1 maggio 2004: 10 nuovi paesi entrano ufficialmente nell'Unione Europea. Le conseguenze di questo allargamento hanno comportato un riassetto organizzativo e operativo delle istituzioni europee e dei rispettivi organi interni. Tra tutti, emergono in particolare le difficoltà riscontrate dai servizi linguistici. Sebbene il multilinguismo sia garantito dalla legislazione europea, nella realtà esso difficilmente trova applicazione in maniera integrale. Tale inosservanza, legata a un'esigenza sempre pi๠forte di saper comunicare oltre i propri confini nazionali, ha altresଠcontribuito a render evidente una tendenza crescente nell'apprendimento e nell'utilizzo di un gruppo ristretto di lingue che, per diverse ragioni, hanno raggiunto uno status migliore delle altre. Con questo studio ci siamo posti l'obiettivo di indagare su queste ragioni e di capire, soprattutto, come puಠuna lingua sola riuscire ad affermarsi come (quasi) unica lingua in grado di permettere la comunicazione internazionale. Per rendere pi๠mirata la nostra analisi, abbiamo ristretto il nostro campo di ricerca ai paesi attualmente membri dell'Unione Europea. Per mezzo di numerose fonti web (tra cui manuali, banche dati, documenti di lavoro, comunicati stampa e indagini personali) pubblicate dai servizi linguistici stessi, abbiamo spiegato qual ਠil loro obiettivo, abbiamo presentato i loro metodi di lavoro e intercettato i principali problemi che interferiscono sul buon esito del loro operato. In seguito ci siamo concentrati sul contesto linguistico che si rileva al di fuori delle istituzioni europee e abbiamo illustrato le strategie di azione messe in atto dalla Direzione Generale per Istruzione, Gioventà¹, Sport e Cultura dal 2004 in quanto organismo direttamente responsabile della promozione e salvaguardia del multilinguismo. Affidandoci a manuali cartacei storici ed enciclopedici, abbiamo svelato le origini del concetto di “lingua di prestigio” e presentato gli eventi di diversa natura che pi๠hanno inciso sul disequilibrio linguistico che oggigiorno viviamo. Con l'ausilio di numerose monografie ed articoli di periodici scritti da esperti illustri nel multilinguismo, abbiamo adottato un approccio sociolinguistico per scoprire caso per caso i fattori che hanno generato la disparità tra lingue. Al contempo, abbiamo tenuto conto di fattori macroeconomici chiave per presagire un possibile scenario linguistico futuro. Infine, abbiamo identificato nella teoria della comunicazione potenziale di Abram De Swaan un sostegno utile alle nostre argomentazioni che ci consente di metter in discussione l'inefficace strategia multilingue attuale e di intravederne una possibile rivalutazione in occasione della Brexit.
Le sfide del multilinguismo nell'Unione Europea
2019
Abstract
1 maggio 2004: 10 nuovi paesi entrano ufficialmente nell'Unione Europea. Le conseguenze di questo allargamento hanno comportato un riassetto organizzativo e operativo delle istituzioni europee e dei rispettivi organi interni. Tra tutti, emergono in particolare le difficoltà riscontrate dai servizi linguistici. Sebbene il multilinguismo sia garantito dalla legislazione europea, nella realtà esso difficilmente trova applicazione in maniera integrale. Tale inosservanza, legata a un'esigenza sempre pi๠forte di saper comunicare oltre i propri confini nazionali, ha altresଠcontribuito a render evidente una tendenza crescente nell'apprendimento e nell'utilizzo di un gruppo ristretto di lingue che, per diverse ragioni, hanno raggiunto uno status migliore delle altre. Con questo studio ci siamo posti l'obiettivo di indagare su queste ragioni e di capire, soprattutto, come puಠuna lingua sola riuscire ad affermarsi come (quasi) unica lingua in grado di permettere la comunicazione internazionale. Per rendere pi๠mirata la nostra analisi, abbiamo ristretto il nostro campo di ricerca ai paesi attualmente membri dell'Unione Europea. Per mezzo di numerose fonti web (tra cui manuali, banche dati, documenti di lavoro, comunicati stampa e indagini personali) pubblicate dai servizi linguistici stessi, abbiamo spiegato qual ਠil loro obiettivo, abbiamo presentato i loro metodi di lavoro e intercettato i principali problemi che interferiscono sul buon esito del loro operato. In seguito ci siamo concentrati sul contesto linguistico che si rileva al di fuori delle istituzioni europee e abbiamo illustrato le strategie di azione messe in atto dalla Direzione Generale per Istruzione, Gioventà¹, Sport e Cultura dal 2004 in quanto organismo direttamente responsabile della promozione e salvaguardia del multilinguismo. Affidandoci a manuali cartacei storici ed enciclopedici, abbiamo svelato le origini del concetto di “lingua di prestigio” e presentato gli eventi di diversa natura che pi๠hanno inciso sul disequilibrio linguistico che oggigiorno viviamo. Con l'ausilio di numerose monografie ed articoli di periodici scritti da esperti illustri nel multilinguismo, abbiamo adottato un approccio sociolinguistico per scoprire caso per caso i fattori che hanno generato la disparità tra lingue. Al contempo, abbiamo tenuto conto di fattori macroeconomici chiave per presagire un possibile scenario linguistico futuro. Infine, abbiamo identificato nella teoria della comunicazione potenziale di Abram De Swaan un sostegno utile alle nostre argomentazioni che ci consente di metter in discussione l'inefficace strategia multilingue attuale e di intravederne una possibile rivalutazione in occasione della Brexit.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/301681
URN:NBN:IT:UNIMORE-301681