Questa ricerca dottorale si propone di indagare il fenomeno dell’antindrangheta calabrese, nelle sue forme di rappresentazione e pratiche quotidiane. Si inserisce in uno specifico filone di studi sul fenomeno mafioso, che pone attenzione alla sfera relazionale tra fenomeno e contesto territoriale di riferimento. Inquadrato il territorio calabrese all’interno di un secolare processo di periferizzazione economica e sociale, il lavoro consiste in un’analisi dell’antindragheta sociale “dal basso”, nelle sue relazioni interne, nel rapporto con i contesti locali e in quello con più ampi contesti istituzionali, di natura politica, economica, giuridica. Per mezzo di un’indagine etnografica che parte da contesti contemporanei, vengono indagati, anche in termini diacronici, i processi di costruzione e mutamento di reti sociali dichiaratamente antindrangheta in due territori calabresi. Le aree prese in esame sono la Locride e la città di Lamezia Terme, selezionate perché emblematiche della eterogeneità storico-sociale propria della regione calabrese. Considerando che il dissenso e consenso non sono categorie nette e stabili, ma negoziabili e dinamiche, la ricerca vuole rendere conto della complessità del campo dell’antimafia calabrese, guardando alle sue peculiarità rispetto ad altri contesti più affrontati dalla letteratura specialistica, in primis quello siciliano, e alle eventuali disomogeneità e conflittualità interne. La metodologia scelta è quella dell’osservazione partecipante, corredata da interviste in profondità legate al tema delle storie di vita. La ricerca si concentra in particolare su tre unità di analisi contemporanee, poste nei territori di riferimento: una associazione antiracket e due enti di terzo settore. L’analisi dei dati raccolti permette di tracciare una doppia immagine del fenomeno antimafia calabrese: da un lato, si tratta di un’antimafia periferica, che si delinea secondo il proprio legame con i “centri” dell’antimafia nazionale, dall’altro di una periferia dell’antimafia, in cui il territorio e le sue problematiche sono soggetto e non mero sfondo nella definizione del proprio operato.

La periferia dell’antimafia. Uno studio etnografico sull’antindrangheta calabrese

LA TORRE, SILVIA
2025

Abstract

Questa ricerca dottorale si propone di indagare il fenomeno dell’antindrangheta calabrese, nelle sue forme di rappresentazione e pratiche quotidiane. Si inserisce in uno specifico filone di studi sul fenomeno mafioso, che pone attenzione alla sfera relazionale tra fenomeno e contesto territoriale di riferimento. Inquadrato il territorio calabrese all’interno di un secolare processo di periferizzazione economica e sociale, il lavoro consiste in un’analisi dell’antindragheta sociale “dal basso”, nelle sue relazioni interne, nel rapporto con i contesti locali e in quello con più ampi contesti istituzionali, di natura politica, economica, giuridica. Per mezzo di un’indagine etnografica che parte da contesti contemporanei, vengono indagati, anche in termini diacronici, i processi di costruzione e mutamento di reti sociali dichiaratamente antindrangheta in due territori calabresi. Le aree prese in esame sono la Locride e la città di Lamezia Terme, selezionate perché emblematiche della eterogeneità storico-sociale propria della regione calabrese. Considerando che il dissenso e consenso non sono categorie nette e stabili, ma negoziabili e dinamiche, la ricerca vuole rendere conto della complessità del campo dell’antimafia calabrese, guardando alle sue peculiarità rispetto ad altri contesti più affrontati dalla letteratura specialistica, in primis quello siciliano, e alle eventuali disomogeneità e conflittualità interne. La metodologia scelta è quella dell’osservazione partecipante, corredata da interviste in profondità legate al tema delle storie di vita. La ricerca si concentra in particolare su tre unità di analisi contemporanee, poste nei territori di riferimento: una associazione antiracket e due enti di terzo settore. L’analisi dei dati raccolti permette di tracciare una doppia immagine del fenomeno antimafia calabrese: da un lato, si tratta di un’antimafia periferica, che si delinea secondo il proprio legame con i “centri” dell’antimafia nazionale, dall’altro di una periferia dell’antimafia, in cui il territorio e le sue problematiche sono soggetto e non mero sfondo nella definizione del proprio operato.
5-mar-2025
Italiano
SCIARRONE, Rocco
Università degli Studi di Torino
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITO-199416