Il neuroblastoma ਠil pi๠frequente tumore solido dell'infanzia, caratterizzato da ampia varietà  di comportamenti clinici con casi in cui si ha regressione spontanea ed altre forme particolarmente aggressive con una rapida crescita, metastasi e resistenza ai farmaci. Per migliorare la terapia e ridurre trattamenti non necessari, una classificazione del rischio basata sul tasso di sopravvivenza a cinque anni libera da eventi patologici ਠstata adottata a livello mondiale; questa include: low risk, intermediate risk e high risk. Mentre le prime due classi potrebbero ricevere nessun trattamento o un trattamento blando e generalmente avranno una buona prognosi, gli high risk necessitano un approccio aggressivo che porta a tossicità  acuta e tardiva, e nonostante ciಠquesti ultimi hanno spesso una prognosi infausta. Per migliorare questa condizione sono state indagate nuove strategie come la scoperta di nuovi farmaci e la loro veicolazione, che ha mostrato efficacia anche nel trattamento dei tumori. L'edelfosina (ED) ਠun farmaco appartenente alla famiglia degli alkylysofosfolipidi derivati dalla molecola naturale lysofosfatidilcolina, che mostra proprietà  immunomodulatrici e un'attività  antineoplastica. Il differente meccanismo d'azione diretto sulle membrane lipidiche, rispetto a quello DNA-diretto dei tradizionali chemioterapici, rende questa molecola un interessante candidato per la terapia antitumorale. Inoltre, l'edelfosina ha mostrato un'attività  selettiva per le cellule tumorali. Nonostante cià², effetti collaterali come tossicità  gastrointestinale ed effetti emolitici hanno ristretto il suo uso clinico. Per proteggere dalla tossicità  generale e migliorare le caratteristiche di biodisponibilità  orale e assorbimento da parte del tumore, negli ultimi anni nanoparticelle lipidiche chiamate Solid Lipid Nanoparticles (SLN) e Nanostructured Lipid Carriers (NLC) sono state valutate come promettenti strumenti nella veicolazione dei farmaci. In questo studio SLN veicolanti ED (ED-SLN) sono state preparate seguendo il metodo “hot homogenization and ultrasonication”, quindi liofilizzate. Le particelle sono state caratterizzate in termini di taglia, potenziale zeta e indice di polidispersione attraverso tecniche di dinamic light scattering (DLS); capacità  di carico (LC) ed efficienza di incapsulamento (EE) sono state inoltre calcolate in seguito alla quantificazione del farmaco caricato, mediante tecnica UHPLC-MS/MS. In seguito, l'effetto citotossico dell'edelfosina come farmaco libero e incapsulata ਠstato testato su due linee di neuroblastoma umano: SH-SY5Y e SK-N-BE2, rispettivamente senza e con l'amplificazione dell'oncogene MYCN in quale rende il tumore particolarmente aggressivo e resistente. Un saggio MTS ਠstato effettuato per verificare la vitalità  delle cellule. Dopo liofilizzazione le ED-SLN avevano una taglia di 159.5 ± 7.65 nm, PDI di 23 ± 0.008 e un potenziale Z di -17.4 ± 3.63 mV. Il saggio di vitalità  cellulare sulle SH-SY5Y ha dato IC50 simili per edelfosina libera e ED-SLN, di rispettivamente 1.38 ± 0.18 uM e 1.21 ± 0.12 uM. Per le SK-N-BE2, le IC50 sono risultate 6.50 ± 1.20 uM per l'edelfosina libera e 57.69 ± 3.61 uM per le ED-SLN. Per entrambe le linee cellulari sono state testate inoltre nanoparticelle non caricate per assicurare che la tossicità  fosse dovuta solamente al farmaco e non al lipide. Le nanoparticelle ottenute sono risultate di taglia omogenea, con buone capacità  di carico ed efficienza di incapsulamento. L'attività  dell'edelfosina si ਠdimostrata differente per le due linee cellulari e un risultato inaspettato ਠstato ottenuto con le nanoparticelle sulle cellule portanti l'amplificazione; ulteriori ricerche si vedono necessarie per comprendere il ruolo delle nanoparticelle lipidiche nella veicolazione di questo farmaco.

Studio di citotossicità  di edelfosina e ED-SLN su cellule di neuroblastoma umano

2020

Abstract

Il neuroblastoma ਠil pi๠frequente tumore solido dell'infanzia, caratterizzato da ampia varietà  di comportamenti clinici con casi in cui si ha regressione spontanea ed altre forme particolarmente aggressive con una rapida crescita, metastasi e resistenza ai farmaci. Per migliorare la terapia e ridurre trattamenti non necessari, una classificazione del rischio basata sul tasso di sopravvivenza a cinque anni libera da eventi patologici ਠstata adottata a livello mondiale; questa include: low risk, intermediate risk e high risk. Mentre le prime due classi potrebbero ricevere nessun trattamento o un trattamento blando e generalmente avranno una buona prognosi, gli high risk necessitano un approccio aggressivo che porta a tossicità  acuta e tardiva, e nonostante ciಠquesti ultimi hanno spesso una prognosi infausta. Per migliorare questa condizione sono state indagate nuove strategie come la scoperta di nuovi farmaci e la loro veicolazione, che ha mostrato efficacia anche nel trattamento dei tumori. L'edelfosina (ED) ਠun farmaco appartenente alla famiglia degli alkylysofosfolipidi derivati dalla molecola naturale lysofosfatidilcolina, che mostra proprietà  immunomodulatrici e un'attività  antineoplastica. Il differente meccanismo d'azione diretto sulle membrane lipidiche, rispetto a quello DNA-diretto dei tradizionali chemioterapici, rende questa molecola un interessante candidato per la terapia antitumorale. Inoltre, l'edelfosina ha mostrato un'attività  selettiva per le cellule tumorali. Nonostante cià², effetti collaterali come tossicità  gastrointestinale ed effetti emolitici hanno ristretto il suo uso clinico. Per proteggere dalla tossicità  generale e migliorare le caratteristiche di biodisponibilità  orale e assorbimento da parte del tumore, negli ultimi anni nanoparticelle lipidiche chiamate Solid Lipid Nanoparticles (SLN) e Nanostructured Lipid Carriers (NLC) sono state valutate come promettenti strumenti nella veicolazione dei farmaci. In questo studio SLN veicolanti ED (ED-SLN) sono state preparate seguendo il metodo “hot homogenization and ultrasonication”, quindi liofilizzate. Le particelle sono state caratterizzate in termini di taglia, potenziale zeta e indice di polidispersione attraverso tecniche di dinamic light scattering (DLS); capacità  di carico (LC) ed efficienza di incapsulamento (EE) sono state inoltre calcolate in seguito alla quantificazione del farmaco caricato, mediante tecnica UHPLC-MS/MS. In seguito, l'effetto citotossico dell'edelfosina come farmaco libero e incapsulata ਠstato testato su due linee di neuroblastoma umano: SH-SY5Y e SK-N-BE2, rispettivamente senza e con l'amplificazione dell'oncogene MYCN in quale rende il tumore particolarmente aggressivo e resistente. Un saggio MTS ਠstato effettuato per verificare la vitalità  delle cellule. Dopo liofilizzazione le ED-SLN avevano una taglia di 159.5 ± 7.65 nm, PDI di 23 ± 0.008 e un potenziale Z di -17.4 ± 3.63 mV. Il saggio di vitalità  cellulare sulle SH-SY5Y ha dato IC50 simili per edelfosina libera e ED-SLN, di rispettivamente 1.38 ± 0.18 uM e 1.21 ± 0.12 uM. Per le SK-N-BE2, le IC50 sono risultate 6.50 ± 1.20 uM per l'edelfosina libera e 57.69 ± 3.61 uM per le ED-SLN. Per entrambe le linee cellulari sono state testate inoltre nanoparticelle non caricate per assicurare che la tossicità  fosse dovuta solamente al farmaco e non al lipide. Le nanoparticelle ottenute sono risultate di taglia omogenea, con buone capacità  di carico ed efficienza di incapsulamento. L'attività  dell'edelfosina si ਠdimostrata differente per le due linee cellulari e un risultato inaspettato ਠstato ottenuto con le nanoparticelle sulle cellule portanti l'amplificazione; ulteriori ricerche si vedono necessarie per comprendere il ruolo delle nanoparticelle lipidiche nella veicolazione di questo farmaco.
2020
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/297965
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-297965