La Biomimetica ਠuna scienza che si occupa dello studio del trasferimento di processi biologici del mondo naturale a quello artificiale. Il termine ਠcomposto da due parole: “bios” e “mimesis”, ovvero vita e imitazione. L'obiettivo principale di questa disciplina ਠquello di trovare idee e soluzioni, in ambiti diversi, da poter sfruttare, per il nostro stesso benessere, ogni giorno. Uno dei maggiori esponenti fu Leonardo Da Vinci, che ispirandosi al volo degli uccelli, ideಠil suo “ornitottero”, un aeromobile a superficie alare battente. Nell'epoca moderna invece vi ਠun vero e proprio “guru” della Biomimetica, Janine Benyus, fondatrice del Biomimicry 3.8 Institute, un'organizzazione che si dedica totalmente a diffondere il concetto biomimetico. Le fasi principali di un processo biomimetico definite dalla biologa in una spirale detta “Challlanges to biology” sono: identificazione, traduzione, scoperta, estrazione, emulazione e valutazione. Ad oggi, vi sono già  diverse applicazioni biomimetiche adottate ed in commercio mentre altre sono in fase di perfezionamento. Alcuni esempi riguardano il mondo dei trasporti, altri dell'architettura, dell'energia o delle acque. Questo ultimo esempio risulta essere di grande interesse vista la previsione che il World Resources Institute ha recentemente diffuso: “Nel 2040 il mondo sarà  senza acqua”. Occorre quindi correre ai ripari e chi meglio della natura stessa non potrebbe dare la soluzione a questo problema. Infatti, esistono molte piante che, crescendo in aree desertiche o molto aride, hanno saputo, col tempo, adattarsi e sopravvivere. Alcune di esse vivono grazie alla raccolta di nebbie, altre grazie alla rugiada, altre con le ridotte piogge, ognuna con metodi diversi. Vi sono poi altre piante che riescono oltre ad immagazzinare acqua, a filtrarla. Quindi, l'obiettivo principale sarà  “imitare” questi sistemi per cercare di evitare uno dei maggiori problemi che affliggerà  il mondo nei prossimi anni.

Biomimetica: sistemi vegetali per il recupero e pulizia dell'acqua.

2018

Abstract

La Biomimetica ਠuna scienza che si occupa dello studio del trasferimento di processi biologici del mondo naturale a quello artificiale. Il termine ਠcomposto da due parole: “bios” e “mimesis”, ovvero vita e imitazione. L'obiettivo principale di questa disciplina ਠquello di trovare idee e soluzioni, in ambiti diversi, da poter sfruttare, per il nostro stesso benessere, ogni giorno. Uno dei maggiori esponenti fu Leonardo Da Vinci, che ispirandosi al volo degli uccelli, ideಠil suo “ornitottero”, un aeromobile a superficie alare battente. Nell'epoca moderna invece vi ਠun vero e proprio “guru” della Biomimetica, Janine Benyus, fondatrice del Biomimicry 3.8 Institute, un'organizzazione che si dedica totalmente a diffondere il concetto biomimetico. Le fasi principali di un processo biomimetico definite dalla biologa in una spirale detta “Challlanges to biology” sono: identificazione, traduzione, scoperta, estrazione, emulazione e valutazione. Ad oggi, vi sono già  diverse applicazioni biomimetiche adottate ed in commercio mentre altre sono in fase di perfezionamento. Alcuni esempi riguardano il mondo dei trasporti, altri dell'architettura, dell'energia o delle acque. Questo ultimo esempio risulta essere di grande interesse vista la previsione che il World Resources Institute ha recentemente diffuso: “Nel 2040 il mondo sarà  senza acqua”. Occorre quindi correre ai ripari e chi meglio della natura stessa non potrebbe dare la soluzione a questo problema. Infatti, esistono molte piante che, crescendo in aree desertiche o molto aride, hanno saputo, col tempo, adattarsi e sopravvivere. Alcune di esse vivono grazie alla raccolta di nebbie, altre grazie alla rugiada, altre con le ridotte piogge, ognuna con metodi diversi. Vi sono poi altre piante che riescono oltre ad immagazzinare acqua, a filtrarla. Quindi, l'obiettivo principale sarà  “imitare” questi sistemi per cercare di evitare uno dei maggiori problemi che affliggerà  il mondo nei prossimi anni.
2018
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/298874
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-298874