A partire dal 1970 vengono descritti in letteratura casi di primi molari e incisivi permanenti con ipomineralizzazione idiopatica dello smalto; nel 2001 Weerheijm propone il termine MIH, molar incisor hypomineralization, per definire un difetto qualitativo dello smalto, che puಠinteressare incisivi e primi molari permanenti.Lo smalto si presenta ipomineralizzato e opaco,dall'aspetto poroso e di colore bianco o giallo o marrone,con i bordi periferici pi๠chiari e nettamente distinguibili dallo smalto sano.A volte il difetto ਠcosଠporoso che dopo l'eruzione, il dente puಠandare incontro a fratture dello smalto, posteruptive enamel breakdown, sotto le forze masticatorie,lasciando la dentina esposta e favorendo cosଠlo sviluppo di lesioni cariose. La prevalenza mondiale dei diversi difetti di MIH varia, secondo la letteratura, dal 2,4% al 40% in base alle aree geografiche; colpisce pi๠il sesso maschile e si riscontra prevalentemente sulle superfici buccali e occlusali degli elementi interessati. I ricercatori hanno riscontrato che i bambini con MIH richiedono maggiori cure rispetto ai bambini non affetti: i denti possono risultare pi๠sensibili a cibi ed aria fredda per la maggior porosità  e la struttura alterata che comporta anche una maggior possibilità  di penetrazione dei batteri attraverso lo smalto ipomineralizzato fino ai tubuli dentinali.L'accentuata ipersensibilità , nei casi pi๠gravi, ostacola le quotidiane manovre di brushing, causa di discomfort e dolore. Il quadro patologico e l'accumulo di placca per la scarsa igiene, espongono a pi๠rischio di carie i bambini con MHI, ulteriormente difficili da curare per la difficoltà  nell'anestetizzare questi denti ipersensibilizzati da continui stimoli termici e meccanici. La scarsità  dei dati presenti in letteratura sul trattamento dell'ipersensibilità  ci inducono a valutare ipotesi di trattamenti alternativi che migliorino questa problematica. Ultimi dati del 2018 confermano il miglioramento dell'ipersensibilità  degli elementi con MIH dopo l'uso di remineralizzanti a base di CPP-ACP rispetto a quelli a base di fluoro, confermando i dati di Ozgul che trattava perಠsolo incisivi con MIH. Bekes riporta esiti incoraggianti dopo l'applicazione di una pasta desensibilizzante a base di arginina 8% e calcio carbonato per 8 settimane. L'obiettivo dello studio ਠvalutare l'efficacia del trattamento di erosione-infiltrazione con resina, in molari permanenti con MIH, nell'attenuazione dell'ipersensibilità  durante le manovre di igiene o l'assunzione di cibi/bevande freddi.Sono stati selezionati 21 pazienti di età  tra 8 e 14 anni con sensibilità  agli stimoli termici su almeno un molare permanente,valutata con scala Shiff con valori superiori a 0 prima del trattamento (T0). Gli elementi selezionati non avevano carie o fratture post eruttive.Dopo un singolo trattamento di erosione-infiltrazione con ICON, si effettua il test per la sensibilità  al termine dell'applicazione (T1), a una settimana dal trattamento T2, a un mese e due mesi dopo (T3, T4).Tutti hanno riportato valori inferiori di sensibilità  già  al termine del trattamento con un andamento migliorativo nel tempo fino alla totale scomparsa; 4 continuano ad avere una lieve percezione dello stimolo termico a distanza di due mesi. Il trattamento di erosione infiltrazione con resina ICON ਠun trattamento preventivo mininvasivo che consente di occludere, grazie alla resina fluida, le porosità  dello smalto affetto da MIH migliorando significativamente il problema dell'ipersensibilità  e di conseguenza le manovre di igiene orale domiciliare o il discomfort durante l'assunzione di cibi e bevande troppo fredde. Un'ipotesi ਠche il trattamento con resina migliori verosimilmente la struttura irregolare dello smalto andando a diminuire gli stress meccanici a carico degli elementi dentali e quindi il rischio di fratture post eruttive e l'esposizione dei tubuli ai batteri.

Trattamento dell'ipersensibilità  di molari permanenti in pazienti con Molar Incisor Hypomineralization tramite infiltrazione superficiale.Studio clinico sperimentale.

2018

Abstract

A partire dal 1970 vengono descritti in letteratura casi di primi molari e incisivi permanenti con ipomineralizzazione idiopatica dello smalto; nel 2001 Weerheijm propone il termine MIH, molar incisor hypomineralization, per definire un difetto qualitativo dello smalto, che puಠinteressare incisivi e primi molari permanenti.Lo smalto si presenta ipomineralizzato e opaco,dall'aspetto poroso e di colore bianco o giallo o marrone,con i bordi periferici pi๠chiari e nettamente distinguibili dallo smalto sano.A volte il difetto ਠcosଠporoso che dopo l'eruzione, il dente puಠandare incontro a fratture dello smalto, posteruptive enamel breakdown, sotto le forze masticatorie,lasciando la dentina esposta e favorendo cosଠlo sviluppo di lesioni cariose. La prevalenza mondiale dei diversi difetti di MIH varia, secondo la letteratura, dal 2,4% al 40% in base alle aree geografiche; colpisce pi๠il sesso maschile e si riscontra prevalentemente sulle superfici buccali e occlusali degli elementi interessati. I ricercatori hanno riscontrato che i bambini con MIH richiedono maggiori cure rispetto ai bambini non affetti: i denti possono risultare pi๠sensibili a cibi ed aria fredda per la maggior porosità  e la struttura alterata che comporta anche una maggior possibilità  di penetrazione dei batteri attraverso lo smalto ipomineralizzato fino ai tubuli dentinali.L'accentuata ipersensibilità , nei casi pi๠gravi, ostacola le quotidiane manovre di brushing, causa di discomfort e dolore. Il quadro patologico e l'accumulo di placca per la scarsa igiene, espongono a pi๠rischio di carie i bambini con MHI, ulteriormente difficili da curare per la difficoltà  nell'anestetizzare questi denti ipersensibilizzati da continui stimoli termici e meccanici. La scarsità  dei dati presenti in letteratura sul trattamento dell'ipersensibilità  ci inducono a valutare ipotesi di trattamenti alternativi che migliorino questa problematica. Ultimi dati del 2018 confermano il miglioramento dell'ipersensibilità  degli elementi con MIH dopo l'uso di remineralizzanti a base di CPP-ACP rispetto a quelli a base di fluoro, confermando i dati di Ozgul che trattava perಠsolo incisivi con MIH. Bekes riporta esiti incoraggianti dopo l'applicazione di una pasta desensibilizzante a base di arginina 8% e calcio carbonato per 8 settimane. L'obiettivo dello studio ਠvalutare l'efficacia del trattamento di erosione-infiltrazione con resina, in molari permanenti con MIH, nell'attenuazione dell'ipersensibilità  durante le manovre di igiene o l'assunzione di cibi/bevande freddi.Sono stati selezionati 21 pazienti di età  tra 8 e 14 anni con sensibilità  agli stimoli termici su almeno un molare permanente,valutata con scala Shiff con valori superiori a 0 prima del trattamento (T0). Gli elementi selezionati non avevano carie o fratture post eruttive.Dopo un singolo trattamento di erosione-infiltrazione con ICON, si effettua il test per la sensibilità  al termine dell'applicazione (T1), a una settimana dal trattamento T2, a un mese e due mesi dopo (T3, T4).Tutti hanno riportato valori inferiori di sensibilità  già  al termine del trattamento con un andamento migliorativo nel tempo fino alla totale scomparsa; 4 continuano ad avere una lieve percezione dello stimolo termico a distanza di due mesi. Il trattamento di erosione infiltrazione con resina ICON ਠun trattamento preventivo mininvasivo che consente di occludere, grazie alla resina fluida, le porosità  dello smalto affetto da MIH migliorando significativamente il problema dell'ipersensibilità  e di conseguenza le manovre di igiene orale domiciliare o il discomfort durante l'assunzione di cibi e bevande troppo fredde. Un'ipotesi ਠche il trattamento con resina migliori verosimilmente la struttura irregolare dello smalto andando a diminuire gli stress meccanici a carico degli elementi dentali e quindi il rischio di fratture post eruttive e l'esposizione dei tubuli ai batteri.
2018
it
Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con Interesse Trapiantologi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/298751
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-298751