Questo elaborato affronta la dimensione temporale delle emergenze nel contesto di un sistema locale di accoglienza per richiedenti asilo. Frutto di una ricerca etnografica condotta all'interno ed intorno ad un centro di accoglienza straordinario, cerca di gettare luce sui processi culturali e sociali di costruzione delle temporalità  prendendo in considerazione le dinamiche decisionali e le esperienze soggettive del cambiamento di diversi attori nel corso di tre eventi differentemente interpretati come emergenze. Nel primo capitolo si osserva come lo sguardo sull'emergenza proposto dalla comunità  accademica si rivolga principalmente allo studio di questa nella sua veste di dispositivo politico teso alla definizione di stati di eccezione che legittimano interventi con una costante ambivalenza e oscillazione tra umanitario e securitario. Dato che tali analisi, focalizzandosi esclusivamente sulle pratiche e strategie di controllo, sui processi di produzione di disuguaglianze, nessi causali, interessi e responsabilità  politiche occultate, tendono a non indagare i significati emici attribuiti al concetto di emergenza, nel secondo capitolo viene affrontato il caso studio dell'apertura del centro di accoglienza prendendo in considerazione i diversi posizionamenti degli abitanti, dei responsabili della cooperativa incaricata della gestione e dei funzionari prefettizi. Nei seguenti due capitoli, invece, altre due situazioni interpretate in chiave emergenziale da alcuni soggetti diventano uno strumento metodologico per immergersi all'interno delle strutture relazionali del sistema di accoglienza locale. Nel terzo capitolo, la chiusura forzata della struttura di accoglienza diventa un punto di osservazione efficace per osservare come la modulazione delle temporalità  delle azioni fosse per i responsabili della cooperativa una pratica strategica per fare del tempo uno spazio in cui esercitare una certa agency all'interno dei complessi rapporti istituzionali con la prefettura. Infine, nel quarto capitolo, il caso di un richiedente asilo revocato improvvisamente dall'accoglienza per decisione prefettizia, permette di concentrarsi sulla sua relazione con gli operatori di riferimento in un modo inedito: invece che sulle pratiche quotidiane di costruzione di un richiedente asilo, sui tentativi di evitare uno sfilacciamento del legame relazionale costruito; invece che sull'esistenza sospesa del rifugiato, sulla sua immersione violenta nei tempi di scelta condensati esperiti da operatori e responsabili.

Nei tempi dell'emergenza. Etnografia dei tempi nella gestione di un centro di accoglienza straordinario

2019

Abstract

Questo elaborato affronta la dimensione temporale delle emergenze nel contesto di un sistema locale di accoglienza per richiedenti asilo. Frutto di una ricerca etnografica condotta all'interno ed intorno ad un centro di accoglienza straordinario, cerca di gettare luce sui processi culturali e sociali di costruzione delle temporalità  prendendo in considerazione le dinamiche decisionali e le esperienze soggettive del cambiamento di diversi attori nel corso di tre eventi differentemente interpretati come emergenze. Nel primo capitolo si osserva come lo sguardo sull'emergenza proposto dalla comunità  accademica si rivolga principalmente allo studio di questa nella sua veste di dispositivo politico teso alla definizione di stati di eccezione che legittimano interventi con una costante ambivalenza e oscillazione tra umanitario e securitario. Dato che tali analisi, focalizzandosi esclusivamente sulle pratiche e strategie di controllo, sui processi di produzione di disuguaglianze, nessi causali, interessi e responsabilità  politiche occultate, tendono a non indagare i significati emici attribuiti al concetto di emergenza, nel secondo capitolo viene affrontato il caso studio dell'apertura del centro di accoglienza prendendo in considerazione i diversi posizionamenti degli abitanti, dei responsabili della cooperativa incaricata della gestione e dei funzionari prefettizi. Nei seguenti due capitoli, invece, altre due situazioni interpretate in chiave emergenziale da alcuni soggetti diventano uno strumento metodologico per immergersi all'interno delle strutture relazionali del sistema di accoglienza locale. Nel terzo capitolo, la chiusura forzata della struttura di accoglienza diventa un punto di osservazione efficace per osservare come la modulazione delle temporalità  delle azioni fosse per i responsabili della cooperativa una pratica strategica per fare del tempo uno spazio in cui esercitare una certa agency all'interno dei complessi rapporti istituzionali con la prefettura. Infine, nel quarto capitolo, il caso di un richiedente asilo revocato improvvisamente dall'accoglienza per decisione prefettizia, permette di concentrarsi sulla sua relazione con gli operatori di riferimento in un modo inedito: invece che sulle pratiche quotidiane di costruzione di un richiedente asilo, sui tentativi di evitare uno sfilacciamento del legame relazionale costruito; invece che sull'esistenza sospesa del rifugiato, sulla sua immersione violenta nei tempi di scelta condensati esperiti da operatori e responsabili.
2019
it
Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/298230
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-298230