Lo scopo della tesi è stato quello di fornire un contributo alla validazione del questionario Junior Eysenck Personality Questionnaire-Revised (JEPQ-R) nel contesto italiano, approfondendo inoltre il significato e il funzionamento della scala Lie (scala di desiderabilità sociale) in esso contenuta. Nella parte iniziale dell’elaborato alcuni capitoli teorici e introduttivi sono stati dedicati a delineare le principali teorizzazioni nell’ambito della psicologia della personalità. Dopo un excursus volto a chiarire le principali teorie sull’argomento, ampio spazio è stato dedicato alle teorie dei tratti e alle formulazioni rivolte all’età evolutiva. Inoltre una speciale attenzione è stata indirizzata al modello di Eysenck, noto anche come modello “Giants Three” o modello PEN, dal nome delle tre dimensioni (o tratti) alla base della teoria: Psicoticismo (o mentalità dura), Estroversione (opposta all’introversione) e Nevroticismo (opposto alla stabilità emotiva). La parte empirica dell’elaborato è stata, invece, articolata in quattro principali studi. Il primo, in particolare, è stato dedicato a fornire un contributo alla validazione del questionario Junior Eysenck Personality Questionnaire-Revised (JEPQ-R) nel contesto italiano. A tale scopo il questionario è stato dapprima tradotto dall’inglese e successivamente sottoposto al vaglio di un esperto madrelingua che potesse valutare l’equivalenza culturale e linguistica della versione tradotta. Il questionario è stato, infine, somministrato ad un campione di adolescenti (N=595) di età compresa tra i 13 e i 17 anni ed i dati raccolti sono stati accuratamente analizzati al fine di testare le caratteristiche metriche dello strumento. In particolare sono state verificate attendibilità, validità, struttura fattoriale e invarianza metrica delle scale attraverso generi (maschie e femmine) e classi di età (13-15 e 16-17 anni). I risultati hanno confermato l’adeguatezza delle caratteristiche metriche dello strumento e la sua invarianza. Le analisi hanno chiarito che le scale hanno lo stesso significato nei diversi gruppi considerati e i coefficienti di affidabilità si sono dimostrati in linea con quelli della versione originale. Inoltre i coefficienti di validità, calcolati utilizzando come strumento di confronto il noto questionario BFQ-2 (Big Five Questionnaire-2), hanno fornito supporto all’adeguatezza del questionario JEPQ-R. I successivi studi sono stati dedicati, invece, ad approfondire funzionamento e significato della scala Lie del questionario. In particolare il secondo studio ha verificato attentamente la struttura fattoriale della scala e la sua invarianza scalare attraverso due condizioni: istruzioni standard e istruzioni “fake-good”. I risultati hanno confermato la struttura mono-fattoriale della scala e la sua invarianza. Il terzo studio è stato finalizzato a verificare l’efficacia della scala Lie nell’identificare le tendenze a dissimulare. In questo studio è stata utilizzata la versione abbreviata del questionario (JEPQR-Abbreviated), composta da 24 item (6 item per ogni scala: PEN-Lie). Nella prima parte della ricerca è stata valutata l’adeguatezza delle caratteristiche metriche del questionario (attendibilità e struttura fattoriale). Successivamente, invece, alcune analisi sono state effettuate al fine di testare l’efficacia della scala come fake-detector. Le analisi sono state condotte confrontando self e informant-report ed hanno permesso di attribuire alla scala una limitata capacità di valutare le tendenze a dissimulare, suggerendo che lo strumento possa essere meglio inteso come una misura di conformismo sociale. Tale possibilità è stata, infine, verificata nel quarto studio. In questa ricerca attraverso un modello di equazioni strutturali sono state esplorate le relazioni fra tre orientamenti religiosi (religiosità intrinseca, estrinseca e quest), i tratti PEN e la scala Lie, interpretata come misura di conformismo sociale. La relazione tra scale di desiderabilità sociale e religiosità è, infatti, ben nota in letteratura anche se piuttosto controversa. Nello studio è stato quindi ipotizzato che tale curiosa relazione possa essere meglio spiegata attribuendo alla scala Lie un significato non tanto legato alla misurazione della dissimulazione ma piuttosto al conformismo sociale. In particolare nello studio si è ipotizzato che le relazioni tra i tratti PEN-L e la religiosità fossero mediate dai quattro orientamenti valoriali descritti nel modello di Schwartz (fattori di secondo ordine: Apertura al cambiamento, Autoaffermazione, Autotrascendenza e Conservatorismo). Nello specifico è stato ipotizzato che la scala Lie, rappresentando la misura di un tratto di acquiescenza sociale, avrebbe riportato forti legami con i valori di conservatorismo (sicurezza, tradizione, rispetto delle convenzioni), che si riteneva avrebbero dimostrato a loro volta di essere legati all’esperienza religiosa. Tali ipotesi sono state supportate dai dati empirici, che, inoltre, hanno chiarito anche i controversi legami descritti in letteratura tra i tratti PEN e la religiosità. Il lavoro si conclude con un sommario dei principali risultati ottenuti e con una discussione generale che mette in luce i punti di maggiore interesse con un approccio globale ed organico.
A contribution toward the validation of the Junior Eysenck Personality Questionnaire-Revised (JEPQ-R) in the Italian context. Functioning and meaning of the Lie scale: Social desirability bias, social conformity, and religiosity.
COLLEDANI, DAIANA
2016
Abstract
Lo scopo della tesi è stato quello di fornire un contributo alla validazione del questionario Junior Eysenck Personality Questionnaire-Revised (JEPQ-R) nel contesto italiano, approfondendo inoltre il significato e il funzionamento della scala Lie (scala di desiderabilità sociale) in esso contenuta. Nella parte iniziale dell’elaborato alcuni capitoli teorici e introduttivi sono stati dedicati a delineare le principali teorizzazioni nell’ambito della psicologia della personalità. Dopo un excursus volto a chiarire le principali teorie sull’argomento, ampio spazio è stato dedicato alle teorie dei tratti e alle formulazioni rivolte all’età evolutiva. Inoltre una speciale attenzione è stata indirizzata al modello di Eysenck, noto anche come modello “Giants Three” o modello PEN, dal nome delle tre dimensioni (o tratti) alla base della teoria: Psicoticismo (o mentalità dura), Estroversione (opposta all’introversione) e Nevroticismo (opposto alla stabilità emotiva). La parte empirica dell’elaborato è stata, invece, articolata in quattro principali studi. Il primo, in particolare, è stato dedicato a fornire un contributo alla validazione del questionario Junior Eysenck Personality Questionnaire-Revised (JEPQ-R) nel contesto italiano. A tale scopo il questionario è stato dapprima tradotto dall’inglese e successivamente sottoposto al vaglio di un esperto madrelingua che potesse valutare l’equivalenza culturale e linguistica della versione tradotta. Il questionario è stato, infine, somministrato ad un campione di adolescenti (N=595) di età compresa tra i 13 e i 17 anni ed i dati raccolti sono stati accuratamente analizzati al fine di testare le caratteristiche metriche dello strumento. In particolare sono state verificate attendibilità, validità, struttura fattoriale e invarianza metrica delle scale attraverso generi (maschie e femmine) e classi di età (13-15 e 16-17 anni). I risultati hanno confermato l’adeguatezza delle caratteristiche metriche dello strumento e la sua invarianza. Le analisi hanno chiarito che le scale hanno lo stesso significato nei diversi gruppi considerati e i coefficienti di affidabilità si sono dimostrati in linea con quelli della versione originale. Inoltre i coefficienti di validità, calcolati utilizzando come strumento di confronto il noto questionario BFQ-2 (Big Five Questionnaire-2), hanno fornito supporto all’adeguatezza del questionario JEPQ-R. I successivi studi sono stati dedicati, invece, ad approfondire funzionamento e significato della scala Lie del questionario. In particolare il secondo studio ha verificato attentamente la struttura fattoriale della scala e la sua invarianza scalare attraverso due condizioni: istruzioni standard e istruzioni “fake-good”. I risultati hanno confermato la struttura mono-fattoriale della scala e la sua invarianza. Il terzo studio è stato finalizzato a verificare l’efficacia della scala Lie nell’identificare le tendenze a dissimulare. In questo studio è stata utilizzata la versione abbreviata del questionario (JEPQR-Abbreviated), composta da 24 item (6 item per ogni scala: PEN-Lie). Nella prima parte della ricerca è stata valutata l’adeguatezza delle caratteristiche metriche del questionario (attendibilità e struttura fattoriale). Successivamente, invece, alcune analisi sono state effettuate al fine di testare l’efficacia della scala come fake-detector. Le analisi sono state condotte confrontando self e informant-report ed hanno permesso di attribuire alla scala una limitata capacità di valutare le tendenze a dissimulare, suggerendo che lo strumento possa essere meglio inteso come una misura di conformismo sociale. Tale possibilità è stata, infine, verificata nel quarto studio. In questa ricerca attraverso un modello di equazioni strutturali sono state esplorate le relazioni fra tre orientamenti religiosi (religiosità intrinseca, estrinseca e quest), i tratti PEN e la scala Lie, interpretata come misura di conformismo sociale. La relazione tra scale di desiderabilità sociale e religiosità è, infatti, ben nota in letteratura anche se piuttosto controversa. Nello studio è stato quindi ipotizzato che tale curiosa relazione possa essere meglio spiegata attribuendo alla scala Lie un significato non tanto legato alla misurazione della dissimulazione ma piuttosto al conformismo sociale. In particolare nello studio si è ipotizzato che le relazioni tra i tratti PEN-L e la religiosità fossero mediate dai quattro orientamenti valoriali descritti nel modello di Schwartz (fattori di secondo ordine: Apertura al cambiamento, Autoaffermazione, Autotrascendenza e Conservatorismo). Nello specifico è stato ipotizzato che la scala Lie, rappresentando la misura di un tratto di acquiescenza sociale, avrebbe riportato forti legami con i valori di conservatorismo (sicurezza, tradizione, rispetto delle convenzioni), che si riteneva avrebbero dimostrato a loro volta di essere legati all’esperienza religiosa. Tali ipotesi sono state supportate dai dati empirici, che, inoltre, hanno chiarito anche i controversi legami descritti in letteratura tra i tratti PEN e la religiosità. Il lavoro si conclude con un sommario dei principali risultati ottenuti e con una discussione generale che mette in luce i punti di maggiore interesse con un approccio globale ed organico.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/178859
URN:NBN:IT:UNIPD-178859