La tesi analizza i testi dello scrittore messicano Álvaro Enrigue allo scopo di individuare, all’interno della sua opera, i contenuti e i modi attraverso i quali vengono messe in luce le problematiche legate alla gestione e costruzione dell’identità – nazionale e individuale – in un contesto di interazione nazionale globalizzata e crisi dei principi moderni occidentali. Lo studio dei libri di Enrigue si concentra sull’analisi di quattro opere particolarmente significative che evidenziano la creazione di una fitta trama di riferimenti intertestuali e intratestuali attraverso i quali l’autore da vita ad un universo letterario fatto di richiami e collegamenti teorici, tematici e formali a partire dai quali sviluppa un’indagine relativa alla modernità, alle sue origini e all’ importanza che le sue strutture interpretative hanno tenuto nella formazione dell’identità messicana. Scopo della scrittura di Enrigue sembra essere quello di indagare i principali aspetti di questa modalità ermeneutica per evidenziarne le contraddizioni ed esporne i limiti fino a generare una domanda sul valore che le categorie conoscitive su cui si basa l’attuale rappresentazione e comprensione della realtà continuano a tenere in un momento presente che molti critici hanno definito postmoderno. Nel primo libro analizzato, La muerte de un instalador (1996), si vede come l’autore prepara gli strumenti formali, teorici e tematici che utilizzerà successivamente nel corso di tutta la sua opera per indagare la natura e la validità delle strutture trascendenti e onnicomprensive e della loro capacità di riuscire a rappresentare una realtà plurale, frammentata e indebolita nella sua possibilità di categorizzazione. Nel successivo testo preso in considerazione, El cementerio de las sillas (2005) Enrigue affronta piú direttamente la costruzione di concetti quali la storia, la tradizione e la nazione per svelarne la natura narrativa, e quindi artificiale, e spingere il lettore a interrogarsi sulle reali motivazioni che muovono il racconto di tali discorsi e le relazioni di potere e subordinazione che si nascondono dietro questi meccanismi. Nel terzo libro oggetto dell’analisi, Vidas perpendiculares (2008) l’autore si concentra sul rapporto che lega la forma al contenuto per rivendicare la possibilità di una condizione identitaria nazionale che non dipenda dalla territorializzazione o dalla realizzazione degli stereotipi legati alla messicanità. Allo stesso tempo, screditando le tecniche che muovono la scrittura biografica, e autobiografica mette in guardia sulla parzialità della costruzione delle figure mitiche la cui immagine, trasmessa dalla storia o dalla tradizione non necessariamente corrisponde alla complessità di ciò che erano quelle vite, convertendosi in simboli costruiti e finalizzati alla trasmissione di un determinato messaggio La trattazione di quest’ultimo aspetto è ripresa anche nel quarto libro analizzato Muerte súbita (2013), in particolare attraverso la scrittura narrativa di un incontro di tennis tra il poeta Francisco de Quevedo e Caravaggio. Scopo di Enrigue in questo testo è quello di indagare il momento della nascita del paradigma filosofico moderno per cercare di capire quali sono i principi teorici sviluppatisi in questo momento storico che hanno assunto valore trascendente convertendosi in categorie interpretative oltre che la ragioni di tale condizione. Con quest’ultimo libro Enrigue sembra tirare i fili e raccogliere, almeno momentaneamente, i risultati di quelle domande che il primo libro aveva sollevato.
Historias perpendiculares. El desafío a las narraciones en la obra de Álvaro Enrigue
ANZANEL, GIULIA
2019
Abstract
La tesi analizza i testi dello scrittore messicano Álvaro Enrigue allo scopo di individuare, all’interno della sua opera, i contenuti e i modi attraverso i quali vengono messe in luce le problematiche legate alla gestione e costruzione dell’identità – nazionale e individuale – in un contesto di interazione nazionale globalizzata e crisi dei principi moderni occidentali. Lo studio dei libri di Enrigue si concentra sull’analisi di quattro opere particolarmente significative che evidenziano la creazione di una fitta trama di riferimenti intertestuali e intratestuali attraverso i quali l’autore da vita ad un universo letterario fatto di richiami e collegamenti teorici, tematici e formali a partire dai quali sviluppa un’indagine relativa alla modernità, alle sue origini e all’ importanza che le sue strutture interpretative hanno tenuto nella formazione dell’identità messicana. Scopo della scrittura di Enrigue sembra essere quello di indagare i principali aspetti di questa modalità ermeneutica per evidenziarne le contraddizioni ed esporne i limiti fino a generare una domanda sul valore che le categorie conoscitive su cui si basa l’attuale rappresentazione e comprensione della realtà continuano a tenere in un momento presente che molti critici hanno definito postmoderno. Nel primo libro analizzato, La muerte de un instalador (1996), si vede come l’autore prepara gli strumenti formali, teorici e tematici che utilizzerà successivamente nel corso di tutta la sua opera per indagare la natura e la validità delle strutture trascendenti e onnicomprensive e della loro capacità di riuscire a rappresentare una realtà plurale, frammentata e indebolita nella sua possibilità di categorizzazione. Nel successivo testo preso in considerazione, El cementerio de las sillas (2005) Enrigue affronta piú direttamente la costruzione di concetti quali la storia, la tradizione e la nazione per svelarne la natura narrativa, e quindi artificiale, e spingere il lettore a interrogarsi sulle reali motivazioni che muovono il racconto di tali discorsi e le relazioni di potere e subordinazione che si nascondono dietro questi meccanismi. Nel terzo libro oggetto dell’analisi, Vidas perpendiculares (2008) l’autore si concentra sul rapporto che lega la forma al contenuto per rivendicare la possibilità di una condizione identitaria nazionale che non dipenda dalla territorializzazione o dalla realizzazione degli stereotipi legati alla messicanità. Allo stesso tempo, screditando le tecniche che muovono la scrittura biografica, e autobiografica mette in guardia sulla parzialità della costruzione delle figure mitiche la cui immagine, trasmessa dalla storia o dalla tradizione non necessariamente corrisponde alla complessità di ciò che erano quelle vite, convertendosi in simboli costruiti e finalizzati alla trasmissione di un determinato messaggio La trattazione di quest’ultimo aspetto è ripresa anche nel quarto libro analizzato Muerte súbita (2013), in particolare attraverso la scrittura narrativa di un incontro di tennis tra il poeta Francisco de Quevedo e Caravaggio. Scopo di Enrigue in questo testo è quello di indagare il momento della nascita del paradigma filosofico moderno per cercare di capire quali sono i principi teorici sviluppatisi in questo momento storico che hanno assunto valore trascendente convertendosi in categorie interpretative oltre che la ragioni di tale condizione. Con quest’ultimo libro Enrigue sembra tirare i fili e raccogliere, almeno momentaneamente, i risultati di quelle domande che il primo libro aveva sollevato.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/182417
URN:NBN:IT:UNIVR-182417