La tesi costituisce il corpus delle iscrizioni funerarie latine del Piemonte incise su pietre di fiume, e si articola in due sezioni: un'introduzione in cui vengono delineate le caratteristiche essenziali del territorio piemontese, si esaminano le fasi salinenti della romanizzazione della Cisalpina occidentale, e si illustrano le diverse problematiche inerenti la tipologia di epigrafi (definizione tipologica, datazione, modalità di esecuzione, destinatari); un cataolgo, in cui a ogni monumento è dedicata una scheda specifica, strutturata secondo i criteri dei Supplementa Italica. Il corpus comprende un totale di settanta iscrizioni, incise su pietre di fiume dalle dimensioni variabili ma nel complesso notevoli, provenienti dai territori di Augusta Bagiennorum, Pollentia, Augusta Taurinorum, Vercellae e Novaria, e conservate in musei, depositi e proprietà private. Il testo è costituito generalmente dall'onomastica del dedicatario, solitamente uno, e menziona individui di varia estrazione sociale. In base a pochi contesti funerari di riferimento, ad alcuni elementi del testo e all'onomastica, la datazione si può fissare tra il I sec. a. C. e la prima metà del I sec d. C. L'esistenza di una pietra fluviale in lingua etrusca risalente al V sec. a.C. e quella di un epitafio del VI-VII d. C. dimostrano come l'uso di questo tipo di supporto, seppure con diverse soluzioni di continuità, sia continuato nei secoli, in particolare in ambienti periferici e in mancanza di materiale lapideo “nobile”.

Le pietre fluviali iscritte del Piemonte romano

BERNARDINI, ELENA
2010

Abstract

La tesi costituisce il corpus delle iscrizioni funerarie latine del Piemonte incise su pietre di fiume, e si articola in due sezioni: un'introduzione in cui vengono delineate le caratteristiche essenziali del territorio piemontese, si esaminano le fasi salinenti della romanizzazione della Cisalpina occidentale, e si illustrano le diverse problematiche inerenti la tipologia di epigrafi (definizione tipologica, datazione, modalità di esecuzione, destinatari); un cataolgo, in cui a ogni monumento è dedicata una scheda specifica, strutturata secondo i criteri dei Supplementa Italica. Il corpus comprende un totale di settanta iscrizioni, incise su pietre di fiume dalle dimensioni variabili ma nel complesso notevoli, provenienti dai territori di Augusta Bagiennorum, Pollentia, Augusta Taurinorum, Vercellae e Novaria, e conservate in musei, depositi e proprietà private. Il testo è costituito generalmente dall'onomastica del dedicatario, solitamente uno, e menziona individui di varia estrazione sociale. In base a pochi contesti funerari di riferimento, ad alcuni elementi del testo e all'onomastica, la datazione si può fissare tra il I sec. a. C. e la prima metà del I sec d. C. L'esistenza di una pietra fluviale in lingua etrusca risalente al V sec. a.C. e quella di un epitafio del VI-VII d. C. dimostrano come l'uso di questo tipo di supporto, seppure con diverse soluzioni di continuità, sia continuato nei secoli, in particolare in ambienti periferici e in mancanza di materiale lapideo “nobile”.
6-ago-2010
Italiano
ARNALDI, ADELINA
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA2-195051