Geopolitica, identità e terrorismo. La sicurezza globale sembra, oggi pi๠che in passato, dipendere dalle interrelazioni che legano questi tre termini. Se non si comprende allora come “penetrare l'alterità culturale” di chi ci interessa conoscere ed analizzare, il nostro “interesse nazionale”, la nostra “sicurezza”, la nostra “identità ” saranno inevitabilmente affidate all'aleatorietà ed all'improvvisazione: nessuna “Ragion di Stato”, non politiche nà© strategie, nulla di statura adeguata ਠrealizzabile, senza rigore e cognizione di causa. Tutto ciಠassume un peso tanto maggiore quanto pi๠si considera che, oggi, l'ordine mondiale ਠnell'agenda interna delle grandi potenze e che, l'interesse nazionale non ਠpi๠solo forgia di politiche estere e relazioni diplomatiche e/o belliche, ma diviene per la nazione †" potenza “missione” tout court. Si comprende allora bene come uno studio approfondito e “tecnico” ਠnecessario in tutte le fasi dell'attività di intelligence, nella misura in cui ਠil prodotto di questa attività che va poi, necessariamente ed in esclusiva, posto alla base delle decisioni politiche di governo, diplomatiche delle relazioni estere e strategiche di presenza militare. “Penetrare” una civiltà “altra”, ricavarne informazioni utili e /o necessarie alla nostra sicurezza nazionale e funzionali rispetto alla costruzione di un qualche equilibrio internazionale di forze e di potere, essere in grado di analizzare geopoliticamente tali informazioni per trarne la retta condotta politica, strategica ed economica: questo lo scopo ultimo, questo e molto altro ancora significa “professionalizzare” l'analisi geopolitica e, pi๠in generale, professionalizzare l'approccio “di settore” verso Identità altre.
Geopolitica, identità e terrorismo.
2008
Abstract
Geopolitica, identità e terrorismo. La sicurezza globale sembra, oggi pi๠che in passato, dipendere dalle interrelazioni che legano questi tre termini. Se non si comprende allora come “penetrare l'alterità culturale” di chi ci interessa conoscere ed analizzare, il nostro “interesse nazionale”, la nostra “sicurezza”, la nostra “identità ” saranno inevitabilmente affidate all'aleatorietà ed all'improvvisazione: nessuna “Ragion di Stato”, non politiche nà© strategie, nulla di statura adeguata ਠrealizzabile, senza rigore e cognizione di causa. Tutto ciಠassume un peso tanto maggiore quanto pi๠si considera che, oggi, l'ordine mondiale ਠnell'agenda interna delle grandi potenze e che, l'interesse nazionale non ਠpi๠solo forgia di politiche estere e relazioni diplomatiche e/o belliche, ma diviene per la nazione †" potenza “missione” tout court. Si comprende allora bene come uno studio approfondito e “tecnico” ਠnecessario in tutte le fasi dell'attività di intelligence, nella misura in cui ਠil prodotto di questa attività che va poi, necessariamente ed in esclusiva, posto alla base delle decisioni politiche di governo, diplomatiche delle relazioni estere e strategiche di presenza militare. “Penetrare” una civiltà “altra”, ricavarne informazioni utili e /o necessarie alla nostra sicurezza nazionale e funzionali rispetto alla costruzione di un qualche equilibrio internazionale di forze e di potere, essere in grado di analizzare geopoliticamente tali informazioni per trarne la retta condotta politica, strategica ed economica: questo lo scopo ultimo, questo e molto altro ancora significa “professionalizzare” l'analisi geopolitica e, pi๠in generale, professionalizzare l'approccio “di settore” verso Identità altre.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/242948
URN:NBN:IT:UNITS-242948