La qualità ambientale viene da anni monitorata e valutata sulla base di diversi elementi: dai parametri fisico-chimici fino all'utilizzo di bioindicatori. I bioindicatori costituiscono un termometro efficiente della qualità ecologica in quanto registrano le risposte delle comunità biologiche al disturbo derivante dalle attività antropiche. In questo lavoro ਠstato analizzato il macrobenthos che ਠcostituito da organismi invertebrati che trascorrono tutta o parte della loro vita in stretto contatto con il substrato solido presente nei corsi d'acqua. Il seguente lavoro di tesi ha come oggetto di studio la comunità macrobentonica di alcune stazioni della rete regionale di monitoraggio gestita da Arpae presenti sui corpi idrici Enza, Crostolo e Secchia relativa al periodo 2013-2018. Il lavoro svolto ਠstato contraddistinto da in due fasi: una prima parte di campionamento sul campo ed una seconda relativa all'analisi e al confronto dei dati raccolti nel 2018 con quelli degli anni precedenti. Il campionamento biologico ਠstato effettuato con il metodo multihabitat proporzionale nell'ambito del monitoraggio svolto da Arpae che, per la sola parte biologica, viene effettuato per ogni corpo idrico con cadenza triennale. Il metodo prevede l'individuazione preliminare nel tratto fluviale della sequenza riffle/pool, riconoscibile dalla presenza di aree con caratteristiche di flusso e profondità differenti. Per ogni sito di campionamento si procede poi all'individuazione dei mesohabitat presenti in base alle caratteristiche granulometriche del substrato e alla raccolta proporzionale degli organismi presenti che verranno successivamente riconosciuti e stimati. La seconda fase del lavoro ਠconsistita nella sistematizzazione dei dati raccolti nel 2018, unitamente a quelli degli anni precedenti, concentrando l'attenzione su alcune stazioni pi๠significative e appartenenti a diverse tipologie fluviali, per poter effettuare una valutazione complessiva e comparativa delle comunità riscontrate. A questo fine ਠstato calcolato l'indice STAR_ICMi previsto dalla norma per la classificazione di stato ecologico dei corpi idrici e sono state analizzate anche le sottometriche di cui ਠcomposto l'indice, per valutare le variazioni delle diverse componenti. Infine sono stati acquisiti i dati idrologici disponibili per le sezioni individuate al fine di evidenziare eventuali influenze sulla comunità campionata. Infatti l'estremizzazione indotta dai cambiamenti climatici del regime torrentizio già tipico degli ambienti appenninici, con eventi idrologici intensi a cui si alternano periodi di siccità prolungate, costituiscono una forte fonte di disturbo per gli ecosistemi acquatici e condizionano la possibilità delle comunità macrobentoniche di sviluppare una colonizzazione ben strutturata.
Analisi della comunità macrobentonica in alcuni casi-studio dei bacini idrografici Enza, Crostolo e Secchia attraverso l'elaborazione di liste faunistiche e in relazione ai dati idrologici disponibili
2019
Abstract
La qualità ambientale viene da anni monitorata e valutata sulla base di diversi elementi: dai parametri fisico-chimici fino all'utilizzo di bioindicatori. I bioindicatori costituiscono un termometro efficiente della qualità ecologica in quanto registrano le risposte delle comunità biologiche al disturbo derivante dalle attività antropiche. In questo lavoro ਠstato analizzato il macrobenthos che ਠcostituito da organismi invertebrati che trascorrono tutta o parte della loro vita in stretto contatto con il substrato solido presente nei corsi d'acqua. Il seguente lavoro di tesi ha come oggetto di studio la comunità macrobentonica di alcune stazioni della rete regionale di monitoraggio gestita da Arpae presenti sui corpi idrici Enza, Crostolo e Secchia relativa al periodo 2013-2018. Il lavoro svolto ਠstato contraddistinto da in due fasi: una prima parte di campionamento sul campo ed una seconda relativa all'analisi e al confronto dei dati raccolti nel 2018 con quelli degli anni precedenti. Il campionamento biologico ਠstato effettuato con il metodo multihabitat proporzionale nell'ambito del monitoraggio svolto da Arpae che, per la sola parte biologica, viene effettuato per ogni corpo idrico con cadenza triennale. Il metodo prevede l'individuazione preliminare nel tratto fluviale della sequenza riffle/pool, riconoscibile dalla presenza di aree con caratteristiche di flusso e profondità differenti. Per ogni sito di campionamento si procede poi all'individuazione dei mesohabitat presenti in base alle caratteristiche granulometriche del substrato e alla raccolta proporzionale degli organismi presenti che verranno successivamente riconosciuti e stimati. La seconda fase del lavoro ਠconsistita nella sistematizzazione dei dati raccolti nel 2018, unitamente a quelli degli anni precedenti, concentrando l'attenzione su alcune stazioni pi๠significative e appartenenti a diverse tipologie fluviali, per poter effettuare una valutazione complessiva e comparativa delle comunità riscontrate. A questo fine ਠstato calcolato l'indice STAR_ICMi previsto dalla norma per la classificazione di stato ecologico dei corpi idrici e sono state analizzate anche le sottometriche di cui ਠcomposto l'indice, per valutare le variazioni delle diverse componenti. Infine sono stati acquisiti i dati idrologici disponibili per le sezioni individuate al fine di evidenziare eventuali influenze sulla comunità campionata. Infatti l'estremizzazione indotta dai cambiamenti climatici del regime torrentizio già tipico degli ambienti appenninici, con eventi idrologici intensi a cui si alternano periodi di siccità prolungate, costituiscono una forte fonte di disturbo per gli ecosistemi acquatici e condizionano la possibilità delle comunità macrobentoniche di sviluppare una colonizzazione ben strutturata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302600
URN:NBN:IT:UNIMORE-302600