Background: Le fratture sovracondiloidee Gartland III sono un tipo di frattura difficile da trattare e al giorno d'oggi non esiste un consenso universale tra i chirurghi ortopedici pediatrici circa la modalità  di intervento migliore. Lo scopo del Nostro studio ਠquello di confrontare due differenti approcci, riduzione a cielo chiuso e riduzione a cielo aperto, e di individuare quale tipologia di intervento dovrebbe essere usata come prima scelta. Metodi: E' stata retrospettivamente selezionata una coorte di 55 pazienti pediatrici a cui era stata diagnostica una frattura sovracondiloidea di tipo Gartland III. Questi pazienti sono stati suddivisi in due gruppi a seconda della tipologia di intervento ricevuto ( riduzione aperta o chiusa). Tra i due gruppi sono stati confrontati gli outcome clinici e i risultati definiti secondo i criteri di Flynn. Risultati: Sono stati ottenuti risultati eccellenti o buoni in tutti i 26 pazienti trattati con riduzione a cielo aperto e in 23 pazienti trattati con riduzione a cielo chiuso. I 6 pazienti presentati risultati sufficienti o insufficienti appartengono tutti al gruppo " riduzione a cielo chiuso". Non sono state registrate differenze tra i due gruppi per quanto riguarda l'insorgenza di complicanze. Conclusioni: Entrambi gli approcci risultano validi nel trattamento di questa frattura; la riduzione a cielo aperto dovrebbe essere proposta come intervento di prima scelta in caso di lesione neurovascolare o frattura irriducibile.

Le fratture sovracondiloidee di tipo Gartland III nel paziente pediatrico: confronto tra riduzione a cielo aperto e riduzione a cielo chiuso.

2019

Abstract

Background: Le fratture sovracondiloidee Gartland III sono un tipo di frattura difficile da trattare e al giorno d'oggi non esiste un consenso universale tra i chirurghi ortopedici pediatrici circa la modalità  di intervento migliore. Lo scopo del Nostro studio ਠquello di confrontare due differenti approcci, riduzione a cielo chiuso e riduzione a cielo aperto, e di individuare quale tipologia di intervento dovrebbe essere usata come prima scelta. Metodi: E' stata retrospettivamente selezionata una coorte di 55 pazienti pediatrici a cui era stata diagnostica una frattura sovracondiloidea di tipo Gartland III. Questi pazienti sono stati suddivisi in due gruppi a seconda della tipologia di intervento ricevuto ( riduzione aperta o chiusa). Tra i due gruppi sono stati confrontati gli outcome clinici e i risultati definiti secondo i criteri di Flynn. Risultati: Sono stati ottenuti risultati eccellenti o buoni in tutti i 26 pazienti trattati con riduzione a cielo aperto e in 23 pazienti trattati con riduzione a cielo chiuso. I 6 pazienti presentati risultati sufficienti o insufficienti appartengono tutti al gruppo " riduzione a cielo chiuso". Non sono state registrate differenze tra i due gruppi per quanto riguarda l'insorgenza di complicanze. Conclusioni: Entrambi gli approcci risultano validi nel trattamento di questa frattura; la riduzione a cielo aperto dovrebbe essere proposta come intervento di prima scelta in caso di lesione neurovascolare o frattura irriducibile.
2019
it
Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/298317
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-298317