Ad Aigues-Mortes nelle giornate tra il 16 e il 17 agosto 1893 nelle saline dell'omonima località turistica situata nel Midi francese, centro nevralgico per la produzione del sale e del vino, fu presa di mira la colonia di stagionali italiani da parte degli operai francesi. Il massacro ਠil pi๠sanguinoso di una serie di episodi di violenza verso la classe operaia italiana (definiti dalla stampa come †œincidenti†�) avvenuti nel Midi francese tra il 1881 (anno in cui hanno inizio i †œvespri marsigliesi†�) e i primi del Novecento. Nel corso della storiografia gli †œavvenimenti†� sono stati interpretati in modo diverso sia da parte della storiografia che dagli stessi organi istituzionali. Inizialmente, un diplomatico francese di nome Billot lo ha definito come "veritable massacre" mentre F.Turati, uno dei maggiori esponenti del partito socialista italiano, la definଠ"una tragedia dell'emigrazione italiana". Da questi due punti di vista si nota come il massacro e soprattutto sia in Italia che in Francia sia stato interpretato diversamente attraverso la storiografia e la stampa . Sicuramente il massacro ha coinvolto e sconvolto, la classe operaia italiana e francese, dimostrando uno dei primi esempi storici in cui i diversi Stati italiano e francese di fine secolo con i rispettivi assetti istituzionali diplomatici politico-sociale ha dovuto affrontare il precariato della classe operaia in difesa dei rispettivi diritti. Nella storiografia francese perlopi๠la reazione pi๠evidente di questo scandalo ਠstata individuata nelle ripercussioni violente contro le rispettive ambasciate e i rispettivi episodi xenofobi contro i migranti italiani concentrandosi sulle relazioni diplomatiche e la costituzione ideologica dello Stato Nazionale, quella italiana ha messo il punto sulla situazione di emarginazione dei lavoratori emigranti italiani. Il clima di violenza scaturito dal messaggio culturale dei media, della politica (fruitori dell'opinione pubblica) ha esaltato un nuovo nazionalismo basandosi sul discorso di rivalità endemica tra le due nazioni sorelle. Unite da un atavico legame culturale e politico, Definito nel corso della storiografia come un conflitto di classe generato dalla concorrenza del lavoro, l'avvenimento ਠtutt'oggi oggetto di disputa non solo politica ma anche storiografica visto che ancora non si ਠriusciti ad identificare tutte le vittime nà© ad identificare i veri colpevoli. Una disputa terminologica, la storiografia francese si ਠconcentrata sul termine tuerie mentre in quella italiana pare assodato il termine massacro (nonostante il termine deriva da una cronaca francese dell'epoca). Le ripercussioni sin dal giorno seguente degenerarono in episodi di violenza popolare contro le ambasciate di entrambe le nazioni. La reazione dell'opinione pubblica verso un nuovo nazionalismo individuale fu esortata dai nuovi mezzi di comunicazione e la nascente classe politica che hanno affrontato la questione operaia e migratoria attraverso una narrazione di indignazione nazionalista, contribuendo a dipingere i migranti attraverso l'uso di stereotipi.
Il massacro di Aigues-Mortes attraverso la storiografia italiana e francese
2020
Abstract
Ad Aigues-Mortes nelle giornate tra il 16 e il 17 agosto 1893 nelle saline dell'omonima località turistica situata nel Midi francese, centro nevralgico per la produzione del sale e del vino, fu presa di mira la colonia di stagionali italiani da parte degli operai francesi. Il massacro ਠil pi๠sanguinoso di una serie di episodi di violenza verso la classe operaia italiana (definiti dalla stampa come †œincidenti†�) avvenuti nel Midi francese tra il 1881 (anno in cui hanno inizio i †œvespri marsigliesi†�) e i primi del Novecento. Nel corso della storiografia gli †œavvenimenti†� sono stati interpretati in modo diverso sia da parte della storiografia che dagli stessi organi istituzionali. Inizialmente, un diplomatico francese di nome Billot lo ha definito come "veritable massacre" mentre F.Turati, uno dei maggiori esponenti del partito socialista italiano, la definଠ"una tragedia dell'emigrazione italiana". Da questi due punti di vista si nota come il massacro e soprattutto sia in Italia che in Francia sia stato interpretato diversamente attraverso la storiografia e la stampa . Sicuramente il massacro ha coinvolto e sconvolto, la classe operaia italiana e francese, dimostrando uno dei primi esempi storici in cui i diversi Stati italiano e francese di fine secolo con i rispettivi assetti istituzionali diplomatici politico-sociale ha dovuto affrontare il precariato della classe operaia in difesa dei rispettivi diritti. Nella storiografia francese perlopi๠la reazione pi๠evidente di questo scandalo ਠstata individuata nelle ripercussioni violente contro le rispettive ambasciate e i rispettivi episodi xenofobi contro i migranti italiani concentrandosi sulle relazioni diplomatiche e la costituzione ideologica dello Stato Nazionale, quella italiana ha messo il punto sulla situazione di emarginazione dei lavoratori emigranti italiani. Il clima di violenza scaturito dal messaggio culturale dei media, della politica (fruitori dell'opinione pubblica) ha esaltato un nuovo nazionalismo basandosi sul discorso di rivalità endemica tra le due nazioni sorelle. Unite da un atavico legame culturale e politico, Definito nel corso della storiografia come un conflitto di classe generato dalla concorrenza del lavoro, l'avvenimento ਠtutt'oggi oggetto di disputa non solo politica ma anche storiografica visto che ancora non si ਠriusciti ad identificare tutte le vittime nà© ad identificare i veri colpevoli. Una disputa terminologica, la storiografia francese si ਠconcentrata sul termine tuerie mentre in quella italiana pare assodato il termine massacro (nonostante il termine deriva da una cronaca francese dell'epoca). Le ripercussioni sin dal giorno seguente degenerarono in episodi di violenza popolare contro le ambasciate di entrambe le nazioni. La reazione dell'opinione pubblica verso un nuovo nazionalismo individuale fu esortata dai nuovi mezzi di comunicazione e la nascente classe politica che hanno affrontato la questione operaia e migratoria attraverso una narrazione di indignazione nazionalista, contribuendo a dipingere i migranti attraverso l'uso di stereotipi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/298232
URN:NBN:IT:UNIMORE-298232