L'emergente crescita di percettibilità dei musulmani nel mondo mediatico europeo, impone profonde riflessioni su tematiche rilevanti, quali integrazione, multiculturalismo, relazioni interreligiose e, infine, su cosa voglia realmente dire essere occidentali. Il sempre pi๠crescente conflitto tra Islam e cultura giudaico-cristiana pone la società contemporanea davanti a tutta una serie di riflessioni e di quesiti che risulta doveroso porsi: come ci si puಠspiegare l'abisso culturale che divide queste due società ? L'intento ਠquello di analizzare attraverso una ricerca sia qualitativa che sperimentale, in primis quella che ਠla storia della popolazione islamica, dalla nascita alla morte di Maometto, alla proclamazione dei primi califfati, per passare poi all'epoca contemporanea con la rivoluzione del 1979, la Guerra del Golfo del 1991, l'attentato alle Torri Gemelle del 2001, fino alla Primavera Araba del 2011 e alla proclamazione dello Stato Islamico nel 2014 da parte di Abu Bakr Baghdadi. In secundis si ਠvoluto riflettere sul sofisticato processo di indottrinamento al radicalismo che par far presa soprattutto sul mondo giovanile grazie anche alle avanzate abilità tecnologiche e multimediali di un gruppo terroristico che muove i suoi passi anche nel mondo digitale e social. Inoltre, proprio sulla base di questo radicalismo, ci si ਠinterrogati anche su quali potessero essere i meccanismi psicologici alla base di una ideologia cosଠradicalizzata. Si sono analizzati dapprima i processi psicosociali della dinamica terroristica affrontando la questione dell'identità , del conflitto, del pregiudizio e dello stereotipo che conducono a processi di deumanizzazione e di infraumanizzazione; domandandosi anche come poter ridurre tale comportamento, trovando, poi, una possibile riflessione nell'ipotesi del contatto. In terzis si ਠvoluto riflettere su quelle che possono essere le possibili ricadute del terrorismo islamico che colpiscono la società , dalla piaga del razzismo, alla paura dello straniero (tematica contemporanea viste le numerose immigrazioni che colpiscono il nostro territorio nell'ultimo quinquennio), all'educazione ad una globalizzazione segnata dal conflitto. Una particolare riflessione pedagogica ed educativa all'esistenza in un periodo contrassegnato dalla guerra e dalla conflittualità , viene riservata all'infanzia. Infine verrà presentata una ricerca dal titolo †œAnalisi dei fenomeni di percezione e dei rapporti intergruppi†� che ha lo scopo di indagare la percezione dei fenomeni terroristici mettendo a confronto due generazioni: chi ha vissuto l'11 settembre 2001 e chi non ha vissuto quest'ultimo. Il fine ultimo ਠquello in indagare non solo la percezione dei partecipanti, ma anche le relazioni di causa effetto che portano sempre pi๠a stigmatizzare il gruppo sociale dei musulmani trasformandola in una minoranza sociale.
Effetti psicosociali del terrorismo Islamico: analisi dei fenomeni di percezione sociale e dei rapporti intergruppi
2019
Abstract
L'emergente crescita di percettibilità dei musulmani nel mondo mediatico europeo, impone profonde riflessioni su tematiche rilevanti, quali integrazione, multiculturalismo, relazioni interreligiose e, infine, su cosa voglia realmente dire essere occidentali. Il sempre pi๠crescente conflitto tra Islam e cultura giudaico-cristiana pone la società contemporanea davanti a tutta una serie di riflessioni e di quesiti che risulta doveroso porsi: come ci si puಠspiegare l'abisso culturale che divide queste due società ? L'intento ਠquello di analizzare attraverso una ricerca sia qualitativa che sperimentale, in primis quella che ਠla storia della popolazione islamica, dalla nascita alla morte di Maometto, alla proclamazione dei primi califfati, per passare poi all'epoca contemporanea con la rivoluzione del 1979, la Guerra del Golfo del 1991, l'attentato alle Torri Gemelle del 2001, fino alla Primavera Araba del 2011 e alla proclamazione dello Stato Islamico nel 2014 da parte di Abu Bakr Baghdadi. In secundis si ਠvoluto riflettere sul sofisticato processo di indottrinamento al radicalismo che par far presa soprattutto sul mondo giovanile grazie anche alle avanzate abilità tecnologiche e multimediali di un gruppo terroristico che muove i suoi passi anche nel mondo digitale e social. Inoltre, proprio sulla base di questo radicalismo, ci si ਠinterrogati anche su quali potessero essere i meccanismi psicologici alla base di una ideologia cosଠradicalizzata. Si sono analizzati dapprima i processi psicosociali della dinamica terroristica affrontando la questione dell'identità , del conflitto, del pregiudizio e dello stereotipo che conducono a processi di deumanizzazione e di infraumanizzazione; domandandosi anche come poter ridurre tale comportamento, trovando, poi, una possibile riflessione nell'ipotesi del contatto. In terzis si ਠvoluto riflettere su quelle che possono essere le possibili ricadute del terrorismo islamico che colpiscono la società , dalla piaga del razzismo, alla paura dello straniero (tematica contemporanea viste le numerose immigrazioni che colpiscono il nostro territorio nell'ultimo quinquennio), all'educazione ad una globalizzazione segnata dal conflitto. Una particolare riflessione pedagogica ed educativa all'esistenza in un periodo contrassegnato dalla guerra e dalla conflittualità , viene riservata all'infanzia. Infine verrà presentata una ricerca dal titolo †œAnalisi dei fenomeni di percezione e dei rapporti intergruppi†� che ha lo scopo di indagare la percezione dei fenomeni terroristici mettendo a confronto due generazioni: chi ha vissuto l'11 settembre 2001 e chi non ha vissuto quest'ultimo. Il fine ultimo ਠquello in indagare non solo la percezione dei partecipanti, ma anche le relazioni di causa effetto che portano sempre pi๠a stigmatizzare il gruppo sociale dei musulmani trasformandola in una minoranza sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/299330
URN:NBN:IT:UNIMORE-299330