La responsabilità precontrattuale o culpa in contrahendo è una forma di responsabilità derivante dall'inadempimento delle parti agli obblighi assunti durante le trattative e la formazione del contratto. L'inadempimento di tali obblighi può portare a diverse conseguenze: la mancata conclusione del contratto, la conclusione di un contratto invalido o inefficace e, infine, la conclusione di un contratto valido ma inefficace. Nel mondo globalizzato dell'economia e del diritto, è spesso necessario un periodo più o meno lungo di negoziazione per raggiungere un accordo, perché un contratto non è sempre il risultato di una convergenza istantanea e immediata di due espressioni di volontà; infatti, un contratto è il risultato di una formazione graduale e progressiva della volontà delle parti. Questo periodo o fase è di fondamentale importanza per la conclusione finale del contratto, in quanto è proprio durante le trattative che le parti hanno la possibilità di negoziare il contenuto dell'atto che si sta formando e di effettuare una serie di valutazioni tecniche e giuridiche per valutare l'effettiva idoneità del contratto. In questa fase, i protagonisti godono di autonomia in virtù del potere conferito loro dalla legge naturale (libertà intesa come capacità del soggetto di agire o non agire, di condurre o non condurre una negoziazione) senza vincoli o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi scegliendo autonomamente i fini e i mezzi per raggiungerli. Questa libertà è individuale e, nella fase di formazione, ogni parte ha il diritto di esercitare la propria libertà di negoziazione. È ovvio che al principio della libertà contrattuale, ognuno è libero di avviare una trattativa e di interromperla quando vuole, anche senza giustificazione. Tuttavia, l'esercizio di questa libertà è limitato dalle regole della buona fede. La culpa in contrahendo si basa sull'idea che l'avvio delle trattative crei già un rapporto giuridico tra le parti e imponga loro dei doveri reciproci, in particolare il dovere di negoziare seriamente e secondo le loro reali intenzioni. Una delle parti non può, con un atteggiamento contrario alle sue vere intenzioni, suscitare nell'altra l'illusoria speranza che un accordo venga concluso e indurlo così a compiere passi in questa prospettiva. Una parte che avvia una trattativa non deve dare l'impressione di essere più desiderosa di concludere di quanto non lo sia in realtà. Il tema di questo lavoro è la responsabilità precontrattuale, con particolare attenzione alle nuove prospettive del diritto italiano e francese. L'interesse che ha accompagnato questo lavoro è duplice: il primo è didattico accademico, il secondo riguarda la curiosità personale sui limiti della libertà negoziale e sulla definizione della volontà mascherata. Da un punto di vista didattico accademico, l'analisi dell'argomento fornirà una definizione giuridica e anche filosofica dell'origine etimologica del soggetto, di alcuni tipi di responsabilità e della responsabilità precontrattuale. Infine, come afferma Giovanni Perlingieri: «un classico del diritto, come quello in esame, può essere analizzato sotto due profili. Quello dell’impatto che ha avuto sulla dottrina e sulla giurisprudenza successive, in modo da registrare i meriti del volume sul piano storico, e quello del metodo che propone, nonché della tecnica argomentativa utilizzata, che rappresenta le “radici” sulle quali si sviluppano “i rami e foglie” delle soluzioni. Spesso, infatti, “i rami e le foglie”, visibili ai più, nascondono finissimi pensieri e tecniche argomentative che conservano la loro utilità anche a distanza di anni a prescindere dall’avvenuta condivisione delle soluzioni. La scienza, del resto, è caratterizzata da “scoperte” successivamente condivise. Ciò che va posto in risalto, se non s’intende valorizzare l’opera soltanto sul piano storico, è evidenziare il metodo, il linguaggio e le tecniche di argomentazione e di decisione utilizzate, le quali a distanza di tempo conservano la loro utilità anche per la soluzione di nuovi e complessi problemi derivanti, ad esempio, dalla legislazione successiva. Questo, del resto, distingue un libro d’informazione da un classico del diritto, il quale è suscettibile di scomparire come neve al sole al tratto di penna del legislatore, poiché non si limita a donare strumenti e soluzioni ma fornisce insieme le logiche che ne governano l’utilizzo.» Per curiosità personale, ci siamo interrogati sulla culpa in contraehndo come argomento antico e allo stesso tempo attuale e vivo, per capire le reali ragioni del fallimento della teoria del fondatore tedesco Rudolfo Von Jhering, a cui si deve il merito di aver fornito un inquadramento giuridico di questa categoria precontrattuale. Questo lavoro si articolerà in due parti con profili comparatistici e nuove prospettive. La prima parte sarà dedicata essenzialmente ai concetti, alle origini e allo sviluppo della materia: in particolare, si analizzerà l'ordinamento francese per esaminare come è disciplinata la responsabilità precontrattuale, e nell'ordinamento italiano come è disciplinata la materia della culpa in contraendo, con costante riferimento alla dottrina e alla giurisprudenza. La seconda parte sarà dedicata alla riforma: “L’Ordonnance n° 2016-131 du 10 février 2016 portant réforme du droit des contrats, du régime général et de la preuve des obligations” con la quale il Governo francese ha dato attuazione alla “Loi n° 2015-177 du 16 février 2015” che gli assegnava il delicato compito di modernizzare e semplificare il diritto dei contratti, il regime generale e la prova delle obbligazioni. Questa riforma è entrata in vigore il 1° ottobre 2016 e ha introdotto significative novità per quanto riguarda il diritto della formazione del contratto: le negoziazioni. Da un punto di vista formale, ma con rilevanti conseguenze sistematiche, cambia la collocazione e la redazione di molte disposizioni, sicuramente più chiare e precise rispetto allo stile volutamente sintetico e semplice, ma ormai datato, del Code Napoléon. Il quarto capitolo, dal canto suo, esaminerà le nuove prospettive, concentrandosi sul diritto dell'informazione precontrattuale. Al termine di questa ricerca e approfondimento sulla responsabilità precontrattuale nel diritto italiano e francese, si può affermare che è stato approfondito lo studio del tema della culpa in contrahendo creato dal tedesco. R. V. Jhering. Lo scopo della ricerca è stato quello di capire come è stata regolamentata la culpa in contraendo, come si è articolata ed evoluta nel tempo, e soprattutto quali sono le sue possibilità di sopravvivenza nel mondo di oggi e nei sistemi giuridici italiano e francese.

La responsabilità precontrattuale in Italia e Francia. Riflessioni, evoluzioni e prospettive comparatistiche tra normativa e giurisprudenza

DADJO, SYLVIE
2023

Abstract

La responsabilità precontrattuale o culpa in contrahendo è una forma di responsabilità derivante dall'inadempimento delle parti agli obblighi assunti durante le trattative e la formazione del contratto. L'inadempimento di tali obblighi può portare a diverse conseguenze: la mancata conclusione del contratto, la conclusione di un contratto invalido o inefficace e, infine, la conclusione di un contratto valido ma inefficace. Nel mondo globalizzato dell'economia e del diritto, è spesso necessario un periodo più o meno lungo di negoziazione per raggiungere un accordo, perché un contratto non è sempre il risultato di una convergenza istantanea e immediata di due espressioni di volontà; infatti, un contratto è il risultato di una formazione graduale e progressiva della volontà delle parti. Questo periodo o fase è di fondamentale importanza per la conclusione finale del contratto, in quanto è proprio durante le trattative che le parti hanno la possibilità di negoziare il contenuto dell'atto che si sta formando e di effettuare una serie di valutazioni tecniche e giuridiche per valutare l'effettiva idoneità del contratto. In questa fase, i protagonisti godono di autonomia in virtù del potere conferito loro dalla legge naturale (libertà intesa come capacità del soggetto di agire o non agire, di condurre o non condurre una negoziazione) senza vincoli o impedimenti esterni, e di autodeterminarsi scegliendo autonomamente i fini e i mezzi per raggiungerli. Questa libertà è individuale e, nella fase di formazione, ogni parte ha il diritto di esercitare la propria libertà di negoziazione. È ovvio che al principio della libertà contrattuale, ognuno è libero di avviare una trattativa e di interromperla quando vuole, anche senza giustificazione. Tuttavia, l'esercizio di questa libertà è limitato dalle regole della buona fede. La culpa in contrahendo si basa sull'idea che l'avvio delle trattative crei già un rapporto giuridico tra le parti e imponga loro dei doveri reciproci, in particolare il dovere di negoziare seriamente e secondo le loro reali intenzioni. Una delle parti non può, con un atteggiamento contrario alle sue vere intenzioni, suscitare nell'altra l'illusoria speranza che un accordo venga concluso e indurlo così a compiere passi in questa prospettiva. Una parte che avvia una trattativa non deve dare l'impressione di essere più desiderosa di concludere di quanto non lo sia in realtà. Il tema di questo lavoro è la responsabilità precontrattuale, con particolare attenzione alle nuove prospettive del diritto italiano e francese. L'interesse che ha accompagnato questo lavoro è duplice: il primo è didattico accademico, il secondo riguarda la curiosità personale sui limiti della libertà negoziale e sulla definizione della volontà mascherata. Da un punto di vista didattico accademico, l'analisi dell'argomento fornirà una definizione giuridica e anche filosofica dell'origine etimologica del soggetto, di alcuni tipi di responsabilità e della responsabilità precontrattuale. Infine, come afferma Giovanni Perlingieri: «un classico del diritto, come quello in esame, può essere analizzato sotto due profili. Quello dell’impatto che ha avuto sulla dottrina e sulla giurisprudenza successive, in modo da registrare i meriti del volume sul piano storico, e quello del metodo che propone, nonché della tecnica argomentativa utilizzata, che rappresenta le “radici” sulle quali si sviluppano “i rami e foglie” delle soluzioni. Spesso, infatti, “i rami e le foglie”, visibili ai più, nascondono finissimi pensieri e tecniche argomentative che conservano la loro utilità anche a distanza di anni a prescindere dall’avvenuta condivisione delle soluzioni. La scienza, del resto, è caratterizzata da “scoperte” successivamente condivise. Ciò che va posto in risalto, se non s’intende valorizzare l’opera soltanto sul piano storico, è evidenziare il metodo, il linguaggio e le tecniche di argomentazione e di decisione utilizzate, le quali a distanza di tempo conservano la loro utilità anche per la soluzione di nuovi e complessi problemi derivanti, ad esempio, dalla legislazione successiva. Questo, del resto, distingue un libro d’informazione da un classico del diritto, il quale è suscettibile di scomparire come neve al sole al tratto di penna del legislatore, poiché non si limita a donare strumenti e soluzioni ma fornisce insieme le logiche che ne governano l’utilizzo.» Per curiosità personale, ci siamo interrogati sulla culpa in contraehndo come argomento antico e allo stesso tempo attuale e vivo, per capire le reali ragioni del fallimento della teoria del fondatore tedesco Rudolfo Von Jhering, a cui si deve il merito di aver fornito un inquadramento giuridico di questa categoria precontrattuale. Questo lavoro si articolerà in due parti con profili comparatistici e nuove prospettive. La prima parte sarà dedicata essenzialmente ai concetti, alle origini e allo sviluppo della materia: in particolare, si analizzerà l'ordinamento francese per esaminare come è disciplinata la responsabilità precontrattuale, e nell'ordinamento italiano come è disciplinata la materia della culpa in contraendo, con costante riferimento alla dottrina e alla giurisprudenza. La seconda parte sarà dedicata alla riforma: “L’Ordonnance n° 2016-131 du 10 février 2016 portant réforme du droit des contrats, du régime général et de la preuve des obligations” con la quale il Governo francese ha dato attuazione alla “Loi n° 2015-177 du 16 février 2015” che gli assegnava il delicato compito di modernizzare e semplificare il diritto dei contratti, il regime generale e la prova delle obbligazioni. Questa riforma è entrata in vigore il 1° ottobre 2016 e ha introdotto significative novità per quanto riguarda il diritto della formazione del contratto: le negoziazioni. Da un punto di vista formale, ma con rilevanti conseguenze sistematiche, cambia la collocazione e la redazione di molte disposizioni, sicuramente più chiare e precise rispetto allo stile volutamente sintetico e semplice, ma ormai datato, del Code Napoléon. Il quarto capitolo, dal canto suo, esaminerà le nuove prospettive, concentrandosi sul diritto dell'informazione precontrattuale. Al termine di questa ricerca e approfondimento sulla responsabilità precontrattuale nel diritto italiano e francese, si può affermare che è stato approfondito lo studio del tema della culpa in contrahendo creato dal tedesco. R. V. Jhering. Lo scopo della ricerca è stato quello di capire come è stata regolamentata la culpa in contraendo, come si è articolata ed evoluta nel tempo, e soprattutto quali sono le sue possibilità di sopravvivenza nel mondo di oggi e nei sistemi giuridici italiano e francese.
5-dic-2023
Italiano
ALPA, Piero Guido
SCARCHILLO, GIANLUCA
MOSCATI, Laura
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Sapienza Università di Roma, La Facoltà di giurisprudenza
199
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/181854
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-181854