La definizione di salute inglobata dal D.lgs. 81/2008 (“stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”) produce un salto di qualità  nel sistema normativo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella misura in cui valorizza una previsione già  contenuta nell'articolo 2087 cod. civ. al fine di garantire una tutela concreta al lavoratore sia per quanto concerne l'integrità  fisica che la personalità  morale. Al contempo, il decreto legislativo mira ad esaltare la disposizione civilistica nella sua dimensione preventiva. Il T.U. getta le basi per l'affermazione, accanto ai rischi tradizionali, dei rischi psicosociali di difficile gestione per l'immaterialità  che li connota. A rigore, l'art. 28 del D. lgs. 81/08 richiama espressamente soltanto i rischi connessi allo stress lavoro-correlato che ad oggi sono gli unici per cui ਠrichiesta la valutazione. Dopo aver inquadrato lo stress lavoro-correlato all'interno delle categorie di appartenenza (stress tout court e rischi psico-sociali), si entra nel merito della gestione dei rischi ad esso connessi, osservando come la natura ibrida del fenomeno renda non facile la valutazione e produca ambiguità  nel panorama normativo di riferimento. Infine, si descrive un'esperienza concreta di gestione del rischio basata su un metodo di valutazione che, nel rispetto delle indicazioni metodologiche fornite dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro le quali ammettono la deroga in melius e quindi anche l'utilizzo in fase preliminare di strumenti tipicamente adoperati in fase di valutazione approfondita, verte sull'utilizzo del Questionario strumento indicatore (HSE) con l'esecuzione †" in alcune ipotesi †" di interviste semi-strutturate. La tecnica sperimentata in 22 organizzazioni di lavoro appare coerente con la natura del fenomeno da valutare e quindi idonea al raggiungimento dello scopo valutativo che consiste nell'eliminazione e/o riduzione dei fattori di rischio al fine di apprestare una tutela “integrale” ai lavoratori.

La valutazione dello stress lavoro-correlato: esperienza concreta di gestione del rischio. Comparazione giuridico pratica.

2018

Abstract

La definizione di salute inglobata dal D.lgs. 81/2008 (“stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”) produce un salto di qualità  nel sistema normativo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella misura in cui valorizza una previsione già  contenuta nell'articolo 2087 cod. civ. al fine di garantire una tutela concreta al lavoratore sia per quanto concerne l'integrità  fisica che la personalità  morale. Al contempo, il decreto legislativo mira ad esaltare la disposizione civilistica nella sua dimensione preventiva. Il T.U. getta le basi per l'affermazione, accanto ai rischi tradizionali, dei rischi psicosociali di difficile gestione per l'immaterialità  che li connota. A rigore, l'art. 28 del D. lgs. 81/08 richiama espressamente soltanto i rischi connessi allo stress lavoro-correlato che ad oggi sono gli unici per cui ਠrichiesta la valutazione. Dopo aver inquadrato lo stress lavoro-correlato all'interno delle categorie di appartenenza (stress tout court e rischi psico-sociali), si entra nel merito della gestione dei rischi ad esso connessi, osservando come la natura ibrida del fenomeno renda non facile la valutazione e produca ambiguità  nel panorama normativo di riferimento. Infine, si descrive un'esperienza concreta di gestione del rischio basata su un metodo di valutazione che, nel rispetto delle indicazioni metodologiche fornite dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro le quali ammettono la deroga in melius e quindi anche l'utilizzo in fase preliminare di strumenti tipicamente adoperati in fase di valutazione approfondita, verte sull'utilizzo del Questionario strumento indicatore (HSE) con l'esecuzione †" in alcune ipotesi †" di interviste semi-strutturate. La tecnica sperimentata in 22 organizzazioni di lavoro appare coerente con la natura del fenomeno da valutare e quindi idonea al raggiungimento dello scopo valutativo che consiste nell'eliminazione e/o riduzione dei fattori di rischio al fine di apprestare una tutela “integrale” ai lavoratori.
2018
it
Dipartimento di Economia "Marco Biagi"
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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