Obiettivi: lo studio mira a studiare gli effetti della whole-body cryotherapy (WBC) su numerosi parametri immunologici, marker di infiammazione e parametri ematologici, compresi i livelli di diversi ormoni in ciclisti e corridori non professionisti. Metodi: sono stati arruolati 10 ciclisti e 10 corridori non professionisti di sesso maschile durante il periodo di preparazione atletica. Gli atleti hanno subito una sessione di WBC una volta al giorno (trattamento di 2 minuti con vapore di azoto liquido) per 3 giorni consecutivi. Sono stati quindi valutati i parametri ematologici, la chimica del siero e gli ormoni insieme ai livelli plasmatici di citochine e chemochine pro- e anti-infiammatorie prima dell'inizio del trattamento e dopo l'ultima sessione. Mediante citometria a flusso ਠstato analizzato il fenotipo dei monociti sulla base dell'espressione dei marker di superficie CD14, CD16, HLA-DR, CCR5, CCR2 e CXCR4. Infine, ਠstato quantificato il DNA mitocondriale (mtDNA) circolante, che viene rilasciato dalle cellule danneggiate e funge da damage associated molecular pattern (DAMP). Risultati: negli atleti il trattamento con la WBC determina una riduzione del glucosio, della proteina C e della proteina S e un aumento delle lipoproteine ad alta densità  (HDL), dell'urea, del fattore di crescita insulino-simile (IGF)-1 e dell'ormone follicolo-stimolante (FSH). Inoltre, dopo il trattamento, si osserva un aumento di IL-18, IL-8, IL-1RA e CCL2. La percentuale delle sottopopolazioni monocitarie non subisce variazioni dopo la WBC, mentre l'espressione di CD14, CCR5, CCR2 e CXCR4 diminuisce nei monociti totali e classici. Nei monociti intermedi diminuisce solo l'espressione di CCR5. Al contrario, CCR5 e CCR2 sono maggiormente espressi nei monociti non classici. Infine, si osserva un aumento dei livelli plasmatici di mtDNA dopo il trattamento con WBC. Conclusione: la WBC sembra avere un effetto anti-infiammatorio e pro-angiogenico sui monociti che potrebbe favorire la riparazione tissutale. Inoltre, il trattamento sembra stimolare la produzione di IGF-1, un potente mitogeno coinvolto nella crescita e nella rigenerazione dei muscoli scheletrici. Queste osservazioni suggeriscono che la criosauna sistemica potrebbe avere anche effetti benefici nel trattamento di malattie infiammatorie.

Effetti della Whole-body cryotherapy sul sistema immunitario innato di atleti non professionisti

2019

Abstract

Obiettivi: lo studio mira a studiare gli effetti della whole-body cryotherapy (WBC) su numerosi parametri immunologici, marker di infiammazione e parametri ematologici, compresi i livelli di diversi ormoni in ciclisti e corridori non professionisti. Metodi: sono stati arruolati 10 ciclisti e 10 corridori non professionisti di sesso maschile durante il periodo di preparazione atletica. Gli atleti hanno subito una sessione di WBC una volta al giorno (trattamento di 2 minuti con vapore di azoto liquido) per 3 giorni consecutivi. Sono stati quindi valutati i parametri ematologici, la chimica del siero e gli ormoni insieme ai livelli plasmatici di citochine e chemochine pro- e anti-infiammatorie prima dell'inizio del trattamento e dopo l'ultima sessione. Mediante citometria a flusso ਠstato analizzato il fenotipo dei monociti sulla base dell'espressione dei marker di superficie CD14, CD16, HLA-DR, CCR5, CCR2 e CXCR4. Infine, ਠstato quantificato il DNA mitocondriale (mtDNA) circolante, che viene rilasciato dalle cellule danneggiate e funge da damage associated molecular pattern (DAMP). Risultati: negli atleti il trattamento con la WBC determina una riduzione del glucosio, della proteina C e della proteina S e un aumento delle lipoproteine ad alta densità  (HDL), dell'urea, del fattore di crescita insulino-simile (IGF)-1 e dell'ormone follicolo-stimolante (FSH). Inoltre, dopo il trattamento, si osserva un aumento di IL-18, IL-8, IL-1RA e CCL2. La percentuale delle sottopopolazioni monocitarie non subisce variazioni dopo la WBC, mentre l'espressione di CD14, CCR5, CCR2 e CXCR4 diminuisce nei monociti totali e classici. Nei monociti intermedi diminuisce solo l'espressione di CCR5. Al contrario, CCR5 e CCR2 sono maggiormente espressi nei monociti non classici. Infine, si osserva un aumento dei livelli plasmatici di mtDNA dopo il trattamento con WBC. Conclusione: la WBC sembra avere un effetto anti-infiammatorio e pro-angiogenico sui monociti che potrebbe favorire la riparazione tissutale. Inoltre, il trattamento sembra stimolare la produzione di IGF-1, un potente mitogeno coinvolto nella crescita e nella rigenerazione dei muscoli scheletrici. Queste osservazioni suggeriscono che la criosauna sistemica potrebbe avere anche effetti benefici nel trattamento di malattie infiammatorie.
2019
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/299531
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