L'argomento attorno al quale è stata sviluppata la ricerca è lo studio di alcuni aspetti della dinamica degli ammassi granulari. Lo studio è stato affrontato contemporaneamente in laboratorio e sul campo. In laboratorio l'obiettivo è stato quello di approfondire le tecniche di rilievo sperimentali fotogrammetriche, in vista di una loro applicazione sul campo e a favore di un utilizzo per la taratura di modelli matematico-numerici. Sul campo ci si è posti l'obiettivo di dare continuità all'attività di ricerca presso un sito dolomitico da colate di detriti già oggetto di studio nel recente passato e di evolvere le tecniche di osservazione di campo, fondamentali per consolidare le idee sulle manifestazioni fisiche dei fenomeni richiamati. In laboratorio sono state utilizzate tecniche fotogrammetriche a basso costo in forma "dinamica" per descrivere l'evoluzione superficiale di un ammasso granulare in movimento, al fine di contribuire ad una migliore comprensione del comportamento reologico. L'apparato sperimentale era costituito da due piani di forma quadrata, incernierati su un lato. La lunghezza del lato era pari a 1.5 m, la inclinazione del piano di monte era di 27.5°, del piano di valle di 6.5°. Sopra la canaletta sono state disposte otto videocamere digitali che potevano riprendere, alla frequenza di 20 frames al secondo, il fenomeno in evoluzione, collegate con un sistema di acquisizione in grado di memorizzare il notevole flusso di dati generato. I risultati ottenuti dalle elaborazioni fotogrammetriche hanno mostrato l'adeguatezza della progettazione effettuata, le potenzialità della tecnica utilizzata ed i limiti, legati soprattutto alla mole delle elaborazioni necessarie, dovute anche alla necessità dell'utilizzo di diversi software fotogrammetrici. L'attività di campo si è svolta presso il sito da colate di detriti di Acquabona (Cortina D'Ampezzo, BL, Italia). Gli eventi da debris flow sono tra gli eventi più pericolosi nelle Alpi italiane e non solo. Per questa ragione, molti ricercatori hanno condotto numerose analisi per lo studio delle caratteristiche reologiche di innesco, di propagazione e arresto. Nel sito di Acquabona gli eventi si presentano a cadenza quasi annuale a conseguenza della disponibilità di una grande quantità di materiale, connessa alla continua erosione delle sponde laterali del canale, delle caratteristiche topografiche del sito e della presenza di eventi di pioggia adatti, in particolare eventi temporaleschi estivi. Il sistema di monitoraggio, di nuova progettazione, è composto da una stazione meteorologica di monte, posizionata nella zona di innesco più apicale delle colate, e di una stazione di valle, posizionata in zona prossima alla zona di arresto, dove, accanto ad un'altra stazione meteorologica, sono stati installati sensori per la misura delle caratteristiche dinamiche delle colate in avanzamento (distanziometri, videocamere). Il sistema di monitoraggio è controllato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, grazie alla disponibilità locale della rete 3G UMTS. L'attività svolta ha permesso di mettere in evidenza la difficoltà di definire i parametri pluviometrici correlati agli eventi di colata e di descrivere i dettagli morfodinamici di alcuni eventi di colata.

Flussi granulari in laboratorio e sul campo: rilievo 3-dimensionale dinamico mediante tecniche fotogrammetriche terrestri.

DALLAVALLE, DANIELE
2014

Abstract

L'argomento attorno al quale è stata sviluppata la ricerca è lo studio di alcuni aspetti della dinamica degli ammassi granulari. Lo studio è stato affrontato contemporaneamente in laboratorio e sul campo. In laboratorio l'obiettivo è stato quello di approfondire le tecniche di rilievo sperimentali fotogrammetriche, in vista di una loro applicazione sul campo e a favore di un utilizzo per la taratura di modelli matematico-numerici. Sul campo ci si è posti l'obiettivo di dare continuità all'attività di ricerca presso un sito dolomitico da colate di detriti già oggetto di studio nel recente passato e di evolvere le tecniche di osservazione di campo, fondamentali per consolidare le idee sulle manifestazioni fisiche dei fenomeni richiamati. In laboratorio sono state utilizzate tecniche fotogrammetriche a basso costo in forma "dinamica" per descrivere l'evoluzione superficiale di un ammasso granulare in movimento, al fine di contribuire ad una migliore comprensione del comportamento reologico. L'apparato sperimentale era costituito da due piani di forma quadrata, incernierati su un lato. La lunghezza del lato era pari a 1.5 m, la inclinazione del piano di monte era di 27.5°, del piano di valle di 6.5°. Sopra la canaletta sono state disposte otto videocamere digitali che potevano riprendere, alla frequenza di 20 frames al secondo, il fenomeno in evoluzione, collegate con un sistema di acquisizione in grado di memorizzare il notevole flusso di dati generato. I risultati ottenuti dalle elaborazioni fotogrammetriche hanno mostrato l'adeguatezza della progettazione effettuata, le potenzialità della tecnica utilizzata ed i limiti, legati soprattutto alla mole delle elaborazioni necessarie, dovute anche alla necessità dell'utilizzo di diversi software fotogrammetrici. L'attività di campo si è svolta presso il sito da colate di detriti di Acquabona (Cortina D'Ampezzo, BL, Italia). Gli eventi da debris flow sono tra gli eventi più pericolosi nelle Alpi italiane e non solo. Per questa ragione, molti ricercatori hanno condotto numerose analisi per lo studio delle caratteristiche reologiche di innesco, di propagazione e arresto. Nel sito di Acquabona gli eventi si presentano a cadenza quasi annuale a conseguenza della disponibilità di una grande quantità di materiale, connessa alla continua erosione delle sponde laterali del canale, delle caratteristiche topografiche del sito e della presenza di eventi di pioggia adatti, in particolare eventi temporaleschi estivi. Il sistema di monitoraggio, di nuova progettazione, è composto da una stazione meteorologica di monte, posizionata nella zona di innesco più apicale delle colate, e di una stazione di valle, posizionata in zona prossima alla zona di arresto, dove, accanto ad un'altra stazione meteorologica, sono stati installati sensori per la misura delle caratteristiche dinamiche delle colate in avanzamento (distanziometri, videocamere). Il sistema di monitoraggio è controllato dal Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, grazie alla disponibilità locale della rete 3G UMTS. L'attività svolta ha permesso di mettere in evidenza la difficoltà di definire i parametri pluviometrici correlati agli eventi di colata e di descrivere i dettagli morfodinamici di alcuni eventi di colata.
29-gen-2014
Italiano
Fotogrammetria dinamica, debris flow, moti granulari, sistemi monitoraggio, GIS, valanghe di neve densa, rilievo 3D
SCOTTON, PAOLO
ZATTIN, MASSIMILIANO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/177493
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-177493