L’aumento in Omero costituisce un elemento facoltativo nella costruzione dei verbi di preterito. Questa tesi studia la compresenza di forme aumentate e non aumentate in Omero offrendo una sintesi e una discussione della letteratura sull’argomento e proponendo un nuovo approccio al fenomeno dal punto di vista sintattico e testuale. L’obiettivo del lavoro è descrivere, a livello sincronico, alcune tendenze distributive dell’aumento ed esplorare la possibilità che tali tendenze siano connesse alla sua ricostruzione diacronica come marca temporale. Dopo aver inserito il fenomeno entro il quadro della comparatistica indoeuropea, il lavoro procede illustrando la distribuzione di forme aumentate e non aumentate in Omero, attraverso un accurato spoglio bibliografico. Viene offerta a seguire una sintesi delle diverse opinioni sulla ricostruzione della funzione e del valore morfologico primitivi dell’aumento, evidenziando anche il contributo dei dati omerici al dibattito generale. Il confronto e la valutazione delle diverse proposte suggerisce la maggiore attendibilità della teoria che interpreta la funzione originaria dell’aumento come una marca temporale di passato. Nella seconda parte, la tesi procede presentando un’analisi personale condotta su un corpus di quattro canti dell’Iliade. L’analisi testuale dei dati mostra che la presenza o l’assenza dell’aumento è spesso correlata ad effetti o strategie narrative. L’analisi sintattica, condotta entro il quadro teorico della linguista generativa, esplora successivamente la possibilità di un differente comportamento sintattico da parte di verbi aumentati e non aumentati. I risultati di quest’indagine mettono anche in luce una frequente corrispondenza tra la distribuzione sintattica di forme con e senza aumento e alcuni effetti narrativi. Nella conclusione, dopo aver presentato l’informazione temporale espressa dai tempi verbali come una struttura complessa, il lavoro cerca di discutere in che modo l’aumento in Omero possa essere considerato una marca di tempo e valuta la possibilità che le tendenze emerse dall’analisi siano correlate a tale interpretazione.
Forme aumentate e non aumentate in Omero: tempo, testo, sintassi
RODEGHIERO, SIRA
2017
Abstract
L’aumento in Omero costituisce un elemento facoltativo nella costruzione dei verbi di preterito. Questa tesi studia la compresenza di forme aumentate e non aumentate in Omero offrendo una sintesi e una discussione della letteratura sull’argomento e proponendo un nuovo approccio al fenomeno dal punto di vista sintattico e testuale. L’obiettivo del lavoro è descrivere, a livello sincronico, alcune tendenze distributive dell’aumento ed esplorare la possibilità che tali tendenze siano connesse alla sua ricostruzione diacronica come marca temporale. Dopo aver inserito il fenomeno entro il quadro della comparatistica indoeuropea, il lavoro procede illustrando la distribuzione di forme aumentate e non aumentate in Omero, attraverso un accurato spoglio bibliografico. Viene offerta a seguire una sintesi delle diverse opinioni sulla ricostruzione della funzione e del valore morfologico primitivi dell’aumento, evidenziando anche il contributo dei dati omerici al dibattito generale. Il confronto e la valutazione delle diverse proposte suggerisce la maggiore attendibilità della teoria che interpreta la funzione originaria dell’aumento come una marca temporale di passato. Nella seconda parte, la tesi procede presentando un’analisi personale condotta su un corpus di quattro canti dell’Iliade. L’analisi testuale dei dati mostra che la presenza o l’assenza dell’aumento è spesso correlata ad effetti o strategie narrative. L’analisi sintattica, condotta entro il quadro teorico della linguista generativa, esplora successivamente la possibilità di un differente comportamento sintattico da parte di verbi aumentati e non aumentati. I risultati di quest’indagine mettono anche in luce una frequente corrispondenza tra la distribuzione sintattica di forme con e senza aumento e alcuni effetti narrativi. Nella conclusione, dopo aver presentato l’informazione temporale espressa dai tempi verbali come una struttura complessa, il lavoro cerca di discutere in che modo l’aumento in Omero possa essere considerato una marca di tempo e valuta la possibilità che le tendenze emerse dall’analisi siano correlate a tale interpretazione.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/173705
URN:NBN:IT:UNIPD-173705