Del "genere" non ci rendiamo conto, ਠun concetto profondamente radicato nell'essere umano. Le persone sono cosଠabituate al "genere" che non si accorgono di quanto abbia condizionato gli usi e i costumi. Ci sono negozi per donne e negozi per uomini, parrucchieri divisi per genere, camicie che se si abbottonano in un modo diverso. Ma essere uomo o donna non ਠuna condizione che puಠessere stabilita una volta per tutte: sono infatti le persone stesse a costruirsi come maschili o femminili ogni giorno. Uno dei veicoli primari che aiuta a sviluppare già nelle menti dei pi๠piccoli, le rappresentazioni di genere ਠil libro illustrato per bambini. I picturebook, i fumetti, e pi๠in generale tutta la narrativa pensata per questa fascia d'età , essendo strumenti che possiedono una spiccata capacità di veicolare messaggi e godendo di un'ampia distribuzione, hanno bisogno di riconoscere il proprio valore educativo e pedagogico per poter essere fruttuosi; non soltanto nell'aiutare i processi di apprendimento della letto-scrittura, ma anche nel proporre contenuti favorenti il superamento degli stereotipi di genere. Nell'elaborato si ਠapprofondito perಠanche l'altro lato della medaglia di questi potenti oggetti culturali: per diversi anni la letteratura illustrata ਠstata permeata di immaginari che non guardavano alle differenze come risorse, anzi, le storie raffiguranti personaggi stereotipati hanno riempito le librerie di tantissimi bambini. Attraverso delle “lenti di genere”, Biemmi (2018), analizza in modo qualitativo alcune proposte editoriali, documentando l'esistenza di produzioni che rifuggono da rappresentazioni stereotipate (per esempio: bambine coraggiose, donne o madri indipendenti, bambini sensibili e uomini o padri che sanno prendersi cura della casa…). Un altro esempio di cui viene fatta menzione ਠil fumetto "Io sono Mare" dell'autrice e illustratrice Cristina Portolano, per il quale sono stati strutturati due laboratori, che hanno avuto luogo nella sede del dipartimento educativo del Museo d'Arte Moderna di Bologna (MAMbo). Le due esperienze sono state osservate, descritte e, rispetto ad alcuni estratti significativi, si sono sviluppate delle riflessioni, nel tentativo di valorizzarne gli aspetti che prendono le distanze dagli stereotipi di genere. Il lavoro di tesi vuole essere uno stimolo sia per parlare di lotta agli stereotipi di genere che per promuovere uno sguardo attento ai messaggi che letteratura illustrata trasmette.
Immagini e parole per stare "Dalla parte delle bambine"
2019
Abstract
Del "genere" non ci rendiamo conto, ਠun concetto profondamente radicato nell'essere umano. Le persone sono cosଠabituate al "genere" che non si accorgono di quanto abbia condizionato gli usi e i costumi. Ci sono negozi per donne e negozi per uomini, parrucchieri divisi per genere, camicie che se si abbottonano in un modo diverso. Ma essere uomo o donna non ਠuna condizione che puಠessere stabilita una volta per tutte: sono infatti le persone stesse a costruirsi come maschili o femminili ogni giorno. Uno dei veicoli primari che aiuta a sviluppare già nelle menti dei pi๠piccoli, le rappresentazioni di genere ਠil libro illustrato per bambini. I picturebook, i fumetti, e pi๠in generale tutta la narrativa pensata per questa fascia d'età , essendo strumenti che possiedono una spiccata capacità di veicolare messaggi e godendo di un'ampia distribuzione, hanno bisogno di riconoscere il proprio valore educativo e pedagogico per poter essere fruttuosi; non soltanto nell'aiutare i processi di apprendimento della letto-scrittura, ma anche nel proporre contenuti favorenti il superamento degli stereotipi di genere. Nell'elaborato si ਠapprofondito perಠanche l'altro lato della medaglia di questi potenti oggetti culturali: per diversi anni la letteratura illustrata ਠstata permeata di immaginari che non guardavano alle differenze come risorse, anzi, le storie raffiguranti personaggi stereotipati hanno riempito le librerie di tantissimi bambini. Attraverso delle “lenti di genere”, Biemmi (2018), analizza in modo qualitativo alcune proposte editoriali, documentando l'esistenza di produzioni che rifuggono da rappresentazioni stereotipate (per esempio: bambine coraggiose, donne o madri indipendenti, bambini sensibili e uomini o padri che sanno prendersi cura della casa…). Un altro esempio di cui viene fatta menzione ਠil fumetto "Io sono Mare" dell'autrice e illustratrice Cristina Portolano, per il quale sono stati strutturati due laboratori, che hanno avuto luogo nella sede del dipartimento educativo del Museo d'Arte Moderna di Bologna (MAMbo). Le due esperienze sono state osservate, descritte e, rispetto ad alcuni estratti significativi, si sono sviluppate delle riflessioni, nel tentativo di valorizzarne gli aspetti che prendono le distanze dagli stereotipi di genere. Il lavoro di tesi vuole essere uno stimolo sia per parlare di lotta agli stereotipi di genere che per promuovere uno sguardo attento ai messaggi che letteratura illustrata trasmette.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Cristofori_Silvia_Immagini_e_parole_per_stare_22Dalla_parte_delle_bambine22.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
5.14 MB
Formato
Adobe PDF
|
5.14 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/298473
URN:NBN:IT:UNIMORE-298473