Il lavoro promuove una lettura dell’architettura privata-domestica dell’Occidente greco attraverso le dinamiche del cantiere antico. Dopo la prima sezione di taglio metodologico e di storia degli studi, la ricerca – rivolgendo uno sguardo privilegiato sulla polis di Locri Epizefiri – ha sviluppato un’analisi dell’architettura locrese, articolata seguendo l’iter del processo cantieristico. A tal fine sono stati analizzati diversi contesti architettonici nei quali è stato possibile individuare e riconoscere alcuni degli indizi relativi alle diverse fasi operative del cantiere (progetto iniziale, preparazione dell’area, acquisizione ed elaborazione del materiale, costruzione dell’edificio). Proprio per tale ragione lo studio del costruito locrese non si è solo avvalso dei dati concernenti l’edilizia domestica di Centocamere, ma si è anche esteso a quelli provenienti da altri edifici pubblici e sacri della città (contrade di Marasà Sud, Parapezza, area del Casino Macrì), non senza rimandi all’architettura funeraria, per via del fatto che il processo cantieristico è sotteso a tutte le manifestazioni architettoniche della polis. Particolare attenzione è stata rivolta al tema dell’approvvigionamento e della produzione del materiale da costruzione, non soltanto quello litico e quello deperibile in terra cruda, ma anche quello laterizio (laterizi da copertura, mattoni centinati, mattoni pieni, mattoni scanalati). La definizione di un nuovo strumento di classificazione dei laterizi locresi ha costituito le premesse per procedere ad un’analisi del materiale secondo un approccio tipologico e morfologico, approfondito con un’analisi funzionale e distributiva tra Magna Grecia e Sicilia. Accanto al tema della produzione, i cantieri locresi hanno permesso di seguire l’intero processo cantieristico, dalla pianificazione del progetto, alla fase di preparazione del sito, fino alla specifica fase di costruzione, attraverso lo studio delle unità di misura adottare, delle tecniche costruttive e del ruolo assolto dal water management nel processo edilizio. Complementariamente a questi aspetti, il lavoro ha sviluppato anche il tema della demolizione e del reimpiego, pratiche antichissime e consuete, intrinseche al circuito dell’economia edilizia stessa. Proprio in relazione a questi temi, si è proceduto a ricercare i principi e le cause che hanno portato i locresi ad reimpiegare specifici materiali nei cantieri urbani di età ellenistica sulla base di fenomeni affini che si riscontrano in Sicilia e in Magna Grecia. Da ultimo, nelle fasi conclusive del lavoro, si è proposta una discussione sulle ricadute economiche e sociali del cantiere nel più ampio contesto produttivo-artigianale di una città antica. Tali riflessioni sono state condotte mantenendo costante il richiamo alla produzione locrese e alle sue trasformazioni politiche, dall’età arcaica alla municipalizzazione, in considerazione del fatto che l’avvio di nuove costruzioni e, soprattutto, la richiesta di nuovi prodotti o l’applicazione di nuove tecniche risentono dei cambiamenti del contesto storico e sociale. Infine, a completamento ed integrazione al lavoro, sono state redatte due appendici. La prima ha consentito, tramite l’uso della microscopia ottica, una prima valutazione sulla variabilità tecnologica e sulle differenze di tessitura in termini di frequenza e dimensione degli inclusi nei corpi ceramici dei prodotti da costruzione. La seconda costituisce un ampio dossier epigrafico che raccoglie e sistematizza i dati disponibili sul materiale laterizio iscritto e bollato, segnalandosi come un utile strumento per vagliare le trasformazioni della gestione produttiva di questi materiali.

Dai disiecta membra all’edificio domestico. Indagini sul cantiere antico nell’Occidente greco tra dati materiali e dimensione invisibile

GUION, SIMONE
2025

Abstract

Il lavoro promuove una lettura dell’architettura privata-domestica dell’Occidente greco attraverso le dinamiche del cantiere antico. Dopo la prima sezione di taglio metodologico e di storia degli studi, la ricerca – rivolgendo uno sguardo privilegiato sulla polis di Locri Epizefiri – ha sviluppato un’analisi dell’architettura locrese, articolata seguendo l’iter del processo cantieristico. A tal fine sono stati analizzati diversi contesti architettonici nei quali è stato possibile individuare e riconoscere alcuni degli indizi relativi alle diverse fasi operative del cantiere (progetto iniziale, preparazione dell’area, acquisizione ed elaborazione del materiale, costruzione dell’edificio). Proprio per tale ragione lo studio del costruito locrese non si è solo avvalso dei dati concernenti l’edilizia domestica di Centocamere, ma si è anche esteso a quelli provenienti da altri edifici pubblici e sacri della città (contrade di Marasà Sud, Parapezza, area del Casino Macrì), non senza rimandi all’architettura funeraria, per via del fatto che il processo cantieristico è sotteso a tutte le manifestazioni architettoniche della polis. Particolare attenzione è stata rivolta al tema dell’approvvigionamento e della produzione del materiale da costruzione, non soltanto quello litico e quello deperibile in terra cruda, ma anche quello laterizio (laterizi da copertura, mattoni centinati, mattoni pieni, mattoni scanalati). La definizione di un nuovo strumento di classificazione dei laterizi locresi ha costituito le premesse per procedere ad un’analisi del materiale secondo un approccio tipologico e morfologico, approfondito con un’analisi funzionale e distributiva tra Magna Grecia e Sicilia. Accanto al tema della produzione, i cantieri locresi hanno permesso di seguire l’intero processo cantieristico, dalla pianificazione del progetto, alla fase di preparazione del sito, fino alla specifica fase di costruzione, attraverso lo studio delle unità di misura adottare, delle tecniche costruttive e del ruolo assolto dal water management nel processo edilizio. Complementariamente a questi aspetti, il lavoro ha sviluppato anche il tema della demolizione e del reimpiego, pratiche antichissime e consuete, intrinseche al circuito dell’economia edilizia stessa. Proprio in relazione a questi temi, si è proceduto a ricercare i principi e le cause che hanno portato i locresi ad reimpiegare specifici materiali nei cantieri urbani di età ellenistica sulla base di fenomeni affini che si riscontrano in Sicilia e in Magna Grecia. Da ultimo, nelle fasi conclusive del lavoro, si è proposta una discussione sulle ricadute economiche e sociali del cantiere nel più ampio contesto produttivo-artigianale di una città antica. Tali riflessioni sono state condotte mantenendo costante il richiamo alla produzione locrese e alle sue trasformazioni politiche, dall’età arcaica alla municipalizzazione, in considerazione del fatto che l’avvio di nuove costruzioni e, soprattutto, la richiesta di nuovi prodotti o l’applicazione di nuove tecniche risentono dei cambiamenti del contesto storico e sociale. Infine, a completamento ed integrazione al lavoro, sono state redatte due appendici. La prima ha consentito, tramite l’uso della microscopia ottica, una prima valutazione sulla variabilità tecnologica e sulle differenze di tessitura in termini di frequenza e dimensione degli inclusi nei corpi ceramici dei prodotti da costruzione. La seconda costituisce un ampio dossier epigrafico che raccoglie e sistematizza i dati disponibili sul materiale laterizio iscritto e bollato, segnalandosi come un utile strumento per vagliare le trasformazioni della gestione produttiva di questi materiali.
18-feb-2025
Italiano
ELIA, Diego
Università degli Studi di Torino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/199361
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITO-199361