L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un trial clinico come "qualsiasi studio di ricerca che assegna partecipanti o gruppi di esseri umani a uno o pi๠interventi relativi alla salute per valutare gli effetti sugli esiti sanitari." Il suo scopo ਠquello di dare validità a un'ipotesi scientifica riguardo la forza di un determinato trattamento terapeutico e/o diagnostico, e alla sua migliore efficacia rispetto a terapie già in uso, al fine di arricchire le conoscenze scientifiche e migliorare la pratica clinica. Per garantire l'integrità , la sicurezza e la qualità , uno studio clinico deve essere condotto seguendo la Buona Pratica Clinica (GCP), "uno standard internazionale di qualità etica e scientifica per la progettazione, la conduzione, la registrazione e la segnalazione di studi che riguardano soggetti umani." (ICH, 10.06.1996). Queste linee guida sono essenziali in tutte le sperimentazioni, in particolare nella ricerca oncologica; infatti, circa la metà degli studi condotti in Italia riguardano l'oncologia e l'ematoncologia. A seconda dello scopo, i trial clinici vengono classificati come Profit e Non-profit. Gli studi profit sono finanziati dall'industria farmaceutica ed hanno come fine il guadagno economico, mentre gli studi non-profit sono promossi da un ente pubblico o da un organismo di ricerca, non a scopo di lucro, ma per migliorare la pratica clinica. Un esempio di sperimentazione non-profit ਠlo studio Pembraca, sponsorizzata dall'Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena. Il trial clinico ਠstato progettato come uno studio prospettico di fase II a braccio singolo, condotto secondo GCP, diviso in due fasi, con un totale di 53 soggetti. Sono coinvolti pazienti con carcinoma mammario metastatico con mutazioni nei geni BRCA 1/2. I soggetti saranno trattati con una combinazione sperimentale di farmaci, Pembrolizumab e Carboplatino. Il primo ਠun potente anticorpo monoclonale altamente selettivo, progettato per bloccare direttamente l'interazione tra PD-1 e i suoi ligandi. Questo meccanismo migliora l'attività funzionale dei linfociti target, facilitando la regressione del tumore. Il Carboplatino invece ਠun chemioterapico a base di platino, appartenente alla famiglia degli agenti alchilanti; danneggia il DNA e porta alla morte cellulare. Entrambi i farmaci saranno somministrati ogni 3 settimane per 6 cicli. A seguire, il Pembrolizumab verrà continuato con la stessa schedula fino a tossicità inaccettabile o progressione di malattia. Considerando l'alta concentrazione di linfociti nei tumori mammari BRCA-mutati, il Pembrolizumab puಠportare ad buona risposta clinica. Inoltre, grazie al ruolo delle proteine BRCA1/2 nei processi di riparo della doppia elica di DNA, questi pazienti risultano pi๠sensibili ai derivati del platino. Pertanto, lo studio Pembraca mira a valutare la sicurezza e l'efficacia di Pembrolizumab associato a Carboplatino, considerando la risposta obiettiva nei pazienti BRCA con carcinoma mammario metastatico; la valutazione sarà effettuata alla fine del sesto ciclo di trattamento tramite l'esame fisico e la valutazione radiologica. I pazienti coinvolti nello studio saranno 53, e saranno arruolati in un periodo stimato di 30 mesi. Per raggiungere l'obiettivo primario, lo studio ਠstato progettato come multicentrico e sarà condotto in diversi centri italiani. Lo scopo di questa tesi era quello di eseguire l'iter etico e amministrativo (start-up) al fine di ottenere l'approvazione regolatoria per condurre lo studio in tutti i centri partecipanti. Le fasi iniziali comprendevano le procedure per ottenere l'autorizzazione di AIFA, l'approvazione da parte del Comitato Etico e delle Autorità Regolatorie, e sono state condotte sia nell'Oncologia Medica di Modena (Centro Coordinatore) sia in 10 centri collocati in Italia (Centri Satellite).
Trial Clinico in Oncologia: come avviare e condurre lo studio non-profit "Studio di fase II della combinazione di Pembrolizumab e Carboplatino nelle pazienti con tumore della mammella metastatico con mutazione BRCA"
2019
Abstract
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce un trial clinico come "qualsiasi studio di ricerca che assegna partecipanti o gruppi di esseri umani a uno o pi๠interventi relativi alla salute per valutare gli effetti sugli esiti sanitari." Il suo scopo ਠquello di dare validità a un'ipotesi scientifica riguardo la forza di un determinato trattamento terapeutico e/o diagnostico, e alla sua migliore efficacia rispetto a terapie già in uso, al fine di arricchire le conoscenze scientifiche e migliorare la pratica clinica. Per garantire l'integrità , la sicurezza e la qualità , uno studio clinico deve essere condotto seguendo la Buona Pratica Clinica (GCP), "uno standard internazionale di qualità etica e scientifica per la progettazione, la conduzione, la registrazione e la segnalazione di studi che riguardano soggetti umani." (ICH, 10.06.1996). Queste linee guida sono essenziali in tutte le sperimentazioni, in particolare nella ricerca oncologica; infatti, circa la metà degli studi condotti in Italia riguardano l'oncologia e l'ematoncologia. A seconda dello scopo, i trial clinici vengono classificati come Profit e Non-profit. Gli studi profit sono finanziati dall'industria farmaceutica ed hanno come fine il guadagno economico, mentre gli studi non-profit sono promossi da un ente pubblico o da un organismo di ricerca, non a scopo di lucro, ma per migliorare la pratica clinica. Un esempio di sperimentazione non-profit ਠlo studio Pembraca, sponsorizzata dall'Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena. Il trial clinico ਠstato progettato come uno studio prospettico di fase II a braccio singolo, condotto secondo GCP, diviso in due fasi, con un totale di 53 soggetti. Sono coinvolti pazienti con carcinoma mammario metastatico con mutazioni nei geni BRCA 1/2. I soggetti saranno trattati con una combinazione sperimentale di farmaci, Pembrolizumab e Carboplatino. Il primo ਠun potente anticorpo monoclonale altamente selettivo, progettato per bloccare direttamente l'interazione tra PD-1 e i suoi ligandi. Questo meccanismo migliora l'attività funzionale dei linfociti target, facilitando la regressione del tumore. Il Carboplatino invece ਠun chemioterapico a base di platino, appartenente alla famiglia degli agenti alchilanti; danneggia il DNA e porta alla morte cellulare. Entrambi i farmaci saranno somministrati ogni 3 settimane per 6 cicli. A seguire, il Pembrolizumab verrà continuato con la stessa schedula fino a tossicità inaccettabile o progressione di malattia. Considerando l'alta concentrazione di linfociti nei tumori mammari BRCA-mutati, il Pembrolizumab puಠportare ad buona risposta clinica. Inoltre, grazie al ruolo delle proteine BRCA1/2 nei processi di riparo della doppia elica di DNA, questi pazienti risultano pi๠sensibili ai derivati del platino. Pertanto, lo studio Pembraca mira a valutare la sicurezza e l'efficacia di Pembrolizumab associato a Carboplatino, considerando la risposta obiettiva nei pazienti BRCA con carcinoma mammario metastatico; la valutazione sarà effettuata alla fine del sesto ciclo di trattamento tramite l'esame fisico e la valutazione radiologica. I pazienti coinvolti nello studio saranno 53, e saranno arruolati in un periodo stimato di 30 mesi. Per raggiungere l'obiettivo primario, lo studio ਠstato progettato come multicentrico e sarà condotto in diversi centri italiani. Lo scopo di questa tesi era quello di eseguire l'iter etico e amministrativo (start-up) al fine di ottenere l'approvazione regolatoria per condurre lo studio in tutti i centri partecipanti. Le fasi iniziali comprendevano le procedure per ottenere l'autorizzazione di AIFA, l'approvazione da parte del Comitato Etico e delle Autorità Regolatorie, e sono state condotte sia nell'Oncologia Medica di Modena (Centro Coordinatore) sia in 10 centri collocati in Italia (Centri Satellite).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302658
URN:NBN:IT:UNIMORE-302658