Il cervello umano è tanto affascinante quanto complesso: questo è il motivo per cui ha sempre attirato l’attenzione degli scienziati in molteplici ambiti di ricerca, dalla biologia alla medicina, dalla psicologia all’ingegneria. In questo contesto, diverse tecnologie non invasive sono state ottimizzate per permettere la misurazione di segnali, atti a descrivere l’attività cerebrale. Questi dati, derivanti da metodi di misura che differiscono molto nella loro natura, hanno aperto la porta a nuove descrizioni di quest’organo, che a loro volta hanno evidenziato le caratteristiche principali delle sue funzionalità. In particolare, è emerso come i segnali cerebrali fluttuino nel tempo, sia durante lo svolgimento di una particolare operazione, sia nei periodo di completa inattività. Inoltre, è stata individuato un coordinamento specifico e selettivo tra le diverse regioni del cervello. In quanto ingegneri, la nostra attenzione è principalmente focalizzata sulla descrizione del cervello umano come un grafo, i cui nodi ed archi possono assumere il ruolo di elementi diversi, a seconda della specifica scala spaziale di interesse (siano essi descrittivi di singoli neuroni o intere aree cerebrali). Negli ultimi decenni, un notevole impegno è stato applicato per riprodurre e spiegare le complesse dinamiche degli elementi cerebrali attraverso l’utilizzo di modelli matematici. Infatti, la teoria dei grafi e il design di modelli di popolazione permettono lo sfruttamento di molti strumenti matematici, utili per ampliare la conoscenza del funzionamento del nostro cervello, sia in stato di salute, sia in malattia, attraverso la definizione di reti cerebrali. È affascinante come l’incapacità del cervello umano di operare correttamente in caso di malattia sembri essere correlato ad alcune disfunzioni dell’attività dei mitocondri, gli organelli che producono la maggiorparte dell’energia cellulare. In particolare, sono state riportate delle relazioni specifiche tra alcune malattie neurologiche e il danneggiamento della dinamica mitocondriale, ossia il continuo cambio di forma e lunghezza dei mitocondri, tramite i processi di fusione e fissione. Nonostante l’effettiva esistenza di un collegamento tra il cervello e i mitocondri sia ancora ambiguo ed oggetto di dibattito tra gli scienziati, la considerevole quantità di energia richiesta dal cervello umano per lavorare correttamente suggerisce che il cervello, più degli altri organi, sia dipendente dall’attività mitocondriale. In questo lavoro di tesi sono riportati i risultati della nostra ricerca, atta ad investigare alcuni aspetti di questa complessa relazione tra cervello e mitocondri. Ci siamo quindi concentrati sulla dinamica mitocondriale e sul concetto di rete cerebrale, oltre che sui modelli matematici idonei alla loro descrizione matematica. Qui di seguito sono riportati e riassunti i principali argomenti trattati in questo manoscritto. Modelli di popolazione per la dinamica mitocondriale. Proporremo un modello di popolazione non lineare ispirato ai modelli preda-predatore per simulare tutti i processi principali che prendono parte alla dinamica mitocondriale e quelli che sono fortemente connessi ad essa, incluso il processo di produzione di energia. Nello specifico, presenteremo due possibili configurazioni, che si differenziano nella presenza o meno di un collegamento in retroazione tra la quantità di energia libera disponibile e la formazione di nuovi mitocondri. Verrà quindi discussa la dinamica di entrambe le configurazioni e la loro capacità di riprodurre i comportamenti biologici osservati nella realtà. Segnali cerebrali: confronto tra dataset ottenuti tramite tecnologie differenti. Riporteremo l’analisi di due dataset di segnali cerebrali registrati con diversi metodi (risonanza magnetica funzionale, fMRI, e magnetoencefalografia, MEG), sia in assenza di attività, sia durante lo svolgimento di un compito di attenzione. Quest’analisi ha un duplice obiettivo: lo studio dell’attività cerebrale spontanea e l’esplorazione di possibile relazioni esistenti tra le due diverse tecniche di misura. Rete cerebrale: una descrizione basata sul modello Kuramoto. Ci soffermeremo sull’analisi di dati cerebrali empirici evidenziando le loro proprietà oscillatorie, con lo scopo di sottolinearne le caratteristiche che un modello matematico di fase dovrebbe essere in grado di riprodurre. Quindi, riporteremo una versione modificata del modello Kuramoto classico che abbiamo utilizzato per riprodurre le caratteristiche oscillatorie osservate empiricamente. Analisi e controllo di reti di Kuramoto. La maggior parte del contributo teorico di questo lavoro di tesi comprende alcuni risultati analitici riguardo reti di oscillatori Kuramoto. Riporteremo quindi l’analisi atta a determinare le condizioni intrinseche e topologiche necessarie per ottenere un desiderato pattern di sincronizzazione, relativo sia ad una configurazione di oscillatori interamente sincronizzata, sia sincronizzata a gruppi.

Population models for complex non-linear phenomena in biology: from mitochondrial dynamics to brain networks

FAVARETTO, CHIARA
2018

Abstract

Il cervello umano è tanto affascinante quanto complesso: questo è il motivo per cui ha sempre attirato l’attenzione degli scienziati in molteplici ambiti di ricerca, dalla biologia alla medicina, dalla psicologia all’ingegneria. In questo contesto, diverse tecnologie non invasive sono state ottimizzate per permettere la misurazione di segnali, atti a descrivere l’attività cerebrale. Questi dati, derivanti da metodi di misura che differiscono molto nella loro natura, hanno aperto la porta a nuove descrizioni di quest’organo, che a loro volta hanno evidenziato le caratteristiche principali delle sue funzionalità. In particolare, è emerso come i segnali cerebrali fluttuino nel tempo, sia durante lo svolgimento di una particolare operazione, sia nei periodo di completa inattività. Inoltre, è stata individuato un coordinamento specifico e selettivo tra le diverse regioni del cervello. In quanto ingegneri, la nostra attenzione è principalmente focalizzata sulla descrizione del cervello umano come un grafo, i cui nodi ed archi possono assumere il ruolo di elementi diversi, a seconda della specifica scala spaziale di interesse (siano essi descrittivi di singoli neuroni o intere aree cerebrali). Negli ultimi decenni, un notevole impegno è stato applicato per riprodurre e spiegare le complesse dinamiche degli elementi cerebrali attraverso l’utilizzo di modelli matematici. Infatti, la teoria dei grafi e il design di modelli di popolazione permettono lo sfruttamento di molti strumenti matematici, utili per ampliare la conoscenza del funzionamento del nostro cervello, sia in stato di salute, sia in malattia, attraverso la definizione di reti cerebrali. È affascinante come l’incapacità del cervello umano di operare correttamente in caso di malattia sembri essere correlato ad alcune disfunzioni dell’attività dei mitocondri, gli organelli che producono la maggiorparte dell’energia cellulare. In particolare, sono state riportate delle relazioni specifiche tra alcune malattie neurologiche e il danneggiamento della dinamica mitocondriale, ossia il continuo cambio di forma e lunghezza dei mitocondri, tramite i processi di fusione e fissione. Nonostante l’effettiva esistenza di un collegamento tra il cervello e i mitocondri sia ancora ambiguo ed oggetto di dibattito tra gli scienziati, la considerevole quantità di energia richiesta dal cervello umano per lavorare correttamente suggerisce che il cervello, più degli altri organi, sia dipendente dall’attività mitocondriale. In questo lavoro di tesi sono riportati i risultati della nostra ricerca, atta ad investigare alcuni aspetti di questa complessa relazione tra cervello e mitocondri. Ci siamo quindi concentrati sulla dinamica mitocondriale e sul concetto di rete cerebrale, oltre che sui modelli matematici idonei alla loro descrizione matematica. Qui di seguito sono riportati e riassunti i principali argomenti trattati in questo manoscritto. Modelli di popolazione per la dinamica mitocondriale. Proporremo un modello di popolazione non lineare ispirato ai modelli preda-predatore per simulare tutti i processi principali che prendono parte alla dinamica mitocondriale e quelli che sono fortemente connessi ad essa, incluso il processo di produzione di energia. Nello specifico, presenteremo due possibili configurazioni, che si differenziano nella presenza o meno di un collegamento in retroazione tra la quantità di energia libera disponibile e la formazione di nuovi mitocondri. Verrà quindi discussa la dinamica di entrambe le configurazioni e la loro capacità di riprodurre i comportamenti biologici osservati nella realtà. Segnali cerebrali: confronto tra dataset ottenuti tramite tecnologie differenti. Riporteremo l’analisi di due dataset di segnali cerebrali registrati con diversi metodi (risonanza magnetica funzionale, fMRI, e magnetoencefalografia, MEG), sia in assenza di attività, sia durante lo svolgimento di un compito di attenzione. Quest’analisi ha un duplice obiettivo: lo studio dell’attività cerebrale spontanea e l’esplorazione di possibile relazioni esistenti tra le due diverse tecniche di misura. Rete cerebrale: una descrizione basata sul modello Kuramoto. Ci soffermeremo sull’analisi di dati cerebrali empirici evidenziando le loro proprietà oscillatorie, con lo scopo di sottolinearne le caratteristiche che un modello matematico di fase dovrebbe essere in grado di riprodurre. Quindi, riporteremo una versione modificata del modello Kuramoto classico che abbiamo utilizzato per riprodurre le caratteristiche oscillatorie osservate empiricamente. Analisi e controllo di reti di Kuramoto. La maggior parte del contributo teorico di questo lavoro di tesi comprende alcuni risultati analitici riguardo reti di oscillatori Kuramoto. Riporteremo quindi l’analisi atta a determinare le condizioni intrinseche e topologiche necessarie per ottenere un desiderato pattern di sincronizzazione, relativo sia ad una configurazione di oscillatori interamente sincronizzata, sia sincronizzata a gruppi.
14-gen-2018
Inglese
brain, oscillations, mitochondria, mitochondrial dynamics, MEG, fMRI, synchronization, Kuramoto, model, network, clusters
CENEDESE, ANGELO
NEVIANI, ANDREA
Università degli studi di Padova
257
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/176928
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-176928