L'oggetto della presente ricerca è l'analisi delle categorie politiche di “destra” e “sinistra”. Si tratta di una tematica ampiamente dibattuta a cominciare dalla pubblicistica. Tralasciando l'ambito giornalistico, occorre sottolineare che con tale questione si sono confrontate diverse discipline: dalla filosofia politica alla sociologia, dalla psicologia alle scienze politiche, dalla storia moderna e contemporanea all'economia. Questa diversità di discipline si riflette anche in una pluralità di approcci metodologici di cui i due poli opposti sono fondamentalmente quello teorico e quello empirico. Il primo cerca di definire la diade destra/sinistra sulla base di concetti e principi. Il secondo ritiene, invece, che la definizione della destra o della sinistra debba passare attraverso l'analisi delle reali azioni politiche messe in campo nei diversi contesti dai soggetti politici, come partiti e governi, che si dichiarano appartenenti all'una o all'altra polarità dello spazio politico. Tale diversità di discipline e di approcci intervenuti sul tema della dicotomia destra/sinistra ne hanno determinato un panorama frastagliato e fortemente articolato. Per questo uno dei fini della ricerca è di, per quanto possibile e senza nessuna presunzione di esaustività, cercare di contribuire ad ordinare tale dibattito. Ovviamente, come la vita ci dimostra ogni giorno, bisogna fare delle scelte di campo. Non si tratta, è bene precisarlo, di scelte tra destra o sinistra quanto piuttosto di preferenze metodologiche. Per quanto riguarda le discipline si è scelto di privilegiare quelle filosofiche/sociologiche rispetto alle altre. Si tratta di una predilezione di fondo e complessiva che però non ha precluso la possibilità di fare incursioni anche all'interno di altri campi del sapere. Lo stesso dicasi per l'approccio seguito: in generale risulta prevalente quello teorico/concettuale anche se non mancano riferimenti alla realtà empirica e ad esempi storici e concreti. Convinzione di chi scrive è infatti che, pur operando delle scelte precise disciplinari e metodologiche, il tema della diade destra/sinistra sia ontologicamente caratterizzato da una oscillazione continua tra teoria e realtà. Oscillazione che emergerà anche in alcune parti del presente lavoro e che dovrebbe essere considerata non solo un limite ma anche una ricchezza per spronare la teoria ed i concetti a confrontarsi ed a ricevere conferme o smentite, seppur parziali e mai definitive, dalla realtà. Tale approccio, prevalentemente teorico ma non avulso da elementi storici e concreti, si evidenzia sin dalla struttura del lavoro. Esso si compone infatti di tre “blocchi” in cui l'aspetto teorico-concettuale prende gradualmente il sopravvento su quello storicoempirico. In qualche modo la dimensione teorica e concettuale è direttamente proporzionale allo scorrere delle pagine. La prima parte, “Nascita e sviluppo della dicotomia destra/sinistra”, è incentrata sull'analisi storica della comparsa della diade, sulla delineazione di una tassonomia delle principali forme in cui la destra e la sinistra si sono realizzate e sullo studio di alcuni esempi in cui è possibile intravvedere un certo superamento di queste due categorie politiche. Nella seconda parte, “Ipotesi a confronto sul futuro di destra e sinistra”, si analizzano le principali teorie del superamento della diade e quelle, all'opposto, della perdurante attualità con l'esposizione dei conseguenti criteri distintivi tra destra e sinistra. Si è cercato di problematizzare tale dibattito apportando alcune obiezioni teoriche alle argomentazioni sia a favore del superamento sia a favore della attualità. Inoltre nella parte finale di questo secondo blocco si propone un percorso per mettere in luce, posta la sempre maggiore somiglianza lessicale tra destra e sinistra, la diversità semantica che si cela dietro questa tendenza all'omogeneizzazione dei termini usati a destra ed a sinistra. Anche da tale analisi emergerà la convinzione di chi scrive secondo cui la diade ha ancora senso anche nell'età della globalizzazione. La terza parte, “Destra e sinistra: una riformulazione”, è infine di impronta prevalentemente propositiva ed ha l'obiettivo di ridefinire su nuove basi la diade. In un primo momento si è cercato di definire la dicotomia destra/sinistra sulla base di un'altra contrapposizione: quella tra apertura e chiusura. Quest'ultima è destinata ad avere una sempre maggiore importanza all'interno di un contesto, come quello attuale, caratterizzato da uno spazio politico, e non solo, sempre più globale e multidimensionale. Mettere in relazione la diade con la coppia apertura/chiusura ha permesso anche di testare quale delle due categorie politiche si mostra più ricettiva rispetto ad alcune nuove frontiere della teoria politica: democrazia deliberativa e pluralismo. Infine si è ipotizzato un criterio distintivo della dicotomia destra/sinistra che possa “contenere” al suo interno gran parte di quelli precedentemente esposti ed analizzati. Tale ridefinizione, come ogni proposta teorica, si dovrà confrontare con critiche ed eccezioni. In tal senso, senza voler in alcun modo depotenziare le obiezioni che verranno da altri soggetti, si è voluto già mettere in luce alcune eccezioni che sfuggono alla ridefinizione proposta ma che, a parere di chi scrive, non inficiano la sua validità. Quando si parla di destra/sinistra infatti, a causa delle varietà di forme in cui esse si sono storicamente realizzate e delle diverse metodologie ed approcci con cui si è da sempre affrontato il tema, la “coperta è corta”. Ma tale constatazione non deve paralizzarci ed impedirci di proporre una definizione il più possibile ampia e valida anche se non onnicomprensiva. Coprire gran parte del “letto” di destra e sinistra avendo consapevolezza di quelle parti lasciate scoperte mi sembra già un discreto punto di arrivo augurandomi che possa in futuro diventare un punto di partenza per aggiungere altri tasselli ad un mosaico che a tratti è apparso, a chi scrive, davvero sfuggente e profondamente articolato.

Ripensare destra e sinistra: un approccio filosofico-politico

GALOTTA, GIANLUCA
2016

Abstract

L'oggetto della presente ricerca è l'analisi delle categorie politiche di “destra” e “sinistra”. Si tratta di una tematica ampiamente dibattuta a cominciare dalla pubblicistica. Tralasciando l'ambito giornalistico, occorre sottolineare che con tale questione si sono confrontate diverse discipline: dalla filosofia politica alla sociologia, dalla psicologia alle scienze politiche, dalla storia moderna e contemporanea all'economia. Questa diversità di discipline si riflette anche in una pluralità di approcci metodologici di cui i due poli opposti sono fondamentalmente quello teorico e quello empirico. Il primo cerca di definire la diade destra/sinistra sulla base di concetti e principi. Il secondo ritiene, invece, che la definizione della destra o della sinistra debba passare attraverso l'analisi delle reali azioni politiche messe in campo nei diversi contesti dai soggetti politici, come partiti e governi, che si dichiarano appartenenti all'una o all'altra polarità dello spazio politico. Tale diversità di discipline e di approcci intervenuti sul tema della dicotomia destra/sinistra ne hanno determinato un panorama frastagliato e fortemente articolato. Per questo uno dei fini della ricerca è di, per quanto possibile e senza nessuna presunzione di esaustività, cercare di contribuire ad ordinare tale dibattito. Ovviamente, come la vita ci dimostra ogni giorno, bisogna fare delle scelte di campo. Non si tratta, è bene precisarlo, di scelte tra destra o sinistra quanto piuttosto di preferenze metodologiche. Per quanto riguarda le discipline si è scelto di privilegiare quelle filosofiche/sociologiche rispetto alle altre. Si tratta di una predilezione di fondo e complessiva che però non ha precluso la possibilità di fare incursioni anche all'interno di altri campi del sapere. Lo stesso dicasi per l'approccio seguito: in generale risulta prevalente quello teorico/concettuale anche se non mancano riferimenti alla realtà empirica e ad esempi storici e concreti. Convinzione di chi scrive è infatti che, pur operando delle scelte precise disciplinari e metodologiche, il tema della diade destra/sinistra sia ontologicamente caratterizzato da una oscillazione continua tra teoria e realtà. Oscillazione che emergerà anche in alcune parti del presente lavoro e che dovrebbe essere considerata non solo un limite ma anche una ricchezza per spronare la teoria ed i concetti a confrontarsi ed a ricevere conferme o smentite, seppur parziali e mai definitive, dalla realtà. Tale approccio, prevalentemente teorico ma non avulso da elementi storici e concreti, si evidenzia sin dalla struttura del lavoro. Esso si compone infatti di tre “blocchi” in cui l'aspetto teorico-concettuale prende gradualmente il sopravvento su quello storicoempirico. In qualche modo la dimensione teorica e concettuale è direttamente proporzionale allo scorrere delle pagine. La prima parte, “Nascita e sviluppo della dicotomia destra/sinistra”, è incentrata sull'analisi storica della comparsa della diade, sulla delineazione di una tassonomia delle principali forme in cui la destra e la sinistra si sono realizzate e sullo studio di alcuni esempi in cui è possibile intravvedere un certo superamento di queste due categorie politiche. Nella seconda parte, “Ipotesi a confronto sul futuro di destra e sinistra”, si analizzano le principali teorie del superamento della diade e quelle, all'opposto, della perdurante attualità con l'esposizione dei conseguenti criteri distintivi tra destra e sinistra. Si è cercato di problematizzare tale dibattito apportando alcune obiezioni teoriche alle argomentazioni sia a favore del superamento sia a favore della attualità. Inoltre nella parte finale di questo secondo blocco si propone un percorso per mettere in luce, posta la sempre maggiore somiglianza lessicale tra destra e sinistra, la diversità semantica che si cela dietro questa tendenza all'omogeneizzazione dei termini usati a destra ed a sinistra. Anche da tale analisi emergerà la convinzione di chi scrive secondo cui la diade ha ancora senso anche nell'età della globalizzazione. La terza parte, “Destra e sinistra: una riformulazione”, è infine di impronta prevalentemente propositiva ed ha l'obiettivo di ridefinire su nuove basi la diade. In un primo momento si è cercato di definire la dicotomia destra/sinistra sulla base di un'altra contrapposizione: quella tra apertura e chiusura. Quest'ultima è destinata ad avere una sempre maggiore importanza all'interno di un contesto, come quello attuale, caratterizzato da uno spazio politico, e non solo, sempre più globale e multidimensionale. Mettere in relazione la diade con la coppia apertura/chiusura ha permesso anche di testare quale delle due categorie politiche si mostra più ricettiva rispetto ad alcune nuove frontiere della teoria politica: democrazia deliberativa e pluralismo. Infine si è ipotizzato un criterio distintivo della dicotomia destra/sinistra che possa “contenere” al suo interno gran parte di quelli precedentemente esposti ed analizzati. Tale ridefinizione, come ogni proposta teorica, si dovrà confrontare con critiche ed eccezioni. In tal senso, senza voler in alcun modo depotenziare le obiezioni che verranno da altri soggetti, si è voluto già mettere in luce alcune eccezioni che sfuggono alla ridefinizione proposta ma che, a parere di chi scrive, non inficiano la sua validità. Quando si parla di destra/sinistra infatti, a causa delle varietà di forme in cui esse si sono storicamente realizzate e delle diverse metodologie ed approcci con cui si è da sempre affrontato il tema, la “coperta è corta”. Ma tale constatazione non deve paralizzarci ed impedirci di proporre una definizione il più possibile ampia e valida anche se non onnicomprensiva. Coprire gran parte del “letto” di destra e sinistra avendo consapevolezza di quelle parti lasciate scoperte mi sembra già un discreto punto di arrivo augurandomi che possa in futuro diventare un punto di partenza per aggiungere altri tasselli ad un mosaico che a tratti è apparso, a chi scrive, davvero sfuggente e profondamente articolato.
2016
Italiano
FERRARA, ALESSANDRO
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/195657
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA2-195657