La presente tesi di Dottorato è stata realizzata nell’ambito di un Progetto Strategico dell’Università degli Studi di Padova (“Georisk”), il quale aveva come obiettivo lo studio dei rischi geologici e idrologici nell’Italia nord orientale. Il Progetto strategico era articolato in 5 Workpackages (WP) e al loro interno hanno operato in sinergia altrettante Unità Operative. Il presente studio è stato condotto nell’ambito del WP1 “processi di versante” ed è stato rivolto particolarmente all’analisi dell’evoluzione geomorfologica di aree montane. La ricerca di dottorato, dovendosi inserire in un progetto di ricerca più ampio, ha preso in considerazione aree di studio che fossero anche di interesse per le altre unità. In particolare le aree studiate sono tre: la Valle di Slingia (Alpi Orientali – Alto Adige), il Ghiacciaio di Cima Uomo (Dolomiti – Trentino), il Bacino del Vauz (Dolomiti – Belluno). Le aree prese in considerazione sono state, in tempi diversi, interessate dalla presenza dei ghiacciai. Attualmente, solo una di queste è ancora in una certa relazione con il glacialismo. Di conseguenza, l’evoluzione che questi territori hanno avuto dopo il ritiro delle masse glaciali è avvenuta secondo quanto in letteratura è definito come “morfogenesi paraglaciale”. Nella Valle di Slingia lo scopo è stato quello di valutare lo stato di versanti interessati da varie DGPV (Deformazioni Gravitative Profonde di Versante). Al Ghiacciaio di Cima Uomo lo scopo del lavoro è stato quello di comprendere come la presenza di permafrost può controllare l’evoluzione di un’area in fase di deglacializzazione. Infine nel Bacino del Vauz l’obbiettivo è stato quello di capire l’evoluzione che interessa attualmente un’area che in passato ha subito processi di modellamento e modificazione strettamente paraglaciali come documentato da alcune forme relitte. Lo studio dettagliato delle tre aree indagate ha permesso, oltre ad una caratterizzazione da vari punti di vista dei processi in atto e dell’evoluzione morfologica passata, di comprendere meglio lo stato evolutivo raggiunto in ciscun’area, in termini di riassetto paraglaciale del sistema (periodo paraglaciale). In conclusione ciò che è emerso, analizzando le tre aree studiate, è l’importanza che assumono i fattori di tipo topo-climatico locali nel condizionare tipologie, caratteristiche evolutive dei processi, depositi e forme paraglaciali rispetto ai fattori climatici che agiscono a più ampia scala.
Processi paraglaciali su alcuni versanti alpini: i casi di studio della Valle di Slingia (Bz), del Ghiacciaio di Cima Uomo (Tn) e del Bacino del Vauz (Bl).
ZANONER, THOMAS
2014
Abstract
La presente tesi di Dottorato è stata realizzata nell’ambito di un Progetto Strategico dell’Università degli Studi di Padova (“Georisk”), il quale aveva come obiettivo lo studio dei rischi geologici e idrologici nell’Italia nord orientale. Il Progetto strategico era articolato in 5 Workpackages (WP) e al loro interno hanno operato in sinergia altrettante Unità Operative. Il presente studio è stato condotto nell’ambito del WP1 “processi di versante” ed è stato rivolto particolarmente all’analisi dell’evoluzione geomorfologica di aree montane. La ricerca di dottorato, dovendosi inserire in un progetto di ricerca più ampio, ha preso in considerazione aree di studio che fossero anche di interesse per le altre unità. In particolare le aree studiate sono tre: la Valle di Slingia (Alpi Orientali – Alto Adige), il Ghiacciaio di Cima Uomo (Dolomiti – Trentino), il Bacino del Vauz (Dolomiti – Belluno). Le aree prese in considerazione sono state, in tempi diversi, interessate dalla presenza dei ghiacciai. Attualmente, solo una di queste è ancora in una certa relazione con il glacialismo. Di conseguenza, l’evoluzione che questi territori hanno avuto dopo il ritiro delle masse glaciali è avvenuta secondo quanto in letteratura è definito come “morfogenesi paraglaciale”. Nella Valle di Slingia lo scopo è stato quello di valutare lo stato di versanti interessati da varie DGPV (Deformazioni Gravitative Profonde di Versante). Al Ghiacciaio di Cima Uomo lo scopo del lavoro è stato quello di comprendere come la presenza di permafrost può controllare l’evoluzione di un’area in fase di deglacializzazione. Infine nel Bacino del Vauz l’obbiettivo è stato quello di capire l’evoluzione che interessa attualmente un’area che in passato ha subito processi di modellamento e modificazione strettamente paraglaciali come documentato da alcune forme relitte. Lo studio dettagliato delle tre aree indagate ha permesso, oltre ad una caratterizzazione da vari punti di vista dei processi in atto e dell’evoluzione morfologica passata, di comprendere meglio lo stato evolutivo raggiunto in ciscun’area, in termini di riassetto paraglaciale del sistema (periodo paraglaciale). In conclusione ciò che è emerso, analizzando le tre aree studiate, è l’importanza che assumono i fattori di tipo topo-climatico locali nel condizionare tipologie, caratteristiche evolutive dei processi, depositi e forme paraglaciali rispetto ai fattori climatici che agiscono a più ampia scala.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/175989
URN:NBN:IT:UNIPD-175989