Pitture e mosaici parietali, soprattutto quelli di interesse storico-artistico e archeologico, rappresentano un oggetto di studio complesso. Oltre alla struttura fisica, generalmente costituita da una superficie esterna decorata e preziosa e dai diversi strati di preparazione che fungono da interfaccia con il supporto strutturale e che caratterizzano tutti i tipi di decorazioni parietali senza distinzione di tipologia e di epoca di realizzazione, si deve infatti tener conto anche della componente molto importante legata alla storia e alla vetustà del manufatto. Questo comporta la possibilità che ci siano presenti anomalie legate al degrado dei materiali e dei supporti e disomogeneità legate ai restauri che possono aver interessato l'opera nel tempo. La possibilità di ottenere informazioni preliminari in modo non invasivo su tutti gli strati e sulle eventuali anomalie ivi presenti, costituisce pertanto un punto chiave nella diagnostica in-situ delle decorazioni parietali soprattutto per quelle di interesse storico-artistico o archeologico. Il presente progetto di ricerca, attraverso un approccio di tipo sperimentale, mira a testare le potenzialità e limiti di alcuni metodi elettromagnetici per indagini in situ di tipo non invasivo su pitture e mosaici parietali antichi. A tale scopo, sono stati presi in considerazione quattro diversi metodi di indagine: - l'Imaging Multispettrale (MI), utilizzando una macchina fotografica modificata e quattro differenti filtri (VIS-UV- e tre bande IR), per analisi, nel range 300-1000 nm, sulla superficie esterna decorata; - il Radar Olografico (HSR), utilizzando un'antenna con 5 frequenze comprese tra 6.4 GHz e 6.8 GHz, per l'analisi dei primi strati al di sotto della superficie esterna decorata; - la Termografia infrarossa (IRT), per l'analisi delle anomalie sub-superficiali; il georadar (GPR) ad altissima risoluzione, con un'antenna full polar da 2 GHz, per l'analisi della struttura interna dell'apparato murario al di sotto della superficie decorata. Operando con frequenze diverse, corrispondenti a profondità di indagine e risoluzioni differenti, queste tecniche possono in generale fornire informazioni preliminari sulla superficie (per esempio su materiali, pigmenti, stato di degrado, precedenti interventi ecc.) e sugli strati sottostanti (integrità strutturale, differenze nei materiali, presenza di umidità, distacchi, crepe, ecc.). Le misure in-situ sono state condotte su alcuni casi studio rappresentativi in Italia e in Grecia, relativamente a manufatti che risalgono a epoche diverse, in differenti contesti e differenti stati di conservazione. L'approccio sperimentale ha dimostrato che l'applicabilità dei metodi in situ è fortemente condizionata dalle caratteristiche intrinseche delle superfici di pregio (alto valore storico artistico, geometria, stato di degrado), che limitano l'uso dei metodi non invasivi a contatto (GPR e HSR) e che i dati sono inoltre fortemente dipendenti dalla logistica e dalle modalità di acquisizione. La sperimentazione in situ proposta nella tesi è stata integrata con test di laboratorio, utilizzando anche altri metodi non-invasivi, quali l'interferometria olografica e termografia infrarossa attiva (DHSPI-SIRT). Questo lavoro di ricerca ha evidenziato che portabilità, uso a distanza, immediata visualizzazione e interpretazione dei dati sono elementi cruciali nello sviluppo di un approccio non invasivo alla diagnostica di pitture murali e mosaici e risultano fondamentali per la caratterizzazione preliminare, per l'efficiente monitoraggio, la corretta diagnosi e l'adeguata pianificazione degli interventi sulle decorazioni parietali di interesse storico-artistico e archeologico nell'ottica di un'efficace collaborazione interdisciplinare tra componente scientifica e umanistica (storici dell'arte, archeologi) e con conservatori e curatori di questi preziosi beni.
Non-invasive methods for the study of wall decorations in art history and archaelogy Metodi non invasivi per lo studio degli apparati decorativi di interesse archeologico e storico-artistico
CHABAN, ANTONINA
2019
Abstract
Pitture e mosaici parietali, soprattutto quelli di interesse storico-artistico e archeologico, rappresentano un oggetto di studio complesso. Oltre alla struttura fisica, generalmente costituita da una superficie esterna decorata e preziosa e dai diversi strati di preparazione che fungono da interfaccia con il supporto strutturale e che caratterizzano tutti i tipi di decorazioni parietali senza distinzione di tipologia e di epoca di realizzazione, si deve infatti tener conto anche della componente molto importante legata alla storia e alla vetustà del manufatto. Questo comporta la possibilità che ci siano presenti anomalie legate al degrado dei materiali e dei supporti e disomogeneità legate ai restauri che possono aver interessato l'opera nel tempo. La possibilità di ottenere informazioni preliminari in modo non invasivo su tutti gli strati e sulle eventuali anomalie ivi presenti, costituisce pertanto un punto chiave nella diagnostica in-situ delle decorazioni parietali soprattutto per quelle di interesse storico-artistico o archeologico. Il presente progetto di ricerca, attraverso un approccio di tipo sperimentale, mira a testare le potenzialità e limiti di alcuni metodi elettromagnetici per indagini in situ di tipo non invasivo su pitture e mosaici parietali antichi. A tale scopo, sono stati presi in considerazione quattro diversi metodi di indagine: - l'Imaging Multispettrale (MI), utilizzando una macchina fotografica modificata e quattro differenti filtri (VIS-UV- e tre bande IR), per analisi, nel range 300-1000 nm, sulla superficie esterna decorata; - il Radar Olografico (HSR), utilizzando un'antenna con 5 frequenze comprese tra 6.4 GHz e 6.8 GHz, per l'analisi dei primi strati al di sotto della superficie esterna decorata; - la Termografia infrarossa (IRT), per l'analisi delle anomalie sub-superficiali; il georadar (GPR) ad altissima risoluzione, con un'antenna full polar da 2 GHz, per l'analisi della struttura interna dell'apparato murario al di sotto della superficie decorata. Operando con frequenze diverse, corrispondenti a profondità di indagine e risoluzioni differenti, queste tecniche possono in generale fornire informazioni preliminari sulla superficie (per esempio su materiali, pigmenti, stato di degrado, precedenti interventi ecc.) e sugli strati sottostanti (integrità strutturale, differenze nei materiali, presenza di umidità, distacchi, crepe, ecc.). Le misure in-situ sono state condotte su alcuni casi studio rappresentativi in Italia e in Grecia, relativamente a manufatti che risalgono a epoche diverse, in differenti contesti e differenti stati di conservazione. L'approccio sperimentale ha dimostrato che l'applicabilità dei metodi in situ è fortemente condizionata dalle caratteristiche intrinseche delle superfici di pregio (alto valore storico artistico, geometria, stato di degrado), che limitano l'uso dei metodi non invasivi a contatto (GPR e HSR) e che i dati sono inoltre fortemente dipendenti dalla logistica e dalle modalità di acquisizione. La sperimentazione in situ proposta nella tesi è stata integrata con test di laboratorio, utilizzando anche altri metodi non-invasivi, quali l'interferometria olografica e termografia infrarossa attiva (DHSPI-SIRT). Questo lavoro di ricerca ha evidenziato che portabilità, uso a distanza, immediata visualizzazione e interpretazione dei dati sono elementi cruciali nello sviluppo di un approccio non invasivo alla diagnostica di pitture murali e mosaici e risultano fondamentali per la caratterizzazione preliminare, per l'efficiente monitoraggio, la corretta diagnosi e l'adeguata pianificazione degli interventi sulle decorazioni parietali di interesse storico-artistico e archeologico nell'ottica di un'efficace collaborazione interdisciplinare tra componente scientifica e umanistica (storici dell'arte, archeologi) e con conservatori e curatori di questi preziosi beni.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/174548
URN:NBN:IT:UNIPD-174548