Introduzione e obiettivi: Il rimodellamento avverso del ventricolo sinistro (VS) dopo un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) è un fenomeno complesso caratterizzato da diverse fasi. Dapprima l’espansione infartuale avviene durante il periodo di cicatrizzazione attraverso l’assottigliamento e dilatazione della regione necrotica; successivamente vi è un rimodellamento globale del VS che coinvolge il cosiddetto miocardio remoto tramite ipertrofia eccentrica, apoptosi e deposizione di fibre collagene interstiziali. Diversi studi hanno trovato una stretta correlazione fra entità e transmuralità della necrosi miocardica con il rimodellamento del VS; altri hanno associato il rimodellamento avverso con lo sviluppo di insufficienza cardiaca congestizia, aritmie ventricolari e morte cardiovascolare. La capacità dei nuovi indici di deformazione miocardica (strain) di stimare l’estensione e transmuralità di necrosi dopo uno STEMI suggerisce il loro possibile ruolo predittivo di rimodellamento avverso del VS. In questa tesi, vengono riportati i risultati di uno studio prospettico volto a determinare la capacità dei diversi indici di strain bi- (2D) e tridimensionali (3D) nel predire il rimodellamento avverso del VS e la prognosi clinica in pazienti affetti da infarto miocardico acuto e sottoposti a ricanalizzazione percutanea. Metodi: Abbiamo arruolato 64 pazienti trattati con angioplastica primaria per primo STEMI, in un singolo centro. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ecocardiogramma 2D e 3D predimissione e dopo un periodo medio di 13 ± 2 mesi, per la stima dei volumi e frazione di eiezione del VS. Sono stati inoltre determinati gli strain globali 2D e 3D del ventricolo sinistro misurati con la tecnica speckle tracking. Il rimodellamento avverso del VS è stato definito come incremento relativo del volume telesistolico >15% rispetto alla misura predimissione. Risultati: In diciassette (27%) pazienti è stato documentato un rimodellamento avverso del VS all’ecocardiogramma di follow-up. Fra i dati clinici analizzati, il picco di troponina I e la classe Killip all’ingresso sono stati significativamente correlati a rimodellamento avverso del VS. Un valore ridotto (meno negativo) degli strain longitudinale 2D e 3D e dell’area strain 3D sono risultati predittori indipendenti di rimodellamento avverso del VS. Dall’analisi delle curve ROC, un valore di strain longitudinale 2D meno negativo di -14.2% ha mostrato una sensibilità ed una specificità del 73% e 61% rispettivamente nel prevedere il rimodellamento avverso del VS (AUC 0.74, 95% CI 0.61-0.87; p=0.005). L’entità dello strain longitudinale 2D predimissione è stata inoltre correlata ad un end-point composito di morte cardiovascolare, scompenso cardiaco ed angina instabile (p=0.057). Conclusioni: Nonostante terapia medica ottimale, il rimodellamento avverso del VS dopo STEMI risulta un evento relativamente frequente ad un follow-up di medio termine. Gli strain longitudinali 2D e 3D ed area strain 3D del VS, valutati predimissione, sono risultati indicatori di rimodellamento avverso del ventricolo sinistro e prognosi clinica sfavorevole in una coorte di pazienti affetti da primo infarto miocardico acuto, sottoposto a ricanalizzazione mediante angioplastica primaria. La misura non invasiva, riproducibile e a basso costo di questi parametri di funzione sistolica del ventricolo sinistro può aiutare nell’individuare una sottopopolazione di soggetti sopravvissuti ad uno STEMI che necessitano di uno stretto monitoraggio clinico ed un trattamento più aggressivo.
Left-ventricular remodeling after first acute myocardial infarction: the predictive role of echocardiographic strain indexes
CUCCHINI, UMBERTO
2014
Abstract
Introduzione e obiettivi: Il rimodellamento avverso del ventricolo sinistro (VS) dopo un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) è un fenomeno complesso caratterizzato da diverse fasi. Dapprima l’espansione infartuale avviene durante il periodo di cicatrizzazione attraverso l’assottigliamento e dilatazione della regione necrotica; successivamente vi è un rimodellamento globale del VS che coinvolge il cosiddetto miocardio remoto tramite ipertrofia eccentrica, apoptosi e deposizione di fibre collagene interstiziali. Diversi studi hanno trovato una stretta correlazione fra entità e transmuralità della necrosi miocardica con il rimodellamento del VS; altri hanno associato il rimodellamento avverso con lo sviluppo di insufficienza cardiaca congestizia, aritmie ventricolari e morte cardiovascolare. La capacità dei nuovi indici di deformazione miocardica (strain) di stimare l’estensione e transmuralità di necrosi dopo uno STEMI suggerisce il loro possibile ruolo predittivo di rimodellamento avverso del VS. In questa tesi, vengono riportati i risultati di uno studio prospettico volto a determinare la capacità dei diversi indici di strain bi- (2D) e tridimensionali (3D) nel predire il rimodellamento avverso del VS e la prognosi clinica in pazienti affetti da infarto miocardico acuto e sottoposti a ricanalizzazione percutanea. Metodi: Abbiamo arruolato 64 pazienti trattati con angioplastica primaria per primo STEMI, in un singolo centro. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ecocardiogramma 2D e 3D predimissione e dopo un periodo medio di 13 ± 2 mesi, per la stima dei volumi e frazione di eiezione del VS. Sono stati inoltre determinati gli strain globali 2D e 3D del ventricolo sinistro misurati con la tecnica speckle tracking. Il rimodellamento avverso del VS è stato definito come incremento relativo del volume telesistolico >15% rispetto alla misura predimissione. Risultati: In diciassette (27%) pazienti è stato documentato un rimodellamento avverso del VS all’ecocardiogramma di follow-up. Fra i dati clinici analizzati, il picco di troponina I e la classe Killip all’ingresso sono stati significativamente correlati a rimodellamento avverso del VS. Un valore ridotto (meno negativo) degli strain longitudinale 2D e 3D e dell’area strain 3D sono risultati predittori indipendenti di rimodellamento avverso del VS. Dall’analisi delle curve ROC, un valore di strain longitudinale 2D meno negativo di -14.2% ha mostrato una sensibilità ed una specificità del 73% e 61% rispettivamente nel prevedere il rimodellamento avverso del VS (AUC 0.74, 95% CI 0.61-0.87; p=0.005). L’entità dello strain longitudinale 2D predimissione è stata inoltre correlata ad un end-point composito di morte cardiovascolare, scompenso cardiaco ed angina instabile (p=0.057). Conclusioni: Nonostante terapia medica ottimale, il rimodellamento avverso del VS dopo STEMI risulta un evento relativamente frequente ad un follow-up di medio termine. Gli strain longitudinali 2D e 3D ed area strain 3D del VS, valutati predimissione, sono risultati indicatori di rimodellamento avverso del ventricolo sinistro e prognosi clinica sfavorevole in una coorte di pazienti affetti da primo infarto miocardico acuto, sottoposto a ricanalizzazione mediante angioplastica primaria. La misura non invasiva, riproducibile e a basso costo di questi parametri di funzione sistolica del ventricolo sinistro può aiutare nell’individuare una sottopopolazione di soggetti sopravvissuti ad uno STEMI che necessitano di uno stretto monitoraggio clinico ed un trattamento più aggressivo.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/178879
URN:NBN:IT:UNIPD-178879