Introduzione. Il trapianto di fegato ਠuna terapia salvavita. Negli ultimi decenni le tecniche chirurgiche di trapianto e la terapia immunosuppressiva si sono evolute, permettendo il raggiungimento di tassi di sopravvivenza vicini al 90%. L'infezione da Human Immunodeficiency Virus (HIV) ਠstata a lungo considerata una controindicazione assoluta al trapianto d'organo, tuttavia, ora, i pazienti con carica virale nulla in terapia antiretrovirale possono ricevere una donazione di fegato. La morbidità e la mortalità dei pazienti sottoposti a trapianto sono spesso correlate allo stato immunologico del paziente ricevente. La citometria a flusso permette la caratterizzazione fenotipica delle sottopopolazioni delle cellule T e lo studio della funzionalità delle cellule del sistema immunitario sia nei pazienti trapiantati, che nei non trapiantati, oppure negli individui HIV positivi o negativi. Metodi. Numeri simili di pazienti trattati nel Policlinico di Modena negli ultimi anni sono stati arruolati nello studio e suddivisi in quattro gruppi differenti: HIV+ trapiantati di fegato; HIV negativi trapiantati di fegato; HIV+ non trapiantati; soggetti sani (controlli). Per l'analisi citometrica 100 ul di sangue intero sono stati marcati con il pannello DuraClone IM I cell subsets (Beckman Coulter) contenente 10 anticorpi monoclonali liofilizzati. A questo pannello sono stati aggiunti altri 5 anticorpi monoclonali e un marcatore di vitalità cellulare, arrivando ad individuare 16 fluorescenze e 2 parametri fisici per ogni cellula. Dunque, le cellule sono state marcate con: CD45 KrO, CD3 APC-A750, CD4 APC, CD8 AF700, CD45RA FITC, CD197 PE, CD279 PC5.C, CD57 PB, CD27 PEC7, CD28 ECD, CD127 BV650, CD25 BV 785, CD14 BUV 395, CD16 BUV496, HLA-DR BUV 661 and Promokine 840, poi lasciate incubare per 20 minuti a temperatura ambiente ed infine lisate e sottoposte a lavaggi secondo procedura standard (Versalyse di BC). àˆ stato utilizzato lo strumento CytoFLEX LX di Beckman Coulter e i dati sono stati elaborati tramite il software FlowJo 10. I test statistici sono stati effettuati con l'utilizzo di GraphPad Prism 7. Risultati. Tutti i pazienti HIV positivi avevano carica virale nulla. La maggioranza dei pazienti trapiantati era sottoposta a terapia immunosoppressiva con Tacrolimus, inoltre non sono state evidenziate differenze tra i pazienti HIV positivi o negativi. La percentuale di cellule T CD4+ era pi๠elevata nei controlli rispetto a tutti gli altri gruppi. La percentuale di linfociti T CD8+ era inferiore nei controlli rispetto agli altri tre gruppi. Analizzando il differenziamento dei linfociti T CD4+ e CD8+, sono state osservate diverse differenze significative. Per quanto concerne i CD4+, nel gruppo controllo sono state dimostrate percentuali di cellule naà¯ve superiori agli altri gruppi, mentre di central memory inferiori, tuttavia nessuna differenza ਠstata rilevata tra la sottopopolazione di EMRA; riguardo i linfociti CD8+, i pazienti trapiantati HIV negativi mostrarono una riduzione nelle cellule T naive e un aumento nelle cellule EMRA, nei pazienti HIV+ non-trapiantati ਠstato rilevato un aumento nelle cellule central memory a differenza degli altri gruppi, mentre nei pazienti HIV+ trapiantati ਠstato evidenziato un aumento della sottopopolazione di cellule effector memory rispetto ai non trapiantati HIV+. Nel gruppo di pazienti trapiantati HIV- sono state rilevate percentuali di cellule con fenotipo senescent/exhausted significativamente elevate nelle sottopopolazioni CD4+ EM ed EMRA. àˆ stato evidenziato Un aumento nelle cellule T CD4+ regolatorie nei pazienti trapiantati HIV+ a confronto con la popolazione controllo. Conclusioni. I risultati ottenuti suggeriscono che i pazienti HIV negativi trapiantati presentino linfociti T pi๠immunosenescenti a confronto con i pazienti HIV positivi trapiantati.
Caratterizzazione immunologica dei pazienti HIV positivi sottoposti a trapianto di fegato
2018
Abstract
Introduzione. Il trapianto di fegato ਠuna terapia salvavita. Negli ultimi decenni le tecniche chirurgiche di trapianto e la terapia immunosuppressiva si sono evolute, permettendo il raggiungimento di tassi di sopravvivenza vicini al 90%. L'infezione da Human Immunodeficiency Virus (HIV) ਠstata a lungo considerata una controindicazione assoluta al trapianto d'organo, tuttavia, ora, i pazienti con carica virale nulla in terapia antiretrovirale possono ricevere una donazione di fegato. La morbidità e la mortalità dei pazienti sottoposti a trapianto sono spesso correlate allo stato immunologico del paziente ricevente. La citometria a flusso permette la caratterizzazione fenotipica delle sottopopolazioni delle cellule T e lo studio della funzionalità delle cellule del sistema immunitario sia nei pazienti trapiantati, che nei non trapiantati, oppure negli individui HIV positivi o negativi. Metodi. Numeri simili di pazienti trattati nel Policlinico di Modena negli ultimi anni sono stati arruolati nello studio e suddivisi in quattro gruppi differenti: HIV+ trapiantati di fegato; HIV negativi trapiantati di fegato; HIV+ non trapiantati; soggetti sani (controlli). Per l'analisi citometrica 100 ul di sangue intero sono stati marcati con il pannello DuraClone IM I cell subsets (Beckman Coulter) contenente 10 anticorpi monoclonali liofilizzati. A questo pannello sono stati aggiunti altri 5 anticorpi monoclonali e un marcatore di vitalità cellulare, arrivando ad individuare 16 fluorescenze e 2 parametri fisici per ogni cellula. Dunque, le cellule sono state marcate con: CD45 KrO, CD3 APC-A750, CD4 APC, CD8 AF700, CD45RA FITC, CD197 PE, CD279 PC5.C, CD57 PB, CD27 PEC7, CD28 ECD, CD127 BV650, CD25 BV 785, CD14 BUV 395, CD16 BUV496, HLA-DR BUV 661 and Promokine 840, poi lasciate incubare per 20 minuti a temperatura ambiente ed infine lisate e sottoposte a lavaggi secondo procedura standard (Versalyse di BC). àˆ stato utilizzato lo strumento CytoFLEX LX di Beckman Coulter e i dati sono stati elaborati tramite il software FlowJo 10. I test statistici sono stati effettuati con l'utilizzo di GraphPad Prism 7. Risultati. Tutti i pazienti HIV positivi avevano carica virale nulla. La maggioranza dei pazienti trapiantati era sottoposta a terapia immunosoppressiva con Tacrolimus, inoltre non sono state evidenziate differenze tra i pazienti HIV positivi o negativi. La percentuale di cellule T CD4+ era pi๠elevata nei controlli rispetto a tutti gli altri gruppi. La percentuale di linfociti T CD8+ era inferiore nei controlli rispetto agli altri tre gruppi. Analizzando il differenziamento dei linfociti T CD4+ e CD8+, sono state osservate diverse differenze significative. Per quanto concerne i CD4+, nel gruppo controllo sono state dimostrate percentuali di cellule naà¯ve superiori agli altri gruppi, mentre di central memory inferiori, tuttavia nessuna differenza ਠstata rilevata tra la sottopopolazione di EMRA; riguardo i linfociti CD8+, i pazienti trapiantati HIV negativi mostrarono una riduzione nelle cellule T naive e un aumento nelle cellule EMRA, nei pazienti HIV+ non-trapiantati ਠstato rilevato un aumento nelle cellule central memory a differenza degli altri gruppi, mentre nei pazienti HIV+ trapiantati ਠstato evidenziato un aumento della sottopopolazione di cellule effector memory rispetto ai non trapiantati HIV+. Nel gruppo di pazienti trapiantati HIV- sono state rilevate percentuali di cellule con fenotipo senescent/exhausted significativamente elevate nelle sottopopolazioni CD4+ EM ed EMRA. àˆ stato evidenziato Un aumento nelle cellule T CD4+ regolatorie nei pazienti trapiantati HIV+ a confronto con la popolazione controllo. Conclusioni. I risultati ottenuti suggeriscono che i pazienti HIV negativi trapiantati presentino linfociti T pi๠immunosenescenti a confronto con i pazienti HIV positivi trapiantati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302358
URN:NBN:IT:UNIMORE-302358