Riscoprire nel Viterbese il patrimonio culturale dei centri minori e le valenze del paesaggio comporta un’attenta revisione dei criteri di pianificazione e sviluppo territoriale. Operare in una prospettiva locale e sovralocale implica una gestione delle risorse endogene e peculiari appartenenti alle località considerate mediante l'utilizzo di approcci innovativi, differenti ma complementari, ovvero modelli nei quali la cultura costituisca un valore determinante per la competitività territoriale. Verificare le condizioni di fattibilità per la creazione di un distretto culturale o di un sistema turistico locale, basato su logiche di network e di filiera, apre al Viterbese e ai suoi centri minori opportunità per una gestione strategica e sostenibile delle risorse locali. L'obiettivo è quello di individuare e sostenere una politica che valorizzi gli asset economico-culturali, coordini gli attori locali e promuova un tipo di governance in grado di sviluppare le condizioni più favorevoli alla fruizione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico.
Territori della cultura, innovazione e logiche di rete: quali prospettive per i centri minori del Viterbese?
GIGLIO, ASSUNTA
2015
Abstract
Riscoprire nel Viterbese il patrimonio culturale dei centri minori e le valenze del paesaggio comporta un’attenta revisione dei criteri di pianificazione e sviluppo territoriale. Operare in una prospettiva locale e sovralocale implica una gestione delle risorse endogene e peculiari appartenenti alle località considerate mediante l'utilizzo di approcci innovativi, differenti ma complementari, ovvero modelli nei quali la cultura costituisca un valore determinante per la competitività territoriale. Verificare le condizioni di fattibilità per la creazione di un distretto culturale o di un sistema turistico locale, basato su logiche di network e di filiera, apre al Viterbese e ai suoi centri minori opportunità per una gestione strategica e sostenibile delle risorse locali. L'obiettivo è quello di individuare e sostenere una politica che valorizzi gli asset economico-culturali, coordini gli attori locali e promuova un tipo di governance in grado di sviluppare le condizioni più favorevoli alla fruizione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
A.Giglio.pdf
non disponibili
Dimensione
15.04 MB
Formato
Adobe PDF
|
15.04 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/195063
URN:NBN:IT:UNIROMA2-195063