Il termine Big Data ਠsulla bocca di tutti. Oggi, la capacità di raccolta dei dati non ਠpi๠un ostacolo; la difficoltà , infatti, risiede in come li processiamo. I reparti di IT iniziano a fidarsi sempre di pi๠dell'uso dei dati come fattore utile all'ottenimento di vantaggi rispetto alla concorrenza. Le economie pi๠forti sono interessate ad analizzare enormi quantità di dati, carburante dell'approccio Big Data. àˆ questo lo scenario in cui oggi, con miliardi di smartphone attivi e l'accesso ad Internet per buona parte della popolazione mondiale, i dati vengono considerati “il nuovo petrolio”. In soli vent' anni con la digitalizzazione quasi tutto il materiale informativo ਠstato reso digitale e l'analogico ਠstato superato. Nuovi dati sono generati grazie all'Internet of Things; informazioni che provengono da qualsiasi materiale o evento, anche da quelli apparentemente privi di valore. Dati che non devono avere una forma ben precisa, possono essere presentabili anche in maniera caotica, pur che siano resi rapidamente interpretabili; proprio per questo si creano algoritmi per un futuro in cui la macchina apprenda autonomamente le informazioni anche attraverso la determinazione di semplici correlazioni tra dati. Il mercato globale dei Big Data ਠin continua crescita, anche in Italia. Per fare ancora meglio servono risorse e competenze per amministrare ed analizzare i dati correttamente. Non basta, infatti, possedere i dati, ma occorre l'ingegno umano per utilizzarli nella maniera pi๠innovativa possibile. Con la crescita del mercato maturano anche le insidie. La leggerezza con cui possono essere trattati grandi quantità di dati puಠportare rischi di privacy per il cittadino. In tal senso, stanno procedendo i Governi, proteggendo i dati sensibili e permettere al cittadino di essere libero dal retaggio di un passato che lascia la sua traccia e determina la propria “storia digitale”. Tale tutela ਠvolta anche ad evitare che i grandi colossi privati e pubblici possano abusare del potere dei dati. Si scongiurano, per questi motivi, i processi alle intenzioni basati su semplici previsioni da parte degli enti governativi e l'accentramento di troppo potere nelle mani di poche aziende.
Big Data: opportunità e rischi nell'uso dei dati
2019
Abstract
Il termine Big Data ਠsulla bocca di tutti. Oggi, la capacità di raccolta dei dati non ਠpi๠un ostacolo; la difficoltà , infatti, risiede in come li processiamo. I reparti di IT iniziano a fidarsi sempre di pi๠dell'uso dei dati come fattore utile all'ottenimento di vantaggi rispetto alla concorrenza. Le economie pi๠forti sono interessate ad analizzare enormi quantità di dati, carburante dell'approccio Big Data. àˆ questo lo scenario in cui oggi, con miliardi di smartphone attivi e l'accesso ad Internet per buona parte della popolazione mondiale, i dati vengono considerati “il nuovo petrolio”. In soli vent' anni con la digitalizzazione quasi tutto il materiale informativo ਠstato reso digitale e l'analogico ਠstato superato. Nuovi dati sono generati grazie all'Internet of Things; informazioni che provengono da qualsiasi materiale o evento, anche da quelli apparentemente privi di valore. Dati che non devono avere una forma ben precisa, possono essere presentabili anche in maniera caotica, pur che siano resi rapidamente interpretabili; proprio per questo si creano algoritmi per un futuro in cui la macchina apprenda autonomamente le informazioni anche attraverso la determinazione di semplici correlazioni tra dati. Il mercato globale dei Big Data ਠin continua crescita, anche in Italia. Per fare ancora meglio servono risorse e competenze per amministrare ed analizzare i dati correttamente. Non basta, infatti, possedere i dati, ma occorre l'ingegno umano per utilizzarli nella maniera pi๠innovativa possibile. Con la crescita del mercato maturano anche le insidie. La leggerezza con cui possono essere trattati grandi quantità di dati puಠportare rischi di privacy per il cittadino. In tal senso, stanno procedendo i Governi, proteggendo i dati sensibili e permettere al cittadino di essere libero dal retaggio di un passato che lascia la sua traccia e determina la propria “storia digitale”. Tale tutela ਠvolta anche ad evitare che i grandi colossi privati e pubblici possano abusare del potere dei dati. Si scongiurano, per questi motivi, i processi alle intenzioni basati su semplici previsioni da parte degli enti governativi e l'accentramento di troppo potere nelle mani di poche aziende.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/297979
URN:NBN:IT:UNIMORE-297979