L'elaborato, attraverso un percorso graduale, partendo dalle cause che hanno portato alla stesura del principio IFRS 9, cerca di dare una rappresentazione quanto pi๠completa delle caratteristiche,analizzandone differenze e novità  introdotte, per poi focalizzarsi sui primi risultati concreti che, ad oggi, disponendo dei bilanci al 31.12.2018 possono essere osservati. Fino ad oggi, infatti, non disponendo di bilanci redatti con il nuovo principio ਠstato difficile valutare se il nuovo modello di impairment e di perdita attesa abbiano contribuito ad eliminare o limitare la ciclicità  dell'attività  di lending delle banche. La tesi si pone l'obiettivo, attraverso l'analisi dei bilanci bancari redatti con il nuovo principio contabile, di effettuare una valutazione dell'impatto, soprattutto in termini di capitale regolamentare. In particolare un ampio focus varrà  dedicato all'opzione “transitional agreement” concessa agli istituti. Il comitato di Basilea, infatti, nelle consultazioni che precedettero l'introduzione, ritenne appropriato introdurre un periodo di transazione, garantendo alle banche la possibilità  di ammortizzare l'impatto che, la nuova metodologia di determinazione delle perdite attese su crediti, ci si aspettava potesse avere sul capitale regolamentare. Il motivo che portಠa questa scelta fu principalmente la possibilità  che l'impatto potesse essere significativamente pi๠ingente di quanto previsto e di conseguenza comportare un inatteso calo dei capital ratio. A tal fine veniva concesso alle banche un periodo transitorio, per una durata massima di 5 anni, che a discrezione degli istituti poteva essere sfruttato per incorporare, in maniere graduale, l'effetto che, le novità  proposte dal principio, si pensava avrebbero apportato al capitale regolamentare. Allo stesso tempo, data la vasta letteratura precedente, si cercherà  di valutare i benefici di cui, in sede di prima applicazione, hanno goduto gli istituti che adottano una metodologia IRB (Internal Rating Based) per la valutazione del rischio di credito rispetto a quelli che utilizzano un metodo Standard.

Le modifiche dell'IFRS 9 sui bilanci bancari e sul capitale regolamentare: la scelta del phase in

2020

Abstract

L'elaborato, attraverso un percorso graduale, partendo dalle cause che hanno portato alla stesura del principio IFRS 9, cerca di dare una rappresentazione quanto pi๠completa delle caratteristiche,analizzandone differenze e novità  introdotte, per poi focalizzarsi sui primi risultati concreti che, ad oggi, disponendo dei bilanci al 31.12.2018 possono essere osservati. Fino ad oggi, infatti, non disponendo di bilanci redatti con il nuovo principio ਠstato difficile valutare se il nuovo modello di impairment e di perdita attesa abbiano contribuito ad eliminare o limitare la ciclicità  dell'attività  di lending delle banche. La tesi si pone l'obiettivo, attraverso l'analisi dei bilanci bancari redatti con il nuovo principio contabile, di effettuare una valutazione dell'impatto, soprattutto in termini di capitale regolamentare. In particolare un ampio focus varrà  dedicato all'opzione “transitional agreement” concessa agli istituti. Il comitato di Basilea, infatti, nelle consultazioni che precedettero l'introduzione, ritenne appropriato introdurre un periodo di transazione, garantendo alle banche la possibilità  di ammortizzare l'impatto che, la nuova metodologia di determinazione delle perdite attese su crediti, ci si aspettava potesse avere sul capitale regolamentare. Il motivo che portಠa questa scelta fu principalmente la possibilità  che l'impatto potesse essere significativamente pi๠ingente di quanto previsto e di conseguenza comportare un inatteso calo dei capital ratio. A tal fine veniva concesso alle banche un periodo transitorio, per una durata massima di 5 anni, che a discrezione degli istituti poteva essere sfruttato per incorporare, in maniere graduale, l'effetto che, le novità  proposte dal principio, si pensava avrebbero apportato al capitale regolamentare. Allo stesso tempo, data la vasta letteratura precedente, si cercherà  di valutare i benefici di cui, in sede di prima applicazione, hanno goduto gli istituti che adottano una metodologia IRB (Internal Rating Based) per la valutazione del rischio di credito rispetto a quelli che utilizzano un metodo Standard.
2020
it
Dipartimento di Economia "Marco Biagi"
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/301717
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-301717