E' nella Costituzione greca del 1926 che per la prima volta troviamo indicazioni precise sulla regolamentazione dei rapporti tra lo Stato greco e la Comunità  monastica del Monte Athos. La Penisola del Monte Athos era arrivata pochi anni prima nelle mani dello Stato greco grazie ai trattati internazionali seguiti alla fine delle Guerre Balcaniche del 1912/1922 e da allora sino ad oggi, nonostante che la Costituzione greca sia stata pi๠volte ritoccata, le disposizioni relative al Monte Athos non sono mai sostanzialmente cambiate. L'attuale Costituzione ellenica ਠnon solo una carta che definisce ufficialmente la religione ortodossa confessione statale, ma che tutela altresଠle peculiarità  della Comunità  monastica del Monte Athos, con i privilegi e le autonomie di cui essa gode da secoli. La Penisola del Monte Athos si trova sul territorio greco, ma come vuole l'articolo 105 della Costituzione essa ਠun territorio autogovernato, composto da 20 monasteri, divisi in cenobitici e idiorritmici, e, se sul piano spirituale la vigilanza ਠdel Patriarcato Ecumenico, del piano amministrativo si occupa invece lo Stato greco al quale appartiene esclusivamente il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. Poteri questi che, per conto dello Stato greco, vengono esercitati da un Governatore, eletto dal Parlamento ellenico, ed i cui diritti e doveri sono determinati dalla legge. La Grecia ਠsin dal 1981 membro dell'Unione Europea e dal 1 luglio del 1987 ਠentrata anche nel mercato comune, area in cui cioਠਠpossibile la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali: i particolari privilegi di cui gode il Monte Athos sono ovviamente in contrasto con queste disposizioni, dato che esso gode di privilegi fiscali e doganali ed ਠvietato l'accesso al Monte Athos a eterodossi o scismatici e per estensione a professanti altre religioni ed atei e, come noto, alle donne. L'Unione europea ha almeno in due occasioni sollecitato la Grecia affinchਠessa provvedesse a rimuovere gli elementi giuridici in contrasto con le disposizioni europee in merito ai rapporti con il Monte Athos, come ad esempio con la risoluzione del 4 settembre 2003 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea, in cui all'art. 86, si ribadiva la necessità  di abolire la pena della detenzione di 12 mesi per chi violasse il divieto di accesso al Monte Athos e di dare la possibilità  di accedere a tale regione anche alle donne, dato che tale limite ਠin violazione del principio e delle convenzioni internazionali sull'uguaglianza di genere e sulla non discriminazione fondata sul genere e delle disposizioni concernenti la libertà  di circolazione delle persone previste dalla costituzione greca e dalla legislazione comunitaria. Si tratta di sollecitazioni che la Grecia puಠnon accogliere dato che il particolare regime di privilegio di cui gode il Monte Athos era già  stato sancito dalla Costituzione greca previgente l'epoca del suo ingresso nell'Unione europea, che ਠinoltre stato assicurato verbalmente dalla dichiarazione comune ratificata con il n. 945/1979 e che inoltre non ਠesso l'unica realtà  presente in Europa a godere di particolari privilegi, come ad esempio lo Stato Vaticano e le isole Helgoland in Germania che pure hanno ottenuto particolari privilegi doganali e fiscali.

I rapporti tra Stato e confessioni religiose in Grecia: il caso del Monte Athos

2020

Abstract

E' nella Costituzione greca del 1926 che per la prima volta troviamo indicazioni precise sulla regolamentazione dei rapporti tra lo Stato greco e la Comunità  monastica del Monte Athos. La Penisola del Monte Athos era arrivata pochi anni prima nelle mani dello Stato greco grazie ai trattati internazionali seguiti alla fine delle Guerre Balcaniche del 1912/1922 e da allora sino ad oggi, nonostante che la Costituzione greca sia stata pi๠volte ritoccata, le disposizioni relative al Monte Athos non sono mai sostanzialmente cambiate. L'attuale Costituzione ellenica ਠnon solo una carta che definisce ufficialmente la religione ortodossa confessione statale, ma che tutela altresଠle peculiarità  della Comunità  monastica del Monte Athos, con i privilegi e le autonomie di cui essa gode da secoli. La Penisola del Monte Athos si trova sul territorio greco, ma come vuole l'articolo 105 della Costituzione essa ਠun territorio autogovernato, composto da 20 monasteri, divisi in cenobitici e idiorritmici, e, se sul piano spirituale la vigilanza ਠdel Patriarcato Ecumenico, del piano amministrativo si occupa invece lo Stato greco al quale appartiene esclusivamente il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. Poteri questi che, per conto dello Stato greco, vengono esercitati da un Governatore, eletto dal Parlamento ellenico, ed i cui diritti e doveri sono determinati dalla legge. La Grecia ਠsin dal 1981 membro dell'Unione Europea e dal 1 luglio del 1987 ਠentrata anche nel mercato comune, area in cui cioਠਠpossibile la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali: i particolari privilegi di cui gode il Monte Athos sono ovviamente in contrasto con queste disposizioni, dato che esso gode di privilegi fiscali e doganali ed ਠvietato l'accesso al Monte Athos a eterodossi o scismatici e per estensione a professanti altre religioni ed atei e, come noto, alle donne. L'Unione europea ha almeno in due occasioni sollecitato la Grecia affinchਠessa provvedesse a rimuovere gli elementi giuridici in contrasto con le disposizioni europee in merito ai rapporti con il Monte Athos, come ad esempio con la risoluzione del 4 settembre 2003 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea, in cui all'art. 86, si ribadiva la necessità  di abolire la pena della detenzione di 12 mesi per chi violasse il divieto di accesso al Monte Athos e di dare la possibilità  di accedere a tale regione anche alle donne, dato che tale limite ਠin violazione del principio e delle convenzioni internazionali sull'uguaglianza di genere e sulla non discriminazione fondata sul genere e delle disposizioni concernenti la libertà  di circolazione delle persone previste dalla costituzione greca e dalla legislazione comunitaria. Si tratta di sollecitazioni che la Grecia puಠnon accogliere dato che il particolare regime di privilegio di cui gode il Monte Athos era già  stato sancito dalla Costituzione greca previgente l'epoca del suo ingresso nell'Unione europea, che ਠinoltre stato assicurato verbalmente dalla dichiarazione comune ratificata con il n. 945/1979 e che inoltre non ਠesso l'unica realtà  presente in Europa a godere di particolari privilegi, come ad esempio lo Stato Vaticano e le isole Helgoland in Germania che pure hanno ottenuto particolari privilegi doganali e fiscali.
2020
it
Dipartimento di Giurisprudenza
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/301348
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-301348