Questo elaborato si propone di analizzare il Management by Objectives (MBO), vale a dire il processo aziendale volto a indirizzare la performance dei lavoratori verso il raggiungimento degli obiettivi di business, attraverso un modello organizzativo collaborativo e un sistema di incentivi ad esso collegato. Nell'analizzare le teorie di autori di Human Resources Management, che dagli anni Cinquanta si sono susseguite fino ad oggi, si metterà subito in evidenza un dato di centrale importanza: l'assenza di analisi rivolte ad inquadrare l'MBO dalla peculiare prospettiva del diritto delle relazioni industriali, che costituisce un indubbio fattore di influenza (in positivo o in negativo) dello sviluppo del tessuto produttivo italiano e non solo. Riconoscendo le potenzialità dell'MBO e considerando i fattori caratterizzanti l'economia del ventunesimo secolo, nonchà© gli scenari che apre il modello ideal-tipico di Industria 4.0, si ਠritenuto utile immaginare una prospettiva in cui l'intera popolazione aziendale possa essere organizzata e gestita per obiettivi. Sicchà© il diritto delle relazioni industriali emerge, almeno come ipotesi di ricerca, nella sua potenziale funzione abilitante o di impedimento rispetto al concretizzarsi di questa prospettiva, a seconda di una serie di fattori che il presente studio intende esplorare. Dopo aver esaminato le teorie X e Y di matrice HRM che suggeriscono due modalità diverse di gestione delle persone nelle organizzazioni, con la prima che promuove un modus operandi basato sulla centralizzazione delle decisioni e sulla bassa autonomia data ai lavoratori e la seconda che sostiene un approccio atto a considerare le opinioni e le esigenze dei dipendenti, si ਠpensato doveroso elaborare un'evoluzione di questi due approcci che potesse essere applicata al caso italiano, nella peculiare prospettiva del diritto delle relazioni industriali. Sono state cosଠelaborate le coordinate teoriche per lo sviluppo di una “Teoria Z”, in forza della quale, nelle economie di mercato coordinate come l'Italia, i sistemi di performance management quali l'MBO possano essere applicati a tutti i lavoratori dell'impresa, a condizione che ciಠavvenga attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, alle quali sarebbe tuttavia richiesto di superare le pi๠tradizionali logiche conflittuali e redistributive alla gestione delle relazioni industriali. Nel corso dell'elaborato saranno evidenziate le precondizioni necessarie per l'affermarsi della Teoria Z, i suoi benefici ma anche i problemi che essa potrebbe realisticamente incontrare nel panorama italiano. La seconda parte dell'elaborato, affronterà l'analisi di un caso di studio volto a testare la teoria Z. Con riguardo all'MBO tradizionalmente inteso, si ਠdeciso di portare come testimonianza il funzionamento del processo in Ducati Motor Holding, nella cui Direzione Risorse Umane la scrivente ha effettuato un tirocinio di sei mesi, da marzo a settembre 2018. L'attività ਠstata svolta come supporto al People Development, Compensation & Organization Manager, che ha coinvolto chi scrive in numerosissime attività , tra cui la gestione dell'MBO. Nella medesima sezione, si sono inoltre esaminate le relazioni industriali dell'azienda bolognese, dal 2012 di proprietà del gruppo Volkswagen. Proprio la partecipazione azionaria tedesca ha permesso di dare ancora un pi๠ampio spazio in questa analisi al tema della contrattazione collettiva e del coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, attraverso l'esaminazione degli organismi deputati al dialogo tra parte aziendale e sindacale utilizzati in Ducati Motor Holding e riecheggianti elementi tipici della cogestione, non a caso adottati su impulso della controllante.
Management by Objectives (MBO) e relazioni industriali: dalla teoria al caso Ducati Motor Holding S.p.A.
2018
Abstract
Questo elaborato si propone di analizzare il Management by Objectives (MBO), vale a dire il processo aziendale volto a indirizzare la performance dei lavoratori verso il raggiungimento degli obiettivi di business, attraverso un modello organizzativo collaborativo e un sistema di incentivi ad esso collegato. Nell'analizzare le teorie di autori di Human Resources Management, che dagli anni Cinquanta si sono susseguite fino ad oggi, si metterà subito in evidenza un dato di centrale importanza: l'assenza di analisi rivolte ad inquadrare l'MBO dalla peculiare prospettiva del diritto delle relazioni industriali, che costituisce un indubbio fattore di influenza (in positivo o in negativo) dello sviluppo del tessuto produttivo italiano e non solo. Riconoscendo le potenzialità dell'MBO e considerando i fattori caratterizzanti l'economia del ventunesimo secolo, nonchà© gli scenari che apre il modello ideal-tipico di Industria 4.0, si ਠritenuto utile immaginare una prospettiva in cui l'intera popolazione aziendale possa essere organizzata e gestita per obiettivi. Sicchà© il diritto delle relazioni industriali emerge, almeno come ipotesi di ricerca, nella sua potenziale funzione abilitante o di impedimento rispetto al concretizzarsi di questa prospettiva, a seconda di una serie di fattori che il presente studio intende esplorare. Dopo aver esaminato le teorie X e Y di matrice HRM che suggeriscono due modalità diverse di gestione delle persone nelle organizzazioni, con la prima che promuove un modus operandi basato sulla centralizzazione delle decisioni e sulla bassa autonomia data ai lavoratori e la seconda che sostiene un approccio atto a considerare le opinioni e le esigenze dei dipendenti, si ਠpensato doveroso elaborare un'evoluzione di questi due approcci che potesse essere applicata al caso italiano, nella peculiare prospettiva del diritto delle relazioni industriali. Sono state cosଠelaborate le coordinate teoriche per lo sviluppo di una “Teoria Z”, in forza della quale, nelle economie di mercato coordinate come l'Italia, i sistemi di performance management quali l'MBO possano essere applicati a tutti i lavoratori dell'impresa, a condizione che ciಠavvenga attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, alle quali sarebbe tuttavia richiesto di superare le pi๠tradizionali logiche conflittuali e redistributive alla gestione delle relazioni industriali. Nel corso dell'elaborato saranno evidenziate le precondizioni necessarie per l'affermarsi della Teoria Z, i suoi benefici ma anche i problemi che essa potrebbe realisticamente incontrare nel panorama italiano. La seconda parte dell'elaborato, affronterà l'analisi di un caso di studio volto a testare la teoria Z. Con riguardo all'MBO tradizionalmente inteso, si ਠdeciso di portare come testimonianza il funzionamento del processo in Ducati Motor Holding, nella cui Direzione Risorse Umane la scrivente ha effettuato un tirocinio di sei mesi, da marzo a settembre 2018. L'attività ਠstata svolta come supporto al People Development, Compensation & Organization Manager, che ha coinvolto chi scrive in numerosissime attività , tra cui la gestione dell'MBO. Nella medesima sezione, si sono inoltre esaminate le relazioni industriali dell'azienda bolognese, dal 2012 di proprietà del gruppo Volkswagen. Proprio la partecipazione azionaria tedesca ha permesso di dare ancora un pi๠ampio spazio in questa analisi al tema della contrattazione collettiva e del coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, attraverso l'esaminazione degli organismi deputati al dialogo tra parte aziendale e sindacale utilizzati in Ducati Motor Holding e riecheggianti elementi tipici della cogestione, non a caso adottati su impulso della controllante.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/301294
URN:NBN:IT:UNIMORE-301294