Nel corso degli ultimi anni, la definizione di comunicazione è stata riscritta con metodica cura dalla diffusione virale di una classe di dispositivi pensati e creati per aprire nuovi rapidissimi canali di interazione. La contrattura dello spazio delle comunicazioni che essi generano è legata a una disponibilità prati- camente istantanea, per cui ne abbiamo accesso tutti, e in qualsiasi luogo. Oggi, in questo modo, impensabili quantità di informazioni vengono trasferite at- traverso sistemi senza fili. Con una immagine, potremmo dire che è stato am- plificato o addirittura ricreato il concetto di voce: chi poteva parlare, ora può spingersi più in là, senza neppure muoversi; oggetti inanimati hanno ricevuto il dono della parola. Una contrattura virtuale del mondo, nel quale chiunque può parlare e farsi ascoltare, da qualsiasi altro attore. È naturale che deve esistere un ordine preciso e strutturato, per rendere fattiva questa straordinaria opportunità, e in questo senso si rendono necessarie regole e strategie. Il contesto nel quale si innesta il lavoro descritto in queste pagine, è proprio quelle delle comunicazioni non cablate. Di tutto il vasto campo di interesse, l’attenzione sarà concentrata principalmente sui dispositivi che, nel paragone proposto, danno voce a “cose” altrimenti inanimate. Si tratta dei sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID), che, seppur lentamente, si stanno diffondendo a macchia d’olio in un gran numero di situazioni pratiche. Un sistema RFID è un sistema molto complesso che comprime e sintetizza numerosi campi di studio, tra i quali il processamento di segnali, la progettazione di circuiti a radio frequenza e di antenne, le reti e i sistemi informativi, ecc. Scendendo più nello specifico, l’attenzione sarà concentrata principalmente sui sistemi sviluppati per le applicazioni di larga scala, come ad esempio la gestione delle scorte di magazzino, o della catena di distribuzione, tra loro facilmente correlate. In questo contesto, i sistemi più promettenti sfruttano onde elettromagnetiche nello spettro UHF, e impiegano dispositivi passivi privi di circuiti interni di alimentazione. I sistemi RFID di oggi non costituiscono una tecnologia nuova, ma la vicina maturità di una tecnologia nota da almeno settanta anni. Nonostante questo, prima degli anni novanta non si è potuto sperimentare concretamente la potenzialità della tecnologia in ambiti civili, che è giunta con la rivoluzione della catena di distribuzione e la prospettiva del monitoraggio continuo, del tracciamento e della localizzazione. In questi anni, la tecnologia dei sistemi RFID continua a evolversi e cambiare, nella direzione di migliorare l’affidabilità e ridurre al minimo i rischi di errore. In queste pagine verrà analizzata con cura la tecnologia dei sistemi UHF, ponendo particolare attenzione ai problemi di affidabilità ancora aperti, e a tutti gli aspetti e le strategie che possono aiutare a migliorare le prestazioni. Un aspetto particolarmente innovativo del lavoro proposto riguarda lo studio sul campo degli effetti di interferenza elettromagnetica. Per la particolare natura dei sistemi RFID studiati, i disturbi del canale di comunicazione possono essere interpretati da due punti vista: sia in un’ottica di perdita di funzionalità casuale ma comunque importante e dannosa, sia in un’ottica di disturbo volontario. La conoscenza del comportamento del sistema in presenza di agenti di interferenza è molto importante al fine di valutare le situazioni di rischio e limitarne il più possibile le conseguenze. L’obiettivo finale è fornire ai progettisti dell’hardware e dei protocolli un insieme di metriche e indicazioni utili a migliorare le prestazioni e aumentare la robustezza dei sistemi RFID contro l’interferenza.

Analysis of performance and interference effects in Radio Frequency IDentification systems

DALLA CHIARA, ANDREA
2011

Abstract

Nel corso degli ultimi anni, la definizione di comunicazione è stata riscritta con metodica cura dalla diffusione virale di una classe di dispositivi pensati e creati per aprire nuovi rapidissimi canali di interazione. La contrattura dello spazio delle comunicazioni che essi generano è legata a una disponibilità prati- camente istantanea, per cui ne abbiamo accesso tutti, e in qualsiasi luogo. Oggi, in questo modo, impensabili quantità di informazioni vengono trasferite at- traverso sistemi senza fili. Con una immagine, potremmo dire che è stato am- plificato o addirittura ricreato il concetto di voce: chi poteva parlare, ora può spingersi più in là, senza neppure muoversi; oggetti inanimati hanno ricevuto il dono della parola. Una contrattura virtuale del mondo, nel quale chiunque può parlare e farsi ascoltare, da qualsiasi altro attore. È naturale che deve esistere un ordine preciso e strutturato, per rendere fattiva questa straordinaria opportunità, e in questo senso si rendono necessarie regole e strategie. Il contesto nel quale si innesta il lavoro descritto in queste pagine, è proprio quelle delle comunicazioni non cablate. Di tutto il vasto campo di interesse, l’attenzione sarà concentrata principalmente sui dispositivi che, nel paragone proposto, danno voce a “cose” altrimenti inanimate. Si tratta dei sistemi di identificazione a radio frequenza (RFID), che, seppur lentamente, si stanno diffondendo a macchia d’olio in un gran numero di situazioni pratiche. Un sistema RFID è un sistema molto complesso che comprime e sintetizza numerosi campi di studio, tra i quali il processamento di segnali, la progettazione di circuiti a radio frequenza e di antenne, le reti e i sistemi informativi, ecc. Scendendo più nello specifico, l’attenzione sarà concentrata principalmente sui sistemi sviluppati per le applicazioni di larga scala, come ad esempio la gestione delle scorte di magazzino, o della catena di distribuzione, tra loro facilmente correlate. In questo contesto, i sistemi più promettenti sfruttano onde elettromagnetiche nello spettro UHF, e impiegano dispositivi passivi privi di circuiti interni di alimentazione. I sistemi RFID di oggi non costituiscono una tecnologia nuova, ma la vicina maturità di una tecnologia nota da almeno settanta anni. Nonostante questo, prima degli anni novanta non si è potuto sperimentare concretamente la potenzialità della tecnologia in ambiti civili, che è giunta con la rivoluzione della catena di distribuzione e la prospettiva del monitoraggio continuo, del tracciamento e della localizzazione. In questi anni, la tecnologia dei sistemi RFID continua a evolversi e cambiare, nella direzione di migliorare l’affidabilità e ridurre al minimo i rischi di errore. In queste pagine verrà analizzata con cura la tecnologia dei sistemi UHF, ponendo particolare attenzione ai problemi di affidabilità ancora aperti, e a tutti gli aspetti e le strategie che possono aiutare a migliorare le prestazioni. Un aspetto particolarmente innovativo del lavoro proposto riguarda lo studio sul campo degli effetti di interferenza elettromagnetica. Per la particolare natura dei sistemi RFID studiati, i disturbi del canale di comunicazione possono essere interpretati da due punti vista: sia in un’ottica di perdita di funzionalità casuale ma comunque importante e dannosa, sia in un’ottica di disturbo volontario. La conoscenza del comportamento del sistema in presenza di agenti di interferenza è molto importante al fine di valutare le situazioni di rischio e limitarne il più possibile le conseguenze. L’obiettivo finale è fornire ai progettisti dell’hardware e dei protocolli un insieme di metriche e indicazioni utili a migliorare le prestazioni e aumentare la robustezza dei sistemi RFID contro l’interferenza.
28-gen-2011
Inglese
RFID radio frequency identification wireless interference performance WSN reader tag EPC EPCglobal Class-1 Gen2 UHF
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/175053
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-175053