Capire come funziona l’immunità innata non significa solo sviluppare nuove cono-scenze di base, ma può fornire alla comunità scientifica nuovi strumenti per combattere organismi patogeni. In particolare, la comparsa di ceppi multi-resistenti ai comuni anti-biotici ha spinto la ricerca di nuove molecole bioattive. Tra i possibili candidati vi sono antibiotici endogeni codificati da geni ed evoluti insieme ad altre molecole effettrici per proteggere ospite da agenti infettivi indipendentemente dalla immunità di tipo adattativo. L’obiettivo principale della tesi è stato quello di cercare nuove evidenze riguardo questa giungla di AMPs, in particolare sul loro meccanismo d’azione, con l’obiettivo di migliorare la loro performance contro il gruppo di patogeni cosiddetti ESKAPE. Per fare ciò ho sviluppato nuovi metodi di indagine specifici, a partire dalla predizione in silico fino alla caratterizzazione di mutanti, e caratterizzato nuove molecole, in particolare derivate da bivalvi. Per raggiungere questi risultati ho collaborato con diversi laboratori esperti nella sintesi di peptidi, in bioinformatica strutturale e nella produzione ricombinante di proteine. I peptidi antimicrobici naturali sono strutturalmente diversi, ma presentano alcune caratteristiche comuni. Il primo capitolo offre una panoramica sui peptidi antimicrobici, con particolare attenzione ai cosiddetti peptidi CSαβ che posseggono alcune caratteristiche interessanti, come elevata stabilità e proprietà immunomodulatorie. Il secondo capitolo presenta il lavoro fatto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Padova e riguardante la caratterizzazione strutturale di peptidi CSαβ. Considerando l’abbondanza di sequenze di possibili peptidi antimicrobici e la scarsità di peptidi efficacemente prodotti e orientati al mercato, abbiamo sviluppato un protocollo bioinformatico basato sui ponti disolfuro ed in grado di migliorare predizioni di struttura. Questo potrebbe essere utile nella ricerca di frammenti attivi senza la necessità di produrre l’intero peptide. Il protocollo è stato pubblicato nel Settembre del 2016 in Journal of Biomolecular Structure and Dynamics. Come prova dell’utilità di tale protocollo, il terzo capitolo riporta il lavoro speri-mentale effettuato sulla miticina C, un peptide antimicrobico polimorfico di M. gallopro-vincialis con interessanti proprietà legate all’immunità. Partendo da predizioni strutturali, siamo stati in grado di disegnare dei frammenti attivi derivanti dalla miticina C aventi proprietà simili a quelle del peptide intero. Parte di questo lavoro è già stato pubblicato nell’Ottobre del 2015 nel Journal of Agricultural and Food Chemistry. Con l’obiettivo di aumentare il repertorio di AMP bioattivi disponibili, abbiamo sele-zionate cinque sequenze di possibili peptidi antimicrobici dai dati trascrittomici di M. galloprovincialis puntando su Pichia pastoris, dopo i primi tentativi in E. coli, per una più vantaggiosa produzione ricombinante di tali peptidi. Questa parte di lavoro, descritta nel quarto capitolo, è stata svolta in collaborazione con l’ETH di Zurigo, in particolare nel laboratorio del Prof. Markus Aebi, sotto la supervisione del Dott. Andreas Essig. Per il momento siamo stati in grado di produrre due peptidi, uno dei quali ha un interessante spettro di attività antimicrobica. Durante il periodo all’ETHZ, ho lavorato sulla copsina, una defensina identificata nel fungo Coprinopsis cinerea. Nel quinto capitolo è descritta la produzione di mutanti della copsina e la caratterizzazione computazionale dell’interazione a livello di membrana di due versioni della copsina, la prima wild-tipe ed una seconda con caratteristiche migliorative. L’articolo relativo ai dati presentati sta per essere sottoposto a peer review. In appendice sono presentati i contributi sperimentali a supporto di altre linee di la-voro presenti nel laboratorio della Dott.ssa Paola Venier.
Welcome to the jungle: insights into the innate defence peptides
FRANZOI, MARCO
2017
Abstract
Capire come funziona l’immunità innata non significa solo sviluppare nuove cono-scenze di base, ma può fornire alla comunità scientifica nuovi strumenti per combattere organismi patogeni. In particolare, la comparsa di ceppi multi-resistenti ai comuni anti-biotici ha spinto la ricerca di nuove molecole bioattive. Tra i possibili candidati vi sono antibiotici endogeni codificati da geni ed evoluti insieme ad altre molecole effettrici per proteggere ospite da agenti infettivi indipendentemente dalla immunità di tipo adattativo. L’obiettivo principale della tesi è stato quello di cercare nuove evidenze riguardo questa giungla di AMPs, in particolare sul loro meccanismo d’azione, con l’obiettivo di migliorare la loro performance contro il gruppo di patogeni cosiddetti ESKAPE. Per fare ciò ho sviluppato nuovi metodi di indagine specifici, a partire dalla predizione in silico fino alla caratterizzazione di mutanti, e caratterizzato nuove molecole, in particolare derivate da bivalvi. Per raggiungere questi risultati ho collaborato con diversi laboratori esperti nella sintesi di peptidi, in bioinformatica strutturale e nella produzione ricombinante di proteine. I peptidi antimicrobici naturali sono strutturalmente diversi, ma presentano alcune caratteristiche comuni. Il primo capitolo offre una panoramica sui peptidi antimicrobici, con particolare attenzione ai cosiddetti peptidi CSαβ che posseggono alcune caratteristiche interessanti, come elevata stabilità e proprietà immunomodulatorie. Il secondo capitolo presenta il lavoro fatto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Padova e riguardante la caratterizzazione strutturale di peptidi CSαβ. Considerando l’abbondanza di sequenze di possibili peptidi antimicrobici e la scarsità di peptidi efficacemente prodotti e orientati al mercato, abbiamo sviluppato un protocollo bioinformatico basato sui ponti disolfuro ed in grado di migliorare predizioni di struttura. Questo potrebbe essere utile nella ricerca di frammenti attivi senza la necessità di produrre l’intero peptide. Il protocollo è stato pubblicato nel Settembre del 2016 in Journal of Biomolecular Structure and Dynamics. Come prova dell’utilità di tale protocollo, il terzo capitolo riporta il lavoro speri-mentale effettuato sulla miticina C, un peptide antimicrobico polimorfico di M. gallopro-vincialis con interessanti proprietà legate all’immunità. Partendo da predizioni strutturali, siamo stati in grado di disegnare dei frammenti attivi derivanti dalla miticina C aventi proprietà simili a quelle del peptide intero. Parte di questo lavoro è già stato pubblicato nell’Ottobre del 2015 nel Journal of Agricultural and Food Chemistry. Con l’obiettivo di aumentare il repertorio di AMP bioattivi disponibili, abbiamo sele-zionate cinque sequenze di possibili peptidi antimicrobici dai dati trascrittomici di M. galloprovincialis puntando su Pichia pastoris, dopo i primi tentativi in E. coli, per una più vantaggiosa produzione ricombinante di tali peptidi. Questa parte di lavoro, descritta nel quarto capitolo, è stata svolta in collaborazione con l’ETH di Zurigo, in particolare nel laboratorio del Prof. Markus Aebi, sotto la supervisione del Dott. Andreas Essig. Per il momento siamo stati in grado di produrre due peptidi, uno dei quali ha un interessante spettro di attività antimicrobica. Durante il periodo all’ETHZ, ho lavorato sulla copsina, una defensina identificata nel fungo Coprinopsis cinerea. Nel quinto capitolo è descritta la produzione di mutanti della copsina e la caratterizzazione computazionale dell’interazione a livello di membrana di due versioni della copsina, la prima wild-tipe ed una seconda con caratteristiche migliorative. L’articolo relativo ai dati presentati sta per essere sottoposto a peer review. In appendice sono presentati i contributi sperimentali a supporto di altre linee di la-voro presenti nel laboratorio della Dott.ssa Paola Venier.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
Tesi_Marco_Franzoi.pdf
Open Access dal 01/01/2023
Dimensione
3.46 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.46 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/178266
URN:NBN:IT:UNIPD-178266