È noto che alcuni polimorfismi del sistema HLA giocano un ruolo cruciale nell’eziopatogenesi e nella prognosi di numerose malattie infettive, fra le quali l’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Recenti studi hanno evidenziato una forte correlazione fra i livelli di espressione di HLA-C e il controllo della replicazione del virus dell’immunodeficienza umana (HIV-1). Alti livelli di espressione sono stati correlati con un miglior controllo dell’infezione, mentre bassi livelli sono stati associati con una progressione più rapida della malattia. Inoltre, è noto che la molecola HLA-C, presente sull’envelope di HIV-1, in associazione con la glicoproteina Env, è in grado di aumentarne l’infettività. Il ruolo protettivo di alti livelli di espressione di HLA-C sembra essere in contraddizione con il ruolo dell’ HLA-C stesso nell’aumentare l’infettività virale quando incorporato nel virione. Ciò potrebbe essere dovuto alla presenza di diverse conformazioni dell’ HLA-C. È infatti noto che diverse varianti alleliche dell’HLA-C presentano una diversa stabilità di legame con la β2 microglobulina (β2m) e il peptide. In particolare, l’HLA-C può presentarsi associato alla β2m e al peptide, costituendo un complesso che svolge un ruolo chiave nell’attivazione del sistema immunitario, oppure come free chain, dissociato dal complesso. I primi risultati di questo lavoro hanno dimostrato che la proteina Env di HIV-1 è in grado di associarsi all’HLA-C quando presente nella conformazione di free chain. L’ipotesi testata nello studio prevede l’esistenza di un’associazione fra la suscettibilità all’infezione da HIV-1 e le diverse varianti alleliche di HLA-C che possono essere preferibilmente presenti o come complesso trimerico o come free chain. Individui con varianti di HLA-C aventi una forte stabilità come trimero completo mostrerebbero una maggiore immunità contro HIV-1 e una ridotta infettività virale, mentre soggetti con varianti dell’HLA-C che facilmente si dissociano dalla β2m e dal peptide mostrerebbero una ridotta risposta immunitaria nei confronti di HIV-1 e la produzione di virioni maggiormente infettivi. Nel suo complesso, questo studio fornisce nuove informazioni che potrebbero rivelarsi utili per la progettazione di nuove strategie vaccinali e approcci terapeutici contro HIV-1.

HIV-1 Env and HLA-C interaction is crucial in modulating viral infectivity

Parolini, Francesca
2018

Abstract

È noto che alcuni polimorfismi del sistema HLA giocano un ruolo cruciale nell’eziopatogenesi e nella prognosi di numerose malattie infettive, fra le quali l’AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita). Recenti studi hanno evidenziato una forte correlazione fra i livelli di espressione di HLA-C e il controllo della replicazione del virus dell’immunodeficienza umana (HIV-1). Alti livelli di espressione sono stati correlati con un miglior controllo dell’infezione, mentre bassi livelli sono stati associati con una progressione più rapida della malattia. Inoltre, è noto che la molecola HLA-C, presente sull’envelope di HIV-1, in associazione con la glicoproteina Env, è in grado di aumentarne l’infettività. Il ruolo protettivo di alti livelli di espressione di HLA-C sembra essere in contraddizione con il ruolo dell’ HLA-C stesso nell’aumentare l’infettività virale quando incorporato nel virione. Ciò potrebbe essere dovuto alla presenza di diverse conformazioni dell’ HLA-C. È infatti noto che diverse varianti alleliche dell’HLA-C presentano una diversa stabilità di legame con la β2 microglobulina (β2m) e il peptide. In particolare, l’HLA-C può presentarsi associato alla β2m e al peptide, costituendo un complesso che svolge un ruolo chiave nell’attivazione del sistema immunitario, oppure come free chain, dissociato dal complesso. I primi risultati di questo lavoro hanno dimostrato che la proteina Env di HIV-1 è in grado di associarsi all’HLA-C quando presente nella conformazione di free chain. L’ipotesi testata nello studio prevede l’esistenza di un’associazione fra la suscettibilità all’infezione da HIV-1 e le diverse varianti alleliche di HLA-C che possono essere preferibilmente presenti o come complesso trimerico o come free chain. Individui con varianti di HLA-C aventi una forte stabilità come trimero completo mostrerebbero una maggiore immunità contro HIV-1 e una ridotta infettività virale, mentre soggetti con varianti dell’HLA-C che facilmente si dissociano dalla β2m e dal peptide mostrerebbero una ridotta risposta immunitaria nei confronti di HIV-1 e la produzione di virioni maggiormente infettivi. Nel suo complesso, questo studio fornisce nuove informazioni che potrebbero rivelarsi utili per la progettazione di nuove strategie vaccinali e approcci terapeutici contro HIV-1.
2018
Inglese
HIV-1, HLA-C
Zipeto Donato
186
Sì, ma tipo non specificato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/181807
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVR-181807