Nella mia tesi di laurea mi sono occupata della ottimizzazione di nanoparticelle polimeriche (NPs) per la veicolazione di un peptide, attivo nella patologia di Alzheimer. Il peptide in oggetto (KLVFF; β-sheet breaker), presenta caratteristiche chimico- fisiche non ottimali alla somministrazione, dall'instabilità alla scarsa solubilità in mezzo acquoso. Inoltre, da studi precedentemente condotti su linea cellulare continua (HEK 293), appare attivo in vitro solo in concentrazioni elevate (prossime a 100uM); l'impiego di sistemi nanometrici che possono incorporare e stabilizzare l'attivo ed essere successivamente modificati per un direzionamento potrebbe migliorarne la applicazione in terapia. Per la preparazione delle NPs ਠstato utilizzato il copolimero tra l'acido lattico e glicolico (PLGA), biocompatibile e biodegradabile, approvato dall'FDA; la tecnica di formulazione adottata ਠstata la nanoprecipitazione. Giocando su miscele di solventi organici, adattando i rapporti tra i volumi di fase organica e fase acquosa, la concentrazione e tipo di tensioattivo, e la tecnica di purificazione e recupero, si sono ottenute NPs, caratterizzate da dimensioni, distribuzione, potenziali superficiali e morfologia idonee alla somministrazione; inoltre, l'efficienza di incapsulazione (EE) e la capacità di caricamento del peptide (LC) presenta un ordine di grandezza tale da poterne saggiare l'attività in vitro e valutare la tecnologia ottimizzata. I sistemi sono stati caratterizzati e successivamente testati su linee cellulari (studi attualmente in svolgimento presso i laboratori di neurobiologia e neuronanotecnologia di Limerick, prof Andreas Grabrucker).
Somministrazione di peptidi al SNC; studio delle criticità tecnologiche nella preparazione di nanoparticelle veicolanti un beta-Sheet Breaker Peptide
2018
Abstract
Nella mia tesi di laurea mi sono occupata della ottimizzazione di nanoparticelle polimeriche (NPs) per la veicolazione di un peptide, attivo nella patologia di Alzheimer. Il peptide in oggetto (KLVFF; β-sheet breaker), presenta caratteristiche chimico- fisiche non ottimali alla somministrazione, dall'instabilità alla scarsa solubilità in mezzo acquoso. Inoltre, da studi precedentemente condotti su linea cellulare continua (HEK 293), appare attivo in vitro solo in concentrazioni elevate (prossime a 100uM); l'impiego di sistemi nanometrici che possono incorporare e stabilizzare l'attivo ed essere successivamente modificati per un direzionamento potrebbe migliorarne la applicazione in terapia. Per la preparazione delle NPs ਠstato utilizzato il copolimero tra l'acido lattico e glicolico (PLGA), biocompatibile e biodegradabile, approvato dall'FDA; la tecnica di formulazione adottata ਠstata la nanoprecipitazione. Giocando su miscele di solventi organici, adattando i rapporti tra i volumi di fase organica e fase acquosa, la concentrazione e tipo di tensioattivo, e la tecnica di purificazione e recupero, si sono ottenute NPs, caratterizzate da dimensioni, distribuzione, potenziali superficiali e morfologia idonee alla somministrazione; inoltre, l'efficienza di incapsulazione (EE) e la capacità di caricamento del peptide (LC) presenta un ordine di grandezza tale da poterne saggiare l'attività in vitro e valutare la tecnologia ottimizzata. I sistemi sono stati caratterizzati e successivamente testati su linee cellulari (studi attualmente in svolgimento presso i laboratori di neurobiologia e neuronanotecnologia di Limerick, prof Andreas Grabrucker).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302604
URN:NBN:IT:UNIMORE-302604