La presente ricerca intende approfondire la relazione tra l’utilizzo dei social media e le rappresentazioni mediali della “crisi dei rifugiati” all’interno la cornice teorica di sfera pubblica online. Il caso di studio analizza la pratica dei commenti online come forma di produzione di contenuti, modalità di partecipazione al dibattito ed espressione dell’opinione pubblica che consegnano alla pratica una valenza partecipativa e potenzialmente democratica. La ricerca, dunque, si è posta di analizzare le principali cornici interpretative prodotte dal pubblico relative al fenomeno migratorio. Il fine è comprendere una specifica pratica d’uso quotidiano della rete in grado di ibridare linguaggi e riarticolare significati, definire, riprodurre e/o modificare percezioni dell’immagine del fenomeno migratorio contemporaneo e, al contempo, cogliere le modalità partecipative del dibattito all’interno della sfera pubblica online. Si intende far dialogare due strumenti tradizionalmente utilizzati nello studio della rappresentazione mediale dei fenomeni migratori: l’analisi del contenuto e l’analisi del discorso. Per tutte le analisi svolte è stato utilizzato il software per l’analisi qualitativa dei dati Atlas.ti come supporto per l’organizzazione, la fase di codifica, l’etichettamento e l’analisi dei dati. I risultati delle analisi dei commenti mostrano 5 macro-frame ovvero un insieme di idee connesse tra loro che richiamano preesistenti schemi interpretativi ai quali il pubblico è stato socializzato. Essi riducono la complessità dei fenomeni, forniscono valutazioni morali rispetto ai fatti e agli attori coinvolti, suggeriscono e giustificano l’applicazione di misure straordinarie. All’interno di questi frame è emersa la nota polarizzazione delle opinioni attorno alla crisi migratoria la quale risulta, tuttavia, fortemente sbilanciata verso i frame nei quali viene riproposto un modello generalizzate “noi-loro” che rientra in un processo di de-individuazione simbolica e omogeneizzazione dei gruppi. Un dato da sottolineare riguarda la presenza di commenti costruiti attorno alla razionalizzazione di discriminazioni e alla politicizzazione della crisi migratoria. I contenuti apertamente violenti, d’incitamento all’odio e alla discriminazione razziale non rappresentano, infatti, il dato maggiormente evidente emerso dalle analisi. Siamo di fronte, piuttosto, a un’opinione pubblica fortemente schierata, composta da utenti non esperti che si esprimono riguardo la politicizzazione del diritto all’asilo legittimando misure politiche di chiusura ed esclusione fino a giustificare episodi di intolleranza e violenza ai danni di rifugiati e richiedenti asilo. Sono emersi, inoltre, alcuni degli aspetti maggiormente critici della partecipazione online basata sulla scarsa qualità del dibattito, sul rafforzamento delle posizioni ideologiche, sullo scontro e il conflitto tra utenti e sulla negazione di spazi di confronto che agevolano la diffusione di microclimi d’opinione. Sebbene da una panoramica generale i risultati suggeriscono che i commenti rappresentano degli spazi per il dibattito pubblico offrendo una nuova occasione partecipativa (Graham 2012), l’analisi del dibattito ha mostrato che gli utenti non !9mettono in gioco quella istruzione formale e quelle risorse materiali necessarie per la partecipazione all’ideale di sfera pubblica delineata da Habermas (1989) che porta a considerare le sezioni dei commenti come spazi online distanti dai principali centri istituzionali del processo decisionale: siamo di fronte a spazi pubblici informali con una funzione limitata alle reazioni pubbliche piuttosto che ai processi di apprendimento collettivo (Privitera 2012).

La percezione della migrazione su Facebook: rappresentazioni e discorsi degli utenti sulla crisi dei rifugiati

LUCCHESI, DARIO
2018

Abstract

La presente ricerca intende approfondire la relazione tra l’utilizzo dei social media e le rappresentazioni mediali della “crisi dei rifugiati” all’interno la cornice teorica di sfera pubblica online. Il caso di studio analizza la pratica dei commenti online come forma di produzione di contenuti, modalità di partecipazione al dibattito ed espressione dell’opinione pubblica che consegnano alla pratica una valenza partecipativa e potenzialmente democratica. La ricerca, dunque, si è posta di analizzare le principali cornici interpretative prodotte dal pubblico relative al fenomeno migratorio. Il fine è comprendere una specifica pratica d’uso quotidiano della rete in grado di ibridare linguaggi e riarticolare significati, definire, riprodurre e/o modificare percezioni dell’immagine del fenomeno migratorio contemporaneo e, al contempo, cogliere le modalità partecipative del dibattito all’interno della sfera pubblica online. Si intende far dialogare due strumenti tradizionalmente utilizzati nello studio della rappresentazione mediale dei fenomeni migratori: l’analisi del contenuto e l’analisi del discorso. Per tutte le analisi svolte è stato utilizzato il software per l’analisi qualitativa dei dati Atlas.ti come supporto per l’organizzazione, la fase di codifica, l’etichettamento e l’analisi dei dati. I risultati delle analisi dei commenti mostrano 5 macro-frame ovvero un insieme di idee connesse tra loro che richiamano preesistenti schemi interpretativi ai quali il pubblico è stato socializzato. Essi riducono la complessità dei fenomeni, forniscono valutazioni morali rispetto ai fatti e agli attori coinvolti, suggeriscono e giustificano l’applicazione di misure straordinarie. All’interno di questi frame è emersa la nota polarizzazione delle opinioni attorno alla crisi migratoria la quale risulta, tuttavia, fortemente sbilanciata verso i frame nei quali viene riproposto un modello generalizzate “noi-loro” che rientra in un processo di de-individuazione simbolica e omogeneizzazione dei gruppi. Un dato da sottolineare riguarda la presenza di commenti costruiti attorno alla razionalizzazione di discriminazioni e alla politicizzazione della crisi migratoria. I contenuti apertamente violenti, d’incitamento all’odio e alla discriminazione razziale non rappresentano, infatti, il dato maggiormente evidente emerso dalle analisi. Siamo di fronte, piuttosto, a un’opinione pubblica fortemente schierata, composta da utenti non esperti che si esprimono riguardo la politicizzazione del diritto all’asilo legittimando misure politiche di chiusura ed esclusione fino a giustificare episodi di intolleranza e violenza ai danni di rifugiati e richiedenti asilo. Sono emersi, inoltre, alcuni degli aspetti maggiormente critici della partecipazione online basata sulla scarsa qualità del dibattito, sul rafforzamento delle posizioni ideologiche, sullo scontro e il conflitto tra utenti e sulla negazione di spazi di confronto che agevolano la diffusione di microclimi d’opinione. Sebbene da una panoramica generale i risultati suggeriscono che i commenti rappresentano degli spazi per il dibattito pubblico offrendo una nuova occasione partecipativa (Graham 2012), l’analisi del dibattito ha mostrato che gli utenti non !9mettono in gioco quella istruzione formale e quelle risorse materiali necessarie per la partecipazione all’ideale di sfera pubblica delineata da Habermas (1989) che porta a considerare le sezioni dei commenti come spazi online distanti dai principali centri istituzionali del processo decisionale: siamo di fronte a spazi pubblici informali con una funzione limitata alle reazioni pubbliche piuttosto che ai processi di apprendimento collettivo (Privitera 2012).
29-nov-2018
Italiano
refugee crisis; representations; new media; discourse analysis; User generated contents; Facebook; comments
ROMANIA, VINCENZO
SACCHETTO, DEVI
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/175827
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-175827