Questo progetto di tesi parte dall'ipotesi che ciಠche impariamo a fare, a sentire, a dire nella prima infanzia andrà  poi a condizionare la nostra intera esistenza. Tra le tappe della formazione che pi๠di altre rischiano di condizionare lo sviluppo del bambino, e futuro adulto, vi ਠl'espressione delle proprie emozioni. L'osservazione empirica suggerisce come la nostra società  sia popolata da analfabeti emotivi: l'analfabetismo emotivo puಠessere descritto come l'incapacità  nel saper riconoscere e nel saper descrivere le proprie emozioni e quelle altrui. Ed ਠproprio per trovare un argine a questo problema che ਠnato questo progetto di tesi, la cui domanda di ricerca ਠprovare a capire che cosa si possa fare per far evolvere, in maniera positiva o negativa, la competenza dell'espressione emotiva. Per affrontare questo discorso con i “futuri adulti” ho deciso di utilizzare lo strumento della narrazione, poich੠ਠattraverso le storie, raccontate ai pi๠piccoli mediante illustrazioni, che questo tema puಠdiventare loro pi๠comprensibile. L'idea di base ਠche un percorso sperimentale che ponga al centro le narrazioni, possa incrementare le abilità  e le conoscenze utili allo sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva dei bambini. Accanto a questo, vi ਠpoi un ulteriore sotto obiettivo, ovvero quello di verificare se possa esistere una relazione tra lo sviluppo di tale alfabetizzazione emotiva e particolari capacità  di reagire in maniera elastica alle nuove esperienze. Gli strumenti di valutazione quantitativa che ho deciso di utilizzare sono il Test of Emotion Comprehension ed il Test di Intelligenza Potenziale. In totale sono stati coinvolti 39 bambini, divisi in due gruppi: sperimentale e controllo. àˆ stato quindi strutturato un protocollo di intervento nella sezione sperimentale, suddiviso in due fasi: nella prima, costituita da sei incontri, ho presentato le peculiarità  e le caratteristiche delle sei emozioni primarie attraverso attività  individuali ed a piccoli gruppi, il cui elemento caratterizzante ਠstato quello del racconto nelle sue varie forme. Nella seconda fase, invece, ho proposto attività  pi๠ludiche, sia individuali che a piccoli gruppi, allo scopo di verificare il grado di comprensione dei concetti e favorirne l'interiorizzazione attraverso una modalità  attiva e coinvolgente, tipica della figura professionale dell'educatore emozionale. Attraverso l'analisi dei dati quantitativi, iniziali e finali, ottenuti con il test sull'alfabetizzazione emotiva ਠemerso quanto l'utilizzo del racconto, nelle sue varie forme, possa effettivamente contribuire ad uno sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva a partire dalla prima infanzia. Nella sezione sperimentale, infatti, si ਠriscontrato un significativo miglioramento, mentre, nella sezione di controllo, si ਠverificato un peggioramento degno di nota. Oltre all'analisi dei dati quantitativi, ho ritenuto altrettanto significativa l'osservazione di risultati a livello qualitativo: in particolare in soggetti inizialmente tesi e facilmente irritabili, divenuti poi maggiormente consapevoli delle proprie emozioni, in grado di esprimerle verbalmente ed in maniera pi๠controllata. Attraverso l'analisi dei dati, iniziali e finali, ottenuti del test sull'intelligenza potenziale, infine, ho potuto apprezzare un miglioramento sia nella sezione sperimentale che nella sezione di controllo, il che mi porta ad ipotizzare che non vi sia un'effettiva relazione tra lo sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva e quello dell'intelligenza potenziale. Tale miglioramento potrebbe, a mio parere, essere il semplice e naturale risultato dello sviluppo psico-fisico che caratterizza i /le bambini/e in questa fase della loro esistenza oppure dovuto al differente livello di partenza tra le due sezioni analizzate.

Lo sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva attraverso il racconto: metodi e strategie utilizzate nella prima infanzia

2019

Abstract

Questo progetto di tesi parte dall'ipotesi che ciಠche impariamo a fare, a sentire, a dire nella prima infanzia andrà  poi a condizionare la nostra intera esistenza. Tra le tappe della formazione che pi๠di altre rischiano di condizionare lo sviluppo del bambino, e futuro adulto, vi ਠl'espressione delle proprie emozioni. L'osservazione empirica suggerisce come la nostra società  sia popolata da analfabeti emotivi: l'analfabetismo emotivo puಠessere descritto come l'incapacità  nel saper riconoscere e nel saper descrivere le proprie emozioni e quelle altrui. Ed ਠproprio per trovare un argine a questo problema che ਠnato questo progetto di tesi, la cui domanda di ricerca ਠprovare a capire che cosa si possa fare per far evolvere, in maniera positiva o negativa, la competenza dell'espressione emotiva. Per affrontare questo discorso con i “futuri adulti” ho deciso di utilizzare lo strumento della narrazione, poich੠ਠattraverso le storie, raccontate ai pi๠piccoli mediante illustrazioni, che questo tema puಠdiventare loro pi๠comprensibile. L'idea di base ਠche un percorso sperimentale che ponga al centro le narrazioni, possa incrementare le abilità  e le conoscenze utili allo sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva dei bambini. Accanto a questo, vi ਠpoi un ulteriore sotto obiettivo, ovvero quello di verificare se possa esistere una relazione tra lo sviluppo di tale alfabetizzazione emotiva e particolari capacità  di reagire in maniera elastica alle nuove esperienze. Gli strumenti di valutazione quantitativa che ho deciso di utilizzare sono il Test of Emotion Comprehension ed il Test di Intelligenza Potenziale. In totale sono stati coinvolti 39 bambini, divisi in due gruppi: sperimentale e controllo. àˆ stato quindi strutturato un protocollo di intervento nella sezione sperimentale, suddiviso in due fasi: nella prima, costituita da sei incontri, ho presentato le peculiarità  e le caratteristiche delle sei emozioni primarie attraverso attività  individuali ed a piccoli gruppi, il cui elemento caratterizzante ਠstato quello del racconto nelle sue varie forme. Nella seconda fase, invece, ho proposto attività  pi๠ludiche, sia individuali che a piccoli gruppi, allo scopo di verificare il grado di comprensione dei concetti e favorirne l'interiorizzazione attraverso una modalità  attiva e coinvolgente, tipica della figura professionale dell'educatore emozionale. Attraverso l'analisi dei dati quantitativi, iniziali e finali, ottenuti con il test sull'alfabetizzazione emotiva ਠemerso quanto l'utilizzo del racconto, nelle sue varie forme, possa effettivamente contribuire ad uno sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva a partire dalla prima infanzia. Nella sezione sperimentale, infatti, si ਠriscontrato un significativo miglioramento, mentre, nella sezione di controllo, si ਠverificato un peggioramento degno di nota. Oltre all'analisi dei dati quantitativi, ho ritenuto altrettanto significativa l'osservazione di risultati a livello qualitativo: in particolare in soggetti inizialmente tesi e facilmente irritabili, divenuti poi maggiormente consapevoli delle proprie emozioni, in grado di esprimerle verbalmente ed in maniera pi๠controllata. Attraverso l'analisi dei dati, iniziali e finali, ottenuti del test sull'intelligenza potenziale, infine, ho potuto apprezzare un miglioramento sia nella sezione sperimentale che nella sezione di controllo, il che mi porta ad ipotizzare che non vi sia un'effettiva relazione tra lo sviluppo dell'alfabetizzazione emotiva e quello dell'intelligenza potenziale. Tale miglioramento potrebbe, a mio parere, essere il semplice e naturale risultato dello sviluppo psico-fisico che caratterizza i /le bambini/e in questa fase della loro esistenza oppure dovuto al differente livello di partenza tra le due sezioni analizzate.
2019
it
Dipartimento di Educazione e Scienze Umane
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/298094
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-298094