Il tumore alla tiroide ਠuno dei pi๠frequenti nel mondo, colpisce maggiormente le donne e la sua incidenza ਠin crescita. Esistono differenti istotipi di tumori alla tiroide. Il tumore papillare ਠil pi๠frequente (80-90% dei casi), ਠcaratterizzato da cellule ben differenziate a bassa crescita e pericolosità . Altri istotipi sono costituiti dal tumore follicolare (10% dei casi circa), il midollare e l'anaplastico (1-5% dei casi), quest'ultimo pi๠raro ma pi๠aggressivo di tutti gli altri. La terapia prevede la rimozione del tumore e, pi๠in generale, della tiroide, la soppressione dell'ormone tireo-stimolante (TSH), quale presunto stimolatore della crescita tumorale, e la sostituzione degli ormoni tiroidei T3 e T4 endogeni mediante somministrazione di ormoni esogeni. Le differenti caratteristiche biologiche esistenti tra i vari tumori della tiroide potrebbero essere correlate alla crescita e invasività delle cellule tumorali, le quali potrebbero reagire in maniera differente alla presenza degli ormoni tiroidei T3, T4 e TSH. Quindi, lo scopo di questo studio ਠconfrontare l'attivazione di segnali di vita e di morte cellulare in due differenti linee cellulari tumorali tiroidee stimolate con tali ormoni in vitro. Tali cellule si chiamano †œK1†�, derivanti da tumore papillare tiroideo umano, e †œNthy-ori 3-1†�, una linea immortalizzata di cellule follicolari. Le cellule sono state stimolate con differenti dosi (range pM-µM) di T3, T4 e TSH, quindi ho valutato la produzione di cAMP mediante ELISA, la fosforilazione di extracellular-regulated kinase (ERK1/2), protein kinase B (AKT) e cAMP-responsive element binding protein (CREB) con Western blotting. La presenza degli ormoni tiroidei ਠstata valutata nei terreni di coltura utilizzati per le stimolazioni cellulari mediante saggio immunometrico. La trascrizione dei geni pro- e anti-apoptotici, quali TP53 e c-Myc, ਠstata valutata mediante real time PCR con esperimenti time-course (0-72 h). Infine, ho analizzato la vitalità cellulare mediante saggio MTT (0-72 h). I risultati dimostrano che i terreni utilizzati per gli esperimenti in vitro sono privi di ormoni tiroidei, escludendo la possibilità di un effetto di disturbo e falsi positivi. Inoltre, entrambe le linee cellulari non sono in grado di produrre cAMP in seguito a stimolazione con gli ormoni. L'analisi delle fosfo-proteine ha rivelato che la pi๠alta dose utilizzata (1 µM) dell'ormone T3 inibisce la ERK1/2-pathway, la quale ਠassociata a proliferazione cellulare, in entrambi i modelli cellulari. Inoltre, anche l'ormone T4 somministrato alla dose 1 µM inibisce la stessa via di segnalazione intracellulare, ma soltanto in cellule Nthy-ori 3-1. Non sono stati osservati significativi cambiamenti tra le cellule stimolate e i controlli somministrando gli ormoni ad altre concentrazioni o valutando altri endpoints (CREB e AKT). L'analisi dell'espressione genica ha rivelato che l'ormone T4 media la repressione della trascrizione di TP53 e c-Myc in cellule Nthy-ori 3-1, mentre in K1 viene inibita soltanto la trascrizione di TP53. Infine, l'analisi della vitalità cellulare non ha mostrato significativi effetti in cellule Nthy-ori 3-1, mentre T3 e T4 determinano un aumento della proliferazione di cellule K1. Tali risultati sono rilevanti per capire come il meccanismo di azione degli ormoni tiroidei si differenzia a seconda della linea cellulare, quale modello di cellula tumorale tiroidea. Nello specifico, la vitalità della linea cellulare di tumore papillare K1 sembra essere positivamente modulata dalla presenza degli ormoni T3 e T4, mentre le cellule follicolari immortalizzate Nthy-ori 3-1 lo sono in misura minore. Questi dati possono fornire informazioni utili per studiare nuove strategie di cura e farmaci contro il cancro alla tiroide.
Effetti degli ormoni tiroidei in linee cellulari di tumore alla tiroide
2017
Abstract
Il tumore alla tiroide ਠuno dei pi๠frequenti nel mondo, colpisce maggiormente le donne e la sua incidenza ਠin crescita. Esistono differenti istotipi di tumori alla tiroide. Il tumore papillare ਠil pi๠frequente (80-90% dei casi), ਠcaratterizzato da cellule ben differenziate a bassa crescita e pericolosità . Altri istotipi sono costituiti dal tumore follicolare (10% dei casi circa), il midollare e l'anaplastico (1-5% dei casi), quest'ultimo pi๠raro ma pi๠aggressivo di tutti gli altri. La terapia prevede la rimozione del tumore e, pi๠in generale, della tiroide, la soppressione dell'ormone tireo-stimolante (TSH), quale presunto stimolatore della crescita tumorale, e la sostituzione degli ormoni tiroidei T3 e T4 endogeni mediante somministrazione di ormoni esogeni. Le differenti caratteristiche biologiche esistenti tra i vari tumori della tiroide potrebbero essere correlate alla crescita e invasività delle cellule tumorali, le quali potrebbero reagire in maniera differente alla presenza degli ormoni tiroidei T3, T4 e TSH. Quindi, lo scopo di questo studio ਠconfrontare l'attivazione di segnali di vita e di morte cellulare in due differenti linee cellulari tumorali tiroidee stimolate con tali ormoni in vitro. Tali cellule si chiamano †œK1†�, derivanti da tumore papillare tiroideo umano, e †œNthy-ori 3-1†�, una linea immortalizzata di cellule follicolari. Le cellule sono state stimolate con differenti dosi (range pM-µM) di T3, T4 e TSH, quindi ho valutato la produzione di cAMP mediante ELISA, la fosforilazione di extracellular-regulated kinase (ERK1/2), protein kinase B (AKT) e cAMP-responsive element binding protein (CREB) con Western blotting. La presenza degli ormoni tiroidei ਠstata valutata nei terreni di coltura utilizzati per le stimolazioni cellulari mediante saggio immunometrico. La trascrizione dei geni pro- e anti-apoptotici, quali TP53 e c-Myc, ਠstata valutata mediante real time PCR con esperimenti time-course (0-72 h). Infine, ho analizzato la vitalità cellulare mediante saggio MTT (0-72 h). I risultati dimostrano che i terreni utilizzati per gli esperimenti in vitro sono privi di ormoni tiroidei, escludendo la possibilità di un effetto di disturbo e falsi positivi. Inoltre, entrambe le linee cellulari non sono in grado di produrre cAMP in seguito a stimolazione con gli ormoni. L'analisi delle fosfo-proteine ha rivelato che la pi๠alta dose utilizzata (1 µM) dell'ormone T3 inibisce la ERK1/2-pathway, la quale ਠassociata a proliferazione cellulare, in entrambi i modelli cellulari. Inoltre, anche l'ormone T4 somministrato alla dose 1 µM inibisce la stessa via di segnalazione intracellulare, ma soltanto in cellule Nthy-ori 3-1. Non sono stati osservati significativi cambiamenti tra le cellule stimolate e i controlli somministrando gli ormoni ad altre concentrazioni o valutando altri endpoints (CREB e AKT). L'analisi dell'espressione genica ha rivelato che l'ormone T4 media la repressione della trascrizione di TP53 e c-Myc in cellule Nthy-ori 3-1, mentre in K1 viene inibita soltanto la trascrizione di TP53. Infine, l'analisi della vitalità cellulare non ha mostrato significativi effetti in cellule Nthy-ori 3-1, mentre T3 e T4 determinano un aumento della proliferazione di cellule K1. Tali risultati sono rilevanti per capire come il meccanismo di azione degli ormoni tiroidei si differenzia a seconda della linea cellulare, quale modello di cellula tumorale tiroidea. Nello specifico, la vitalità della linea cellulare di tumore papillare K1 sembra essere positivamente modulata dalla presenza degli ormoni T3 e T4, mentre le cellule follicolari immortalizzate Nthy-ori 3-1 lo sono in misura minore. Questi dati possono fornire informazioni utili per studiare nuove strategie di cura e farmaci contro il cancro alla tiroide.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/297865
URN:NBN:IT:UNIMORE-297865