Questo lavoro si propone di offrire un approfondito esame storico-filosofico della presentazione che Diogene di Enoanda (II sec. d.C.) dà della fisiologia epicurea. Prendendo in considerazione in particolare uno degli scritti contenuti nella monumentale epigrafe commissionata da questo autore epicureo (un trattato di "fisica"), nei capitoli centrali di questa tesi si è osservata una certa fedeltà nei confronti della dottrina trasmessa dagli autori precedenti (Epicuro e Lucrezio tra tutti), ma anche una tendenza a semplificare le argomentazioni e a non scendere mai nei dettagli "ontologici" della dottrina; questo, probabilmente, in virtù del posizionamento pubblico dell'opera stessa (che era, appunto, un'epigrafe). D'altra parte, non sembrano mancare cambiamenti di prospettiva nel resoconto di Diogene, probabilmente causati da polemiche intercorse tra la scuola epicurea e altri indirizzi filosofici o da particolari necessità teoriche sentite dall'autore stesso. Nell'ultimo capitolo (7) si è osservato il modo in cui la dottrina fisica epicurea era trasmessa attraverso altri scritti (epistole e massime), che probabilmente puntavano a chiarire questioni particolari della dottrina e a presentarle in maniera più semplificata e "digeribile"; un aspetto, questo, che rende l'opera di Diogene estremamente interessante nel panorama della filosofia antica. In sintesi, l'opera di Diogene di Enoanda si conferma una fonte di primaria importanza per la ricostruzione della filosofia epicurea, laddove anche le altre fonti in nostro possesso sono spesso frammentarie. Essa rimane, però, anche di per sé una testimonianza preziosa di un particolare modo di rielaborare e trasmettere la filosofia nel mondo antico, di cui a oggi Diogene è l'unico esempio in nostro possesso.

Epistemologia e scienza della natura in Diogene di Enoanda

CORSI, Federico Giulio
2021

Abstract

Questo lavoro si propone di offrire un approfondito esame storico-filosofico della presentazione che Diogene di Enoanda (II sec. d.C.) dà della fisiologia epicurea. Prendendo in considerazione in particolare uno degli scritti contenuti nella monumentale epigrafe commissionata da questo autore epicureo (un trattato di "fisica"), nei capitoli centrali di questa tesi si è osservata una certa fedeltà nei confronti della dottrina trasmessa dagli autori precedenti (Epicuro e Lucrezio tra tutti), ma anche una tendenza a semplificare le argomentazioni e a non scendere mai nei dettagli "ontologici" della dottrina; questo, probabilmente, in virtù del posizionamento pubblico dell'opera stessa (che era, appunto, un'epigrafe). D'altra parte, non sembrano mancare cambiamenti di prospettiva nel resoconto di Diogene, probabilmente causati da polemiche intercorse tra la scuola epicurea e altri indirizzi filosofici o da particolari necessità teoriche sentite dall'autore stesso. Nell'ultimo capitolo (7) si è osservato il modo in cui la dottrina fisica epicurea era trasmessa attraverso altri scritti (epistole e massime), che probabilmente puntavano a chiarire questioni particolari della dottrina e a presentarle in maniera più semplificata e "digeribile"; un aspetto, questo, che rende l'opera di Diogene estremamente interessante nel panorama della filosofia antica. In sintesi, l'opera di Diogene di Enoanda si conferma una fonte di primaria importanza per la ricostruzione della filosofia epicurea, laddove anche le altre fonti in nostro possesso sono spesso frammentarie. Essa rimane, però, anche di per sé una testimonianza preziosa di un particolare modo di rielaborare e trasmettere la filosofia nel mondo antico, di cui a oggi Diogene è l'unico esempio in nostro possesso.
21-lug-2021
Italiano
Epicureismo; Diogene di Enoanda; Lucrezio; storia della filosofia antica; fisica antica
SPINELLI, EMIDIO
VERDE, FRANCESCO
VELOTTI, Stefano
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/178035
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-178035