatti numerici. Va sottolineato che i bambini con FIL che presentavano una diagnosi clinica di disturbo specifico di apprendimento non differivano significativamente da quelli con FIL che non presentavano tale diagnosi. Entrambi i sottogruppi di FIL hanno evidenziato prestazioni inferiori nei compiti di comprensione del testo e calcolo scritto rispetto ai bambini con difficoltà e disturbi degli apprendimenti, ma QI superiore a 85. Globalmente, gli studi condotti forniscono alcune indicazioni sul FIL, con particolare riferimento ai profili cognitivi e alle abilità di apprendimento. Se da un lato l’importanza clinica del FIL è ancora poco chiara e gli individui con questa condizione rimangono confinati in un’“area grigia” o di limbo, il presente contributo supporta la convinzione che il FIL presenti, nella sua generalità, caratteristiche particolari che richiedono un’attenzione e interventi specifici, nonché, preliminarmente, un appropriato riconoscimento clinico e diagnostico.

Cognitive profiles and academic achievement in school-age children with borderline intellectual functioning.

PULINA, FRANCESCA
2018

Abstract

Caratterizzato da un QI tra una e due deviazioni standard sotto la media (APA, 2000) e difficoltà nel funzionamento adattivo, il Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) è una condizione clinica spesso associata a disturbi di tipo psichiatrico e problemi comportamentali, accompagnata da effetti negativi nella vita quotidiana. Sulla base della curva normale di distribuzione dell’intelligenza, si può stimare una prevalenza del 13.6%, tuttavia tale dato non viene sempre confermato in letteratura e la prevalenza del FIL sembrerebbe essere inferiore (e.g. Ninivaggi, 2009). Nonostante la prevalenza del FIL, così come i problemi ad esso associati (per esempio le difficoltà cognitive e di apprendimento, che possono risultare in fallimenti e abbandono scolastico, i problemi emotivi e comportamentali, l’aumentato rischio di problemi psichiatrici o comportamenti disadattavi evidenti nell’intero arco di vita) siano tutt’altro che trascurabili, la ricerca sul FIL sia a livello nazionale che internazionale è ancora carente. Per questo motivo il FIL continua ad essere un fenomeno poco conosciuto, non solo in letteratura, ma anche nella pratica clinica ed educativa. L’obiettivo della presente tesi di dottorato è stato quello di esplorare il FIL, ponendo particolare attenzione sui profili cognitivi e le abilità scolastiche. Nello specifico, gli studi che verranno di seguito presentati hanno considerato bambini e ragazzi frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado. I dati sono stati raccolti attraverso l’analisi di cartelle cliniche presso diversi Servizi e Strutture sanitarie per l’età evolutiva e si riferiscono a bambini e ragazzi valutati a fini di screening o diagnostici. Lo studio descritto nel capitolo 2 è stato condotto con l’obiettivo di indagare il profilo cognitivo del FIL e, in particolare, di verificare se tale condizione presenta un profilo specifico alla WISC-IV, con punti di forza e debolezza peculiari. Sono stati considerati i profili WISC-IV di 204 bambini e ragazzi che avevano ottenuto un QI totale tra 70 e 85. I risultati hanno evidenziato la presenza di un profilo “altalenante”, caratterizzato da differenze significative tra gli indici della WISC-IV (Comprensione Verbale, Ragionamento Percettivo, Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione). L’indice di Memoria di Lavoro si caratterizza per i punteggi più bassi, mentre le prestazioni migliori sono relative all’indice di Ragionamento Percettivo. Gli indici di Comprensione Verbale, Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione si collocano nel range borderline (tra una e due deviazioni standard sotto la media), mentre l’indice di Ragionamento Percettivo si caratterizza per un punteggio medio di 88. Ulteriori analisi hanno evidenziato come tale profilo sembri essere relativamente indipendente dall’età del bambino e dal livello di funzionamento intellettivo generale (ovvero, al confine tra la disabilità intellettiva – QI tra 70 e 75 - o più alto – QI tra 76 e 85), supportando l’ipotesi che il FIL sia caratterizzato da un profilo specifico alla WISC-IV. Un secondo studio (capitolo 3) è stato condotto con lo scopo di indagare la variabilità inter-individuale, in termini di possibili sottogruppi caratterizzati da profili cognitivi uniformi, all’interno della condizione di FIL. I dati sono stati analizzati mediante analisi dei cluster, che hanno evidenziato la presenza di tre diversi sottogruppi, differenti tra loro per profili WISC-IV, ma non per QI totale. Nello specifico, un sottogruppo risulta caratterizzato da punteggi nel range borderline negli indici di Comprensione Verbale e Memoria di Lavoro, mentre la Velocità di Elaborazione si colloca al confine tra il range borderline e la norma (IVE = 86), e le abilità di Ragionamento Percettivo risultano preservate (IRP = 95.6). Un secondo sottogruppo include i bambini caratterizzati da prestazioni nel range borderline negli indici di Comprensione Verbale, Ragionamento Percettivo e Memoria di Lavoro, mentre la Velocità di Elaborazione risulta preservata (IVE = 92.4). Il terzo sottogruppo, infine, si caratterizza per carenze negli indici di Memoria di Lavoro e Velocità di Elaborazione, che si collocano nel range borderline, ma prestazioni non borderline negli indici di Comprensione Verbale e di Ragionamento Percettivo (rispettivamente, 89.3 e 91.1). Ulteriori analisi di tipo esplorativo, hanno evidenziato alcune differenze tra i sottogruppi relative allo status socio-economico e alla presenza di disturbi in comorbidità. Un terzo studio (capitolo 4) ha avuto l’obiettivo di indagare le abilità scolastiche di 133 bambini e ragazzi con FIL, confrontando le loro prestazioni in lettura e calcolo con quelle di un gruppo, appaiato per età cronologica, di 73 bambini e ragazzi con difficoltà e disturbo degli apprendimenti e un QI superiore a 85. I risultati hanno messo in luce somiglianze e differenze tra i due gruppi. Il gruppo con FIL ha ottenuto prestazioni inferiori in compiti di comprensione del testo e nel calcolo scritto, mentre non sono emerse differenze statisticamente significative tra i due gruppi negli indici di accuratezza e velocità di lettura, nel calcolo a mente e nel recupero di fatti numerici. Va sottolineato che i bambini con FIL che presentavano una diagnosi clinica di disturbo specifico di apprendimento non differivano significativamente da quelli con FIL che non presentavano tale diagnosi. Entrambi i sottogruppi di FIL hanno evidenziato prestazioni inferiori nei compiti di comprensione del testo e calcolo scritto rispetto ai bambini con difficoltà e disturbi degli apprendimenti, ma QI superiore a 85. Globalmente, gli studi condotti forniscono alcune indicazioni sul FIL, con particolare riferimento ai profili cognitivi e alle abilità di apprendimento. Se da un lato l’importanza clinica del FIL è ancora poco chiara e gli individui con questa condizione rimangono confinati in un’“area grigia” o di limbo, il presente contributo supporta la convinzione che il FIL presenti, nella sua generalità, caratteristiche particolari che richiedono un’attenzione e interventi specifici, nonché, preliminarmente, un appropriato riconoscimento clinico e diagnostico.
10-gen-2018
Inglese
Borderline intellectual functioning; cognitive profiles; academic achievement
VIANELLO, RENZO
GALFANO, GIOVANNI
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/173252
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-173252