This research explores the participation of local communities in the management of UNESCO World Heritage Sites, with a specific focus on the Italian context and the implementation of the 1972 Convention for the Protection of the World Cultural and Natural Heritage. The analysis aims to investigate the role of communities in safeguarding and enhancing World Heritage, from the nomination process to site management and conservation, considering both achievements and persistent challenges. The primary objective of the study is to conduct an in-depth, exploratory investigation into the level of local community participation in Italian World Heritage Sites, evaluating the methods and effectiveness of strategies implemented to engage communities and various stakeholders. Specifically, the research seeks to identify replicable models, highlight best practices, and propose recommendations to address identified challenges. To achieve these aims, an integrated methodological approach was adopted, combining qualitative and quantitative analysis through a range of tools, including questionnaires, semi-structured interviews, and document analysis, with a particular focus on UNESCO’s Third Cycle of Periodic Reporting (2018–2024). The investigation unfolds across three levels, each building on the previous one. It begins with a systematic review of the academic literature and an analysis of UNESCO official documents to construct a theoretical framework outlining key concepts of community participation and sustainability in heritage management. A theoretical model is then proposed for classifying levels of community involvement, based on an evaluation scale. Subsequently, data collected through a questionnaire administered to representatives of 59 Italian sites is analyzed alongside the results of the Third Cycle of Periodic Reporting. This phase examines the current state of community participation, identifies gaps and critical issues, and maps the participation strategies employed. Special attention is devoted to assessing the dynamics of collaboration between sites, local institutions, and stakeholders. Finally, the analysis focuses on selected case studies chosen for their exemplary nature or innovative experiences in community participation. These qualitative analyses delve into the strategies adopted and the implementation of international policies at the local level. The case studies provide an opportunity to identify successful models while reflecting on operational challenges, such as limited financial and human resources or the absence of structured dialogue among stakeholders. The research findings highlight a wide range of approaches to community participation across Italian sites. While some sites have developed advanced co-management models and innovative participatory projects, many still rely on episodic information or consultation practices. Major challenges include a lack of dedicated resources, limited awareness of heritage value among local communities, and difficulties in fostering effective dialogue between institutions and civil society. Nevertheless, positive examples, such as educational programs and initiatives engaging schools and local associations, demonstrate how participatory management can strengthen a sense of belonging and promote more sustainable heritage conservation. The study emphasizes that community participation is not an ancillary element but a central pillar in ensuring the long-term preservation of World Heritage. In a context characterized by global challenges such as climate change, mass tourism, and socio-economic transformations, community involvement is crucial for balancing heritage conservation with its use as a resource for sustainable development. Among the recommendations proposed are the importance of specific national guidelines to foster community participation, the enhancement of financial and human resources allocated to these activities, and the creation of collaborative networks among sites for sharing experiences and best practices. These interventions can help overcome identified challenges and promote a cultural shift where communities are recognized not only as beneficiaries, but also as co-protagonists in heritage management. This research represents a significant contribution to the international debate on the relationship between heritage, communities, and sustainability, offering insights for the development of participatory models replicable in other contexts. Through the analysis of the Italian case, the thesis underscores how a participatory approach is essential to integrating World Heritage conservation with human and territorial development, delineating new perspectives for the governance of heritage in a sustainable framework.

La partecipazione delle comunità locali nell’implementazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale UNESCO: un’analisi delle strategie e delle pratiche di integrazione nei siti italiani La presente ricerca si concentra sul tema della partecipazione delle comunità locali nella gestione dei siti del Patrimonio Mondiale UNESCO, con particolare attenzione al contesto italiano e all’implementazione della Convenzione del 1972 per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale. L’analisi si propone di indagare il ruolo che le comunità svolgono nel processo di tutela e valorizzazione del patrimonio mondiale, dalla candidatura di un sito alla sua gestione e conservazione, considerando sia i risultati ottenuti che le sfide ancora aperte. L’obiettivo principale dello studio è condurre un’indagine approfondita ed esplorativa sul livello di partecipazione delle comunità locali nei siti del Patrimonio Mondiale in Italia, valutando le modalità e l’efficacia delle strategie implementate per coinvolgere le comunità e i diversi stakeholder. In particolare, la ricerca intende identificare modelli replicabili, evidenziare buone pratiche e proporre raccomandazioni per superare le criticità riscontrate. Per raggiungere tali obiettivi, è stato adottato un approccio metodologico integrato, che combina l’analisi qualitativa e quantitativa attraverso una pluralità di strumenti, tra cui questionari, interviste semi-strutturate e analisi documentale, con un focus specifico sul Terzo Ciclo del Rapporto Periodico UNESCO (2018-2024). L’indagine si sviluppa in tre livelli, ognuno propedeutico rispetto al precedente. A seguito di una revisione sistematica della letteratura scientifica e un’analisi dei documenti ufficiali UNESCO, al fine di costruire un quadro teorico che delinei i concetti fondamentali di partecipazione comunitaria e sostenibilità nella gestione del patrimonio, viene poi proposto un modello teorico per la classificazione dei livelli di coinvolgimento delle comunità, basato su una scala di valutazione. Successivamente, è condotta l’analisi dei dati raccolti tramite un questionario somministrato ai referenti di 59 siti italiani, integrato dall’analisi dei risultati del Terzo Ciclo del Rapporto Periodico. Questa fase ha permesso di esaminare lo stato attuale della partecipazione comunitaria, identificare lacune e punti critici, e mappare le strategie di partecipazione adottate. Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione delle dinamiche di collaborazione tra i siti, le istituzioni locali e i portatori di interesse. Infine, l’analisi si focalizza su alcuni casi studio selezionati per il loro carattere esemplare o per la presenza di esperienze innovative di partecipazione comunitaria. Tali analisi qualitative hanno permesso di approfondire le strategie adottate e le modalità di attuazione delle politiche internazionali a livello locale. I casi studio hanno rappresentato un’opportunità per individuare modelli di successo, ma anche per riflettere sulle difficoltà operative che possono emergere, come la scarsità di risorse economiche e umane o la mancanza di un dialogo strutturato tra i vari stakeholder. I risultati della ricerca evidenziano una grande varietà di approcci alla partecipazione comunitaria nei siti italiani. Sebbene alcuni siti abbiano sviluppato modelli avanzati di co-gestione e progetti partecipativi innovativi, molti continuano a limitarsi a pratiche di informazione o consultazione episodica. Tra le principali criticità emerse si segnalano la carenza di risorse dedicate, una limitata consapevolezza del valore del patrimonio da parte delle comunità locali e difficoltà nel creare un dialogo efficace tra istituzioni e società civile. Tuttavia, esempi virtuosi, come i programmi educativi e le iniziative di coinvolgimento delle scuole e delle associazioni locali, dimostrano come una gestione partecipativa possa rafforzare il senso di appartenenza e favorire una tutela più sostenibile del patrimonio. La ricerca sottolinea come la partecipazione comunitaria non sia un elemento accessorio, ma un pilastro centrale per garantire la conservazione a lungo termine del patrimonio mondiale. In un contesto caratterizzato da sfide globali, quali i cambiamenti climatici, il turismo di massa e le trasformazioni socioeconomiche, il coinvolgimento delle comunità si rivela cruciale per promuovere un equilibrio tra la conservazione del patrimonio e il suo utilizzo come risorsa per lo sviluppo sostenibile. Tra le raccomandazioni elaborate, emergono l’importanza di linee guida nazionali specifiche per favorire la partecipazione comunitaria, il potenziamento delle risorse finanziarie e umane destinate a tali attività, e la creazione di reti di collaborazione tra i siti per la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tali interventi possono contribuire a superare le criticità riscontrate e promuovere un cambiamento culturale, in cui le comunità siano riconosciute non solo come beneficiarie, ma come co-protagoniste nella gestione del patrimonio. Questa ricerca rappresenta un contributo significativo al dibattito internazionale sul rapporto tra patrimonio, comunità e sostenibilità, offrendo spunti utili per la definizione di modelli partecipativi replicabili in altri contesti. Attraverso l’analisi del caso italiano, la tesi evidenzia come un approccio partecipativo sia essenziale per integrare la conservazione del patrimonio mondiale con lo sviluppo umano e territoriale, delineando nuove prospettive per la governance del patrimonio Mondiale.

LA PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ LOCALI NELL’IMPLEMENTAZIONE DELLA CONVENZIONE DEL PATRIMONIO MONDIALE UNESCO: UN’ANALISI DELLE STRATEGIE E DELLE PRATICHE DI INTEGRAZIONE NEI SITI ITALIANI.

TULLIO, MARTINA
2025

Abstract

This research explores the participation of local communities in the management of UNESCO World Heritage Sites, with a specific focus on the Italian context and the implementation of the 1972 Convention for the Protection of the World Cultural and Natural Heritage. The analysis aims to investigate the role of communities in safeguarding and enhancing World Heritage, from the nomination process to site management and conservation, considering both achievements and persistent challenges. The primary objective of the study is to conduct an in-depth, exploratory investigation into the level of local community participation in Italian World Heritage Sites, evaluating the methods and effectiveness of strategies implemented to engage communities and various stakeholders. Specifically, the research seeks to identify replicable models, highlight best practices, and propose recommendations to address identified challenges. To achieve these aims, an integrated methodological approach was adopted, combining qualitative and quantitative analysis through a range of tools, including questionnaires, semi-structured interviews, and document analysis, with a particular focus on UNESCO’s Third Cycle of Periodic Reporting (2018–2024). The investigation unfolds across three levels, each building on the previous one. It begins with a systematic review of the academic literature and an analysis of UNESCO official documents to construct a theoretical framework outlining key concepts of community participation and sustainability in heritage management. A theoretical model is then proposed for classifying levels of community involvement, based on an evaluation scale. Subsequently, data collected through a questionnaire administered to representatives of 59 Italian sites is analyzed alongside the results of the Third Cycle of Periodic Reporting. This phase examines the current state of community participation, identifies gaps and critical issues, and maps the participation strategies employed. Special attention is devoted to assessing the dynamics of collaboration between sites, local institutions, and stakeholders. Finally, the analysis focuses on selected case studies chosen for their exemplary nature or innovative experiences in community participation. These qualitative analyses delve into the strategies adopted and the implementation of international policies at the local level. The case studies provide an opportunity to identify successful models while reflecting on operational challenges, such as limited financial and human resources or the absence of structured dialogue among stakeholders. The research findings highlight a wide range of approaches to community participation across Italian sites. While some sites have developed advanced co-management models and innovative participatory projects, many still rely on episodic information or consultation practices. Major challenges include a lack of dedicated resources, limited awareness of heritage value among local communities, and difficulties in fostering effective dialogue between institutions and civil society. Nevertheless, positive examples, such as educational programs and initiatives engaging schools and local associations, demonstrate how participatory management can strengthen a sense of belonging and promote more sustainable heritage conservation. The study emphasizes that community participation is not an ancillary element but a central pillar in ensuring the long-term preservation of World Heritage. In a context characterized by global challenges such as climate change, mass tourism, and socio-economic transformations, community involvement is crucial for balancing heritage conservation with its use as a resource for sustainable development. Among the recommendations proposed are the importance of specific national guidelines to foster community participation, the enhancement of financial and human resources allocated to these activities, and the creation of collaborative networks among sites for sharing experiences and best practices. These interventions can help overcome identified challenges and promote a cultural shift where communities are recognized not only as beneficiaries, but also as co-protagonists in heritage management. This research represents a significant contribution to the international debate on the relationship between heritage, communities, and sustainability, offering insights for the development of participatory models replicable in other contexts. Through the analysis of the Italian case, the thesis underscores how a participatory approach is essential to integrating World Heritage conservation with human and territorial development, delineating new perspectives for the governance of heritage in a sustainable framework.
28-mar-2025
Italiano
La partecipazione delle comunità locali nell’implementazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale UNESCO: un’analisi delle strategie e delle pratiche di integrazione nei siti italiani La presente ricerca si concentra sul tema della partecipazione delle comunità locali nella gestione dei siti del Patrimonio Mondiale UNESCO, con particolare attenzione al contesto italiano e all’implementazione della Convenzione del 1972 per la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale. L’analisi si propone di indagare il ruolo che le comunità svolgono nel processo di tutela e valorizzazione del patrimonio mondiale, dalla candidatura di un sito alla sua gestione e conservazione, considerando sia i risultati ottenuti che le sfide ancora aperte. L’obiettivo principale dello studio è condurre un’indagine approfondita ed esplorativa sul livello di partecipazione delle comunità locali nei siti del Patrimonio Mondiale in Italia, valutando le modalità e l’efficacia delle strategie implementate per coinvolgere le comunità e i diversi stakeholder. In particolare, la ricerca intende identificare modelli replicabili, evidenziare buone pratiche e proporre raccomandazioni per superare le criticità riscontrate. Per raggiungere tali obiettivi, è stato adottato un approccio metodologico integrato, che combina l’analisi qualitativa e quantitativa attraverso una pluralità di strumenti, tra cui questionari, interviste semi-strutturate e analisi documentale, con un focus specifico sul Terzo Ciclo del Rapporto Periodico UNESCO (2018-2024). L’indagine si sviluppa in tre livelli, ognuno propedeutico rispetto al precedente. A seguito di una revisione sistematica della letteratura scientifica e un’analisi dei documenti ufficiali UNESCO, al fine di costruire un quadro teorico che delinei i concetti fondamentali di partecipazione comunitaria e sostenibilità nella gestione del patrimonio, viene poi proposto un modello teorico per la classificazione dei livelli di coinvolgimento delle comunità, basato su una scala di valutazione. Successivamente, è condotta l’analisi dei dati raccolti tramite un questionario somministrato ai referenti di 59 siti italiani, integrato dall’analisi dei risultati del Terzo Ciclo del Rapporto Periodico. Questa fase ha permesso di esaminare lo stato attuale della partecipazione comunitaria, identificare lacune e punti critici, e mappare le strategie di partecipazione adottate. Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione delle dinamiche di collaborazione tra i siti, le istituzioni locali e i portatori di interesse. Infine, l’analisi si focalizza su alcuni casi studio selezionati per il loro carattere esemplare o per la presenza di esperienze innovative di partecipazione comunitaria. Tali analisi qualitative hanno permesso di approfondire le strategie adottate e le modalità di attuazione delle politiche internazionali a livello locale. I casi studio hanno rappresentato un’opportunità per individuare modelli di successo, ma anche per riflettere sulle difficoltà operative che possono emergere, come la scarsità di risorse economiche e umane o la mancanza di un dialogo strutturato tra i vari stakeholder. I risultati della ricerca evidenziano una grande varietà di approcci alla partecipazione comunitaria nei siti italiani. Sebbene alcuni siti abbiano sviluppato modelli avanzati di co-gestione e progetti partecipativi innovativi, molti continuano a limitarsi a pratiche di informazione o consultazione episodica. Tra le principali criticità emerse si segnalano la carenza di risorse dedicate, una limitata consapevolezza del valore del patrimonio da parte delle comunità locali e difficoltà nel creare un dialogo efficace tra istituzioni e società civile. Tuttavia, esempi virtuosi, come i programmi educativi e le iniziative di coinvolgimento delle scuole e delle associazioni locali, dimostrano come una gestione partecipativa possa rafforzare il senso di appartenenza e favorire una tutela più sostenibile del patrimonio. La ricerca sottolinea come la partecipazione comunitaria non sia un elemento accessorio, ma un pilastro centrale per garantire la conservazione a lungo termine del patrimonio mondiale. In un contesto caratterizzato da sfide globali, quali i cambiamenti climatici, il turismo di massa e le trasformazioni socioeconomiche, il coinvolgimento delle comunità si rivela cruciale per promuovere un equilibrio tra la conservazione del patrimonio e il suo utilizzo come risorsa per lo sviluppo sostenibile. Tra le raccomandazioni elaborate, emergono l’importanza di linee guida nazionali specifiche per favorire la partecipazione comunitaria, il potenziamento delle risorse finanziarie e umane destinate a tali attività, e la creazione di reti di collaborazione tra i siti per la condivisione di esperienze e buone pratiche. Tali interventi possono contribuire a superare le criticità riscontrate e promuovere un cambiamento culturale, in cui le comunità siano riconosciute non solo come beneficiarie, ma come co-protagoniste nella gestione del patrimonio. Questa ricerca rappresenta un contributo significativo al dibattito internazionale sul rapporto tra patrimonio, comunità e sostenibilità, offrendo spunti utili per la definizione di modelli partecipativi replicabili in altri contesti. Attraverso l’analisi del caso italiano, la tesi evidenzia come un approccio partecipativo sia essenziale per integrare la conservazione del patrimonio mondiale con lo sviluppo umano e territoriale, delineando nuove prospettive per la governance del patrimonio Mondiale.
ASCENZI, ANNA
ASCENZI, ANNA
Università degli Studi di Macerata
234
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI_Tullio.pdf

accesso aperto

Dimensione 4.37 MB
Formato Adobe PDF
4.37 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/199630
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMC-199630