Il riscontro di piccole lesioni epatiche (TSTC) in TC nei pazienti oncologici pone notevoli problemi interpretativi. Con questo studio retrospettivo si analizza come l'imaging contribuisce nella pratica clinica alla determinazione della natura di queste lesioni nel follow-up. Sono stati selezionati pazienti oncologici che abbiano svolto almeno un esame TC dell'addome nell'anno 2013 in cui si rilevasse almeno un reperto dubbio (n=358). Da questi sono poi stati ulteriormente selezionati i pazienti in cui il reperto dubbio era una TSTC (n= 113). Si sono revisionate le immagini rimisurando le lesioni ed escludendo dallo studio i pazienti con tutte le lesioni epatiche >15 mm (n=8). Si sono poi analizzati l'ipotesi diagnostica iniziale e la diagnosi definitiva riportate nei referti, l'andamento delle dimensioni della lesione, l'esito di eventuali esami RM ed il comportamento delle lesioni metastatiche o sospette tali in relazione alla chemioterapia. Un numero complessivo di almeno 3 esami ਠstato considerato come follow-up di lunghezza sufficiente. Dei 105 pazienti del nostro studio solo 67 hanno un follow-up sufficiente. Dall'analisi dei dati ਠemerso che: i pazienti con metastasi in cui la lesione viene diagnosticata come cisti fanno lo stesso follow-up di quelli senza metastasi; le lesioni fra 10 e 15 mm sono diagnosticate correttamente fin dalla prima TC pi๠frequentemente di quelle <10 mm (84% vs 68%, p non significativa); i pazienti con lesione incerta fanno un follow-up pi๠ravvicinato rispetto a quelli con cisti o angiomi (un esame ogni 153 giorni vs 243, p non significativa).

Reperti epatici indefiniti nel paziente oncologico. Ruolo dell'imaging nel follow-up.

2016

Abstract

Il riscontro di piccole lesioni epatiche (TSTC) in TC nei pazienti oncologici pone notevoli problemi interpretativi. Con questo studio retrospettivo si analizza come l'imaging contribuisce nella pratica clinica alla determinazione della natura di queste lesioni nel follow-up. Sono stati selezionati pazienti oncologici che abbiano svolto almeno un esame TC dell'addome nell'anno 2013 in cui si rilevasse almeno un reperto dubbio (n=358). Da questi sono poi stati ulteriormente selezionati i pazienti in cui il reperto dubbio era una TSTC (n= 113). Si sono revisionate le immagini rimisurando le lesioni ed escludendo dallo studio i pazienti con tutte le lesioni epatiche >15 mm (n=8). Si sono poi analizzati l'ipotesi diagnostica iniziale e la diagnosi definitiva riportate nei referti, l'andamento delle dimensioni della lesione, l'esito di eventuali esami RM ed il comportamento delle lesioni metastatiche o sospette tali in relazione alla chemioterapia. Un numero complessivo di almeno 3 esami ਠstato considerato come follow-up di lunghezza sufficiente. Dei 105 pazienti del nostro studio solo 67 hanno un follow-up sufficiente. Dall'analisi dei dati ਠemerso che: i pazienti con metastasi in cui la lesione viene diagnosticata come cisti fanno lo stesso follow-up di quelli senza metastasi; le lesioni fra 10 e 15 mm sono diagnosticate correttamente fin dalla prima TC pi๠frequentemente di quelle <10 mm (84% vs 68%, p non significativa); i pazienti con lesione incerta fanno un follow-up pi๠ravvicinato rispetto a quelli con cisti o angiomi (un esame ogni 153 giorni vs 243, p non significativa).
2016
it
Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/302130
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-302130