Questa tesi è un' indagine del contesto milanese a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, focalizzata sulla ricerca della presenza della fotografia nelle gallerie private. Il primo capitolo cerca di restituire la complessità del mondo della fotografia milanese, in enorme fermento negli anni Sessanta, presentando la varietà delle situazioni e dei focolai propulsori che lo compongono, a partire dallo storico Circolo fotografico, alle riviste, fino alle mostre e alle gallerie, valutando sia l'ambiente della fotografia tout court, sia gli spazi che la accolgono nel mondo dell'arte. I due “versanti” di questa composita cultura fotografica si incontrano metaforicamente in una mostra significativa: Arte e fotografia, curata da Palazzoli nel 1970 in occasione della fiera SICOF. I tre capitoli centrali approfondiscono rispettivamente tre gallerie: la prima è la Galleria Diaframma fondata da Lanfranco Colombo nel 1967 ed esclusivamente devota alla fotografia, senza una particolare preferenza stilistica; la seconda è la Galleria 291, aperta tra il 1973 e il 1975, breve esperienza di Daniela Palazzoli come gallerista, che espone prevalente fotografi concettuali o maestri storici; infine, la Galleria Diagramma di Luciano Inga-Pin, aperta nel 1969, la cui cronologia espositiva necessitava una precisa ricostruzione, portata avanti in questa occasione con l'intenzione di valutare la precoce presenza di pratiche artistiche concettuali che coinvolgono il medium fotografico. Ne risulta un affresco interessante, che restituisce l'immagine di una Milano dove la fotografia ricopre un ruolo fondamentale in diversi ambiti, e di un contesto ricco di intrecci tra diversi spazi espositivi che a prima vista perseguono attività piuttosto separate.
Milano, 1967-1975: storie di gallerie che espongono fotografia
CARAVITA, IRENE
2020
Abstract
Questa tesi è un' indagine del contesto milanese a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, focalizzata sulla ricerca della presenza della fotografia nelle gallerie private. Il primo capitolo cerca di restituire la complessità del mondo della fotografia milanese, in enorme fermento negli anni Sessanta, presentando la varietà delle situazioni e dei focolai propulsori che lo compongono, a partire dallo storico Circolo fotografico, alle riviste, fino alle mostre e alle gallerie, valutando sia l'ambiente della fotografia tout court, sia gli spazi che la accolgono nel mondo dell'arte. I due “versanti” di questa composita cultura fotografica si incontrano metaforicamente in una mostra significativa: Arte e fotografia, curata da Palazzoli nel 1970 in occasione della fiera SICOF. I tre capitoli centrali approfondiscono rispettivamente tre gallerie: la prima è la Galleria Diaframma fondata da Lanfranco Colombo nel 1967 ed esclusivamente devota alla fotografia, senza una particolare preferenza stilistica; la seconda è la Galleria 291, aperta tra il 1973 e il 1975, breve esperienza di Daniela Palazzoli come gallerista, che espone prevalente fotografi concettuali o maestri storici; infine, la Galleria Diagramma di Luciano Inga-Pin, aperta nel 1969, la cui cronologia espositiva necessitava una precisa ricostruzione, portata avanti in questa occasione con l'intenzione di valutare la precoce presenza di pratiche artistiche concettuali che coinvolgono il medium fotografico. Ne risulta un affresco interessante, che restituisce l'immagine di una Milano dove la fotografia ricopre un ruolo fondamentale in diversi ambiti, e di un contesto ricco di intrecci tra diversi spazi espositivi che a prima vista perseguono attività piuttosto separate.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/180532
URN:NBN:IT:UNIROMA1-180532