Il diabete di tipo 2 (T2D) e le malattie cardiovascolari (CVD) rappresentano le principali complicanze dell'obesità  e sono associate a disordini metabolici. Tra i diversi argomenti verranno trattati gli effetti degli acidi grassi polinsaturi a catena lunga n-3 (omega-3), la sensibilità  all'insulina e l'omeostasi del glucosio, che sono migliorate grazie agli omega-3 in molti modelli animali di sindrome metabolica, ma rimangono frequentemente insensibili negli esseri umani. Verranno valutati: gli aspetti meccanicistici dell'azione degli omega-3; gli studi che analizzano gli effetti degli omega-3 in varie categorie di soggetti umani. La maggior parte degli esperimenti sugli animali documentano effetti benefici degli omega-3 sulla sensibilità  all'insulina e sul metabolismo del glucosio anche in condizioni di obesità  accertata e insulino resistenza. Oltre a risultati positivi ottenuti in studi di coorte sia trasversali che prospettici su popolazioni di soggetti umani sani, anche alcuni studi di intervento in soggetti prediabetici documentano un miglioramento grazie agli omega 3 dell'omeostasi glicemica compromessa. Tuttavia, l'uso degli omega-3 per ridurre il rischio di diabete di nuova insorgenza nei soggetti prediabetici deve ancora essere ulteriormente caratterizzato. I risultati della maggioranza delle prove cliniche eseguite in pazienti con diabete mellito di tipo 2 suggeriscono che gli omega-3 hanno effetti marginali sul controllo metabolico, mentre riducono efficacemente l'ipertrigliceridemia in questi pazienti. Nonostante la maggior parte dei recenti studi clinici randomizzati non supportino il ruolo degli omega-3 nella prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari, questo problema rimane ancora controverso. Interventi combinati usando omega-3 e farmaci antidiabetici o ipolipidemizzanti dovrebbero essere ulteriormente conosciuti e considerati per il trattamento di pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre malattie. Il problema fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 ਠil mantenimento e il ripristino della sensibilità  all'insulina nei tessuti bersaglio, che ਠgià  compromesso in soggetti prediabetici. Le migliori strategie nella prevenzione dell'obesità  e del diabete di tipo 2 si basano sempre su uno stile di vita sano, inclusa una maggiore attività  fisica e una corretta alimentazione. Questi accorgimenti sono sufficienti ad abbassare l'incidenza di diabete mellito di tipo 2 in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio (IGT) del 60%. Gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga (FA) di serie n-3 (omega-3), che sono abbondanti nei pesci marini, vale a dire acido docosaesaenoico (DHA, 22:6n-3), acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5n-3) e acido docosapentaenoico (DPA, 22:5n-3); agiscono come ipolipidemizzanti naturali e agenti anti-infiammatori e migliorano vari aspetti della sindrome metabolica.

I mediatori lipidici anti infiammazione: prospettive terapeutiche nel diabete mellito

2018

Abstract

Il diabete di tipo 2 (T2D) e le malattie cardiovascolari (CVD) rappresentano le principali complicanze dell'obesità  e sono associate a disordini metabolici. Tra i diversi argomenti verranno trattati gli effetti degli acidi grassi polinsaturi a catena lunga n-3 (omega-3), la sensibilità  all'insulina e l'omeostasi del glucosio, che sono migliorate grazie agli omega-3 in molti modelli animali di sindrome metabolica, ma rimangono frequentemente insensibili negli esseri umani. Verranno valutati: gli aspetti meccanicistici dell'azione degli omega-3; gli studi che analizzano gli effetti degli omega-3 in varie categorie di soggetti umani. La maggior parte degli esperimenti sugli animali documentano effetti benefici degli omega-3 sulla sensibilità  all'insulina e sul metabolismo del glucosio anche in condizioni di obesità  accertata e insulino resistenza. Oltre a risultati positivi ottenuti in studi di coorte sia trasversali che prospettici su popolazioni di soggetti umani sani, anche alcuni studi di intervento in soggetti prediabetici documentano un miglioramento grazie agli omega 3 dell'omeostasi glicemica compromessa. Tuttavia, l'uso degli omega-3 per ridurre il rischio di diabete di nuova insorgenza nei soggetti prediabetici deve ancora essere ulteriormente caratterizzato. I risultati della maggioranza delle prove cliniche eseguite in pazienti con diabete mellito di tipo 2 suggeriscono che gli omega-3 hanno effetti marginali sul controllo metabolico, mentre riducono efficacemente l'ipertrigliceridemia in questi pazienti. Nonostante la maggior parte dei recenti studi clinici randomizzati non supportino il ruolo degli omega-3 nella prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari, questo problema rimane ancora controverso. Interventi combinati usando omega-3 e farmaci antidiabetici o ipolipidemizzanti dovrebbero essere ulteriormente conosciuti e considerati per il trattamento di pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre malattie. Il problema fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 ਠil mantenimento e il ripristino della sensibilità  all'insulina nei tessuti bersaglio, che ਠgià  compromesso in soggetti prediabetici. Le migliori strategie nella prevenzione dell'obesità  e del diabete di tipo 2 si basano sempre su uno stile di vita sano, inclusa una maggiore attività  fisica e una corretta alimentazione. Questi accorgimenti sono sufficienti ad abbassare l'incidenza di diabete mellito di tipo 2 in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio (IGT) del 60%. Gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga (FA) di serie n-3 (omega-3), che sono abbondanti nei pesci marini, vale a dire acido docosaesaenoico (DHA, 22:6n-3), acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5n-3) e acido docosapentaenoico (DPA, 22:5n-3); agiscono come ipolipidemizzanti naturali e agenti anti-infiammatori e migliorano vari aspetti della sindrome metabolica.
2018
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/301494
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-301494