Gli analgesici oppioidi sono ampiamente usati in medicina. Questa classe di farmaci, oltre ad una azione sul sistema nervoso, ha effetti anche a livello di tessuti periferici dove i recettori oppioidi vengono espressi. Negli ultimi anni diversi studi mostrano come il precondizionamento con oppioidi abbia effetti protettivi contro i danni dovuti a ischemia e riperfusione che si presentano inevitabilmente durante un trapianto d’organo. Lo scopo del lavoro è quello di valutare l’effetto su una linea cellulare derivante da tubulo renale prossimale che esprime i recettori κ degli oppioidi, sottoposta o meno ad un evento ischemico. Le cellule OK (Opossum Kidney tubular cells) sono state esposte a 4 oppioidi (morfina, fentanyl, butorfanolo e buprenorfina) alle concentrazioni di 10-10, 10-8, 10-5 M. Le cellule erano: 1) esposte ai farmaci per 48 ore; 2) esposte agli analgesici prima e dopo un evento ischemico indotto con antimicina A e 2-Deossi-D-glucosio od ancora trattate con i farmaci solo prima o solamente dopo. Sono state eseguite prove colorimetriche e di luminescenza per valutare la vitalità cellulare, il contenuto di ATP e attivazione delle caspasi-3 e -7. Prove citofluorimetriche erano impiegate per valutare l’apoptosi e la necrosi. Ad alte dosi fentanyl e buprenorfina dimiuiscono la sopravvivenza delle cellule OK dopo 48 ore di esposizione ma l’effetto è limitato e non rilevante. La morfina e il fentanyl hanno un effetto positivo nel preservare il contenuto di ATP e nel diminuire l’attivazione delle caspasi e l’apoptosi. anche la necrosi diminuisce quando le cellule sono esposte a questi oppioidi prima e dopo l’evento ischemico. Il fentanyl mantiene elevato l’ATP anche quando somministrato prima dell’evento ischemico. Butorfanolo e buprenorfina non mostrano alcun effetto positivo sul contenuto di ATP o sull’apoptosi. Gli agonisti puri dei recettori degli oppioidi κ prevengono la comparsa di apoptosi e necrosi preservando il contenuto cellulare di ATP dopo ischemia. Il loro impiego potrebbe dimostrare dei vantaggi nel prevenire i danni da ischemia e riperfusione durante interventi di trapianto renale.
Effetto degli oppioidi sulle cellule di tubulo renale prossimale: studio in vitro e possibili applicazioni
BELLINI, LUCA
2010
Abstract
Gli analgesici oppioidi sono ampiamente usati in medicina. Questa classe di farmaci, oltre ad una azione sul sistema nervoso, ha effetti anche a livello di tessuti periferici dove i recettori oppioidi vengono espressi. Negli ultimi anni diversi studi mostrano come il precondizionamento con oppioidi abbia effetti protettivi contro i danni dovuti a ischemia e riperfusione che si presentano inevitabilmente durante un trapianto d’organo. Lo scopo del lavoro è quello di valutare l’effetto su una linea cellulare derivante da tubulo renale prossimale che esprime i recettori κ degli oppioidi, sottoposta o meno ad un evento ischemico. Le cellule OK (Opossum Kidney tubular cells) sono state esposte a 4 oppioidi (morfina, fentanyl, butorfanolo e buprenorfina) alle concentrazioni di 10-10, 10-8, 10-5 M. Le cellule erano: 1) esposte ai farmaci per 48 ore; 2) esposte agli analgesici prima e dopo un evento ischemico indotto con antimicina A e 2-Deossi-D-glucosio od ancora trattate con i farmaci solo prima o solamente dopo. Sono state eseguite prove colorimetriche e di luminescenza per valutare la vitalità cellulare, il contenuto di ATP e attivazione delle caspasi-3 e -7. Prove citofluorimetriche erano impiegate per valutare l’apoptosi e la necrosi. Ad alte dosi fentanyl e buprenorfina dimiuiscono la sopravvivenza delle cellule OK dopo 48 ore di esposizione ma l’effetto è limitato e non rilevante. La morfina e il fentanyl hanno un effetto positivo nel preservare il contenuto di ATP e nel diminuire l’attivazione delle caspasi e l’apoptosi. anche la necrosi diminuisce quando le cellule sono esposte a questi oppioidi prima e dopo l’evento ischemico. Il fentanyl mantiene elevato l’ATP anche quando somministrato prima dell’evento ischemico. Butorfanolo e buprenorfina non mostrano alcun effetto positivo sul contenuto di ATP o sull’apoptosi. Gli agonisti puri dei recettori degli oppioidi κ prevengono la comparsa di apoptosi e necrosi preservando il contenuto cellulare di ATP dopo ischemia. Il loro impiego potrebbe dimostrare dei vantaggi nel prevenire i danni da ischemia e riperfusione durante interventi di trapianto renale.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/176468
URN:NBN:IT:UNIPD-176468