La lombalgia è una condizione clinica molto frequente associata ad elevata morbidità, con effetti sia dal punto di vista psicosociale che della spesa sanitaria nazionale. La lombalgia é la principale causa di disabilità nella popolazione al di sotto dei 45 anni e rappresenta una della principali voci di spesa nei paesi sviluppati. La grande maggioranza dei casi di lombalgia è associata alla degenerazione del disco intervertebrale (IVDD). L'IVDD è un processo cronico età-correlato caratterizzato da una progressiva riduzione del contenuto di proteoglicani ed acqua nel nucleo polposo (NP), con perdita della capacità del disco di resistere a forze compressive. Le attuali opzioni di trattamento disponibili per lombalgia e IVDD comprendono sia approcci conservativi che procedure invasive. Tuttavia, queste modalità di trattamento hanno un' efficacia limitata e non producono risultati prevedibili e riproducibili. Per queste ragioni, vi è una evidente necessità di trattamenti che siano efficaci nel prevenire, rallentare o invertire le modificazioni degenerative causate dal processo di IVDD. Al fine di valutare l’efficacia di nuove tecniche di rigenerazione discale e prima di trasferirle all’uomo, é necessario testarle su modelli animali ex vivo ed in vivo. In questo studio, un nuovo approccio al disco intervertebrale (IVD) per via transpeduncolare, é stato valicato in 12 pecore. Tramite guida fluoroscopica, un filo di Kirshner di 2-mm di diametro é stato introdotto attraverso il corpo vertebrale con un’ inclinazione di circa 45° in tutti i piani dello spazio, tale da raggiungere il centro del NP. In ciascun animale sono stati trattati quattro IVD, da L1 a L5, effettuando in ciascuno una diversa tecnica chirurgica: (I) nucleotomia, (II) tunnel, (III) nucleotomia + scaffold in poliuretano (PU) e (IV) tunnel + scaffold PU. I dischi non trattati (L5-6) sono stati considerati come gruppo controllo. Le percentuali di morbiditá intra- e post-operatoria si sono rivelate basse; in due occasioni é stata riportata fuoriuscita di liquor in fase chirurgica, inoltre lussazione di L3-4 e discospondilite a livello di L1-2 si sono verificate in due soggetti. Le analisi quantitative e qualitative, effettuate sui dati ricavati in quattro diversi time point (prima e 1, 3 e 6 mesi dopo la chirurgia) dalle immagini radiografiche, di risonanza magnetica e dai campioni macroscopici e istologici, hanno rivelato l’efficacia del metodo presentato nell’ottenere un modello progressive di IVDD. Attraverso l’approccio transpeduncolare é stato possibile ottenere diversi gradi di IVDD, dipendentemente dalla tipologia di lesione effettuata. Il solo danno al piatto vertebrale ha determinato alterazioni degenerative del IVD, tuttavia inferiori rispetto a quelle causate effettuando la nucleotomia. Inoltre, l’utilizzo dello scaffold in PU per sigillare il tunnel é servito a prevenire la fuoriuscita di cellule attraverso il tunnel. L’approccio transpeduncolare rappresenta una via alternativa per raggiungere il IVD, senza danneggiare l’anello fibroso. Questa nuova tecnica fornisce un nuovo modello per lo studio di alterazioni biologiche e biomeccaniche in relazione sia ai processi di IVDD sia a potenziali terapie regenerative.
IN VIVO CHARACTERIZATION OF A NEW TRANSPEDICULAR APPROACH TO THE INTERVERTEBRAL DISC IN A LARGE ANIMAL MODEL
DE STROBEL, FRANCESCA
2016
Abstract
La lombalgia è una condizione clinica molto frequente associata ad elevata morbidità, con effetti sia dal punto di vista psicosociale che della spesa sanitaria nazionale. La lombalgia é la principale causa di disabilità nella popolazione al di sotto dei 45 anni e rappresenta una della principali voci di spesa nei paesi sviluppati. La grande maggioranza dei casi di lombalgia è associata alla degenerazione del disco intervertebrale (IVDD). L'IVDD è un processo cronico età-correlato caratterizzato da una progressiva riduzione del contenuto di proteoglicani ed acqua nel nucleo polposo (NP), con perdita della capacità del disco di resistere a forze compressive. Le attuali opzioni di trattamento disponibili per lombalgia e IVDD comprendono sia approcci conservativi che procedure invasive. Tuttavia, queste modalità di trattamento hanno un' efficacia limitata e non producono risultati prevedibili e riproducibili. Per queste ragioni, vi è una evidente necessità di trattamenti che siano efficaci nel prevenire, rallentare o invertire le modificazioni degenerative causate dal processo di IVDD. Al fine di valutare l’efficacia di nuove tecniche di rigenerazione discale e prima di trasferirle all’uomo, é necessario testarle su modelli animali ex vivo ed in vivo. In questo studio, un nuovo approccio al disco intervertebrale (IVD) per via transpeduncolare, é stato valicato in 12 pecore. Tramite guida fluoroscopica, un filo di Kirshner di 2-mm di diametro é stato introdotto attraverso il corpo vertebrale con un’ inclinazione di circa 45° in tutti i piani dello spazio, tale da raggiungere il centro del NP. In ciascun animale sono stati trattati quattro IVD, da L1 a L5, effettuando in ciascuno una diversa tecnica chirurgica: (I) nucleotomia, (II) tunnel, (III) nucleotomia + scaffold in poliuretano (PU) e (IV) tunnel + scaffold PU. I dischi non trattati (L5-6) sono stati considerati come gruppo controllo. Le percentuali di morbiditá intra- e post-operatoria si sono rivelate basse; in due occasioni é stata riportata fuoriuscita di liquor in fase chirurgica, inoltre lussazione di L3-4 e discospondilite a livello di L1-2 si sono verificate in due soggetti. Le analisi quantitative e qualitative, effettuate sui dati ricavati in quattro diversi time point (prima e 1, 3 e 6 mesi dopo la chirurgia) dalle immagini radiografiche, di risonanza magnetica e dai campioni macroscopici e istologici, hanno rivelato l’efficacia del metodo presentato nell’ottenere un modello progressive di IVDD. Attraverso l’approccio transpeduncolare é stato possibile ottenere diversi gradi di IVDD, dipendentemente dalla tipologia di lesione effettuata. Il solo danno al piatto vertebrale ha determinato alterazioni degenerative del IVD, tuttavia inferiori rispetto a quelle causate effettuando la nucleotomia. Inoltre, l’utilizzo dello scaffold in PU per sigillare il tunnel é servito a prevenire la fuoriuscita di cellule attraverso il tunnel. L’approccio transpeduncolare rappresenta una via alternativa per raggiungere il IVD, senza danneggiare l’anello fibroso. Questa nuova tecnica fornisce un nuovo modello per lo studio di alterazioni biologiche e biomeccaniche in relazione sia ai processi di IVDD sia a potenziali terapie regenerative.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/175635
URN:NBN:IT:UNIPD-175635